Tutte le “ombre” di Juri Michelucci, il “santo inquisitore” del PD spezzino

LA SPEZIA – Questa sera il PD spezzino ha scritto una delle sue peggiori pagine di storia. Dopo l’infuocata riunione della direzione provinciale dell’altra sera, in cui sono volati non solo stracci, ma anche accuse e insulti pesanti, questa sera, per la prima volta, l’ingresso alla riunione è stato impedito ad alcuni iscritti che volevano solo ascoltare gli interventi.

Il problema qual è? Juri Michelucci, principale supporter di Raffaella Paita, eletto consigliere regionale e dovendo lasciare la carica di segretario provinciale del partito per incompatibilità, vorrebbe attraverso una forzatura senza precedenti, mantenere potere decisionale all’interno della segreteria, continuando così ad influire nelle decisioni degli incarichi, a partire dall’elezione del prossimo segretario provinciale.

Da quando Juri Michelucci è segretario del PD la gestione è stata fallimentare, il partito si trova ai minimi storici e Comuni storicamente di sinistra sono finiti in mano al centro-destra (Ameglia, Porto Venere, Follo, Lerici). Ora la Regione. Prossimamente è molto alto il rischio che anche il Comune di La Spezia, roccaforte rossa, finisca in mano al centro-destra.

Ma chi è Juri Michelucci? Indubbiamente dimentico del progetto su cui il Partito Democratico è sorto, Michelucci è un “bullo” della politica, prepotente  e rancoroso. Come non ricordare lo squallido episodio che lo vide protagonista nel negare la sala riunioni ai civatiani (Il PD di Michelucci punisce i dissidenti, niente sala riunioni per i civatiani), accentuando una frattura divenuta insanabile?

Un politico poco trasparente che ha sempre evitato di rendere pubblici i suoi redditi (Trasparenza e legalità: Juri Michelucci continua a fare orecchie da mercante), un obbligo che hanno gli amministratori pubblici e che lui, da assessore nel Comune di Sarzana, ha ignorato per mesi. Piccole bugie… Michelucci si dichiarava sposato e con due figli, invece per lo Stato non è nemmeno convivente. E sì, perché Michelucci e compagna vivono sotto lo stesso tetto in una casa popolare di Sarzana, ma hanno residenze diverse. Per lo Stato sono quindi due persone che non hanno legami parentali, hanno residenze diverse, non fanno dichiarazione dei redditi cumulativa ed i figli sono a carico al 50%. In questo modo il reddito rimane basso per entrambi con tutti gli annessi e connessi (e benefit). E rimanendo in tema di case popolari (Michelucci come assessore del Comune di Sarzana ha la delega a welfare e politiche sociali), sono assegnatarie di una casa popolare a testa anche la madre, la “suocera” e la “cognata” del pacifico Juri.

Pare proprio, alla luce di quanto successo negli ultimi mesi in Liguria e nella provincia di La Spezia, che i migliori alleati del centro-destra siano proprio i soggetti come Juri Michelucci che tanto hanno fatto perdere di credibilità a una sinistra storicamente forte nel nostro territorio.

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