I Fogliani di Taurianova (indicati dalla DIA) bloccano il conto della Casa della Legalità

C’è una famiglia indicata dalla DIA, nella mappatura della ‘ndrangheta in Liguria, per «operazioni di reinvestimento di denaro di illecita provenienza»; la Procura ed il GIP danno ragione alla Casa della Legalità perché quanto pubblicato è suffragato da fonti autorevoli dello Stato, ma un Giudice in Civile pignora il conto della Casa della Legalità per aver pubblicato quanto Procura e GIP dicono che è corretto e quindi non censurabile. Ecco la storia…

La Procura di Genova davanti alla loro querela per diffamazione indagò e chiese l’Archiviazione in quanto risulta corretto e suffragato da fonti autorevoli dello Stato ciò che la Casa della Legalità aveva pubblicato sui Fogliani di Taurianova attivi a Genova, con un impero imprenditoriale nato dal nulla, ovvero che questo nucleo familiare è indicato dalla Commissione Parlamentare Antimafia, dalla Direzione Nazionale Antimafia e specificatamente dalla D.I.A. – nella mappatura della ‘ndrangheta in Liguria – come «La famiglia Fogliani, anch’essa insediata a Genova proveniente da Taurianova (RC), è considerata un terminale locale per operazioni di reinvestimento di denaro di illecita provenienza». Sempre la Procura di Genova chiedendo l’archiviazione affermava porre la domanda su quali fossero le origine della fortuna patrimoniale dei Fogliani non può essere considerato «né interdetto né diffamatorio».
Il GIP del Tribunale di Genova ha accolto in toto la richiesta di Archiviazione della Procura e quindi ha proceduto all’Archiviazione del procedimento per diffamazione [vedi qui provvedimento integrale del GIP con le risultanze della richiesta della Procura – formato .pdf]
La Casa della Legalità procedeva quindi a pubblicare il Decreto di Archiviazione firmato dal GIP, ovvero quanto è stato definito essere corretto, non diffamatorio e non interdetto.
I Fogliani di Taurianova, con il Fogliani Gregorio e la QUI GROUP SPA, hanno promosso un’azione civile (senza notificarla ai responsabili della Casa della Legalità citati dagli stessi, come avevamo già denunciato pubblicamente), facendosi la causa da soli, affermando che quanto pubblicato era gravemente diffamatorio.
Il Giudice Civile Laura Casale, senza verificare che le notifiche erano state spedite ad indirizzi non corretti e quindi mai notificate agli esponenti della Casa della Legalità, che, conseguentemente, non si erano potuti costituire in giudizio, fa la causa – con i soli Fogliani – ed accoglie le loro richieste, non accorgendosi nemmeno che quanto indicato come diffamatorio non è un articolo scritto dalla Casa della Legalità bensì il Decreto del GIP con cui si archiviava la querela per diffamazione presentata dai Fogliani.
Il Provvedimento del Giudice Civile così ottenuto dai Fogliani viene notificato regolarmente (gli indirizzi in questo caso li hanno messi giusti). Avuta la notifica si è proceduto ad impugnare il Provvedimento, documentando alla virgola l’assoluta infondatezza della richiesta dei Fogliani e della decisione del Giudice Civile. L’Appello è in corso.
Ma i Fogliani vogliono fermare la Casa della Legalità (come avevamo già denunciato vedi qui e qui) ed allora cosa fanno? Pignorano (ovviamente non notificando il pignoramento al responsabile legale della Casa della Legalità) il conto dell’Onlus antimafia (con 388,05 euro) per oltre 35.000 euro, in attesa della definizione dell’Appello.
Con questo semplice atto l’attività della Casa della Legalità rischia di fermarsi concretamente. Infatti le donazioni che permettono all’associazione di andare avanti vengono raccolte con quel conto e con i fondi raccolti si possono pagare le spese (da quelle telefoniche a quelle per la connessione internet, da quelle per gli spostamenti necessari per incontri e sopralluoghi, nonché per poter acquisire le documentazioni necessarie a supporto delle denunce che vengono prodotte dalla Casa della Legalità all’Autorità Giudiziaria, reparti investigativi ed altre Autorità dello Stato).
Oltre a dover invitare chiunque a “fermare” ogni donazione sul conto corrente bancario della Casa della Legalità, in quanto allo stato i fondi sarebbero inutilizzabili per le attività, si è dato mandato ai Legali dell’associazione di procedere in merito. Senza possibilità di raccogliere in modo corretto e tracciabile le donazioni la Casa della Legalità deve fermare il suo lavoro.

Lo speciale sui Fogliani.

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