Le primarie del PD o quelle della “intendenza”?

“Se la politica in Italia fosse una cosa seria questo post, sulle prossime primarie per l’elezione del segretario del PD, lo avrei concentrato tutto su una discussione di merito. Vale a dire quale è l’idea di partito che più si avvicina al mio pensiero e soprattutto quale è l’idea di partito che meglio può rispondere alla crisi della democrazia rappresentativa. Rimanendo, eu-topisticamente, all’idea che la politica sia una cosa seria, la mia idea di partito che vorrei veder votata in queste primarie è quella di un partito fatto di regole, di gruppi dirigenti collettivi, di correnti che si confrontano su progetti di società, di sezioni che lavorano sul territorio. Esattamente il contrario dei partiti persona, fondati sui leader mediatici e su programmi che non dicono nulla per conquistare un “elettorato di centro” come se un partito debba diventare una succursale di una società di sondaggi…….. Basterebbe il ritorno di un partito, o meglio di partiti così? No di certo ma comporrebbero una metà delle soggettività necessarie per la salvezza-rinnovamento della nostra democrazia rappresentativa. L’altra metà è la società civile attiva, consapevole che svolge una dialettica conflittuale e allo stesso tempo propositiva verso le soggettività partitiche e alla quale vengono riconosciuti spazi, regole istituti per svolgere sul serio quella dialettica. Insomma quella che nei sistemi anglosassoni si definisci policy (politica pubblica) per distinguerla dalla politics quella dei meri rapporti di forza, non a caso nel nostro sistema sclerotizzato per definirla si usa un termine unico: politica. Ora non c’è dubbio che un tentativo di policy sia presente nelle dichiarazioni sia di Cuperlo che di Civati: il primo più sul partito il secondo più sulla società civile attiva. Ma la politica italiana non è una cosa seria da decenni e quello che si afferma quasi mai corrisponde a quelli che sono i comportamenti concreti dei politici soprattutto quando dai salotti televisivi e/o dalle dichiarazioni elettorali si passa al governo della cosa pubblica, alle scelte dentro le istituzioni rappresentative. E allora se uno rimanendo alla nostra provincia va a vedere il personale politico che si candida a rappresentare Spezia nella assemblea nazionale del PD, come dire vede un brusco ritorno alla realtà di una politica politicante dove la parola è totalmente separata dai comportamenti e decisioni reali. I candidati locali che hanno avuto incarichi istituzionali di amministrazione attiva si sono sempre caratterizzati per incapacità di dialogo, arroganza istituzionale e spesso anche incompetenza manifesta. D’altronde se Cuperlo per un verso e soprattutto Civati vogliono un partito soggetto collettivo, qui da noi questi principi sono lontani mille anni luce come è stato, anche simbolicamente, dimostrato dalla elezione all’unanimità del segretario provinciale da parte di tutte e tre le componenti che oggi si candidano al governo del partito nazionale. E che dire della CGIL che si è schierata tutta con Civati, almeno nel suo gruppo dirigente. Non ho mai visto/sentito un dirigente della Cgil spezzina che abbia in concreto difeso i principi affermati a livello nazionale da Civati, contro la deriva del sistema di potere locale…. Li ho sempre avuti contro sistematicamente, con la stessa arroganza e la stessa pochezza di idee di coloro che governano questa città! Insomma se vi vanno bene i Federici, i Forcieri, la distruzione del Levante, le discariche prodotte dallo sfascio di Acam, il carbone alla centrale Enel, i conflitti di interessi che attraversano continuamente i poteri di questa città (nel porto, nella cassa di risparmio etc. etc.), il clientelismo e la logica della tessera di partito che decide ogni posto minimo di responsabilità pubblica a prescindere dalla competenze, la totale mancanza di processi partecipativi, se vi va bene tutto questo come fa ad andarvi bene il programma di Civati?

Certo tra i candidati locali ci sono anche persone che stimo, pochissime comunque, alle quali auguro di avere maggior spazio politico, ma la cifra di fondo di questa operazione primarie a livello locale resta quella che ho descritto sopra.

Insomma per evitare che le primarie del PD diventino, a livello locale le primarie della intendenza che segue, come al solito passivamente e furbescamente, il carro del vincitore, occorrono tanto cose ma di sicuro la prima è la coerenza tra il proprio pensiero e la messa in discussione del proprio culo!”

Marco Grondacci

 

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