VENEZIA – Riconosciuto ufficialmente dalla IBA (l’Associazione Internazionale dei Barman, fondata nel 1951 in Regno Unito) con il nome di Spritz veneziano, é il più tipico cocktail da aperitivo, a base di Prosecco, bitter e seltz. Le dispute sulla sua paternità, però, sono state molteplici.

Le sue origini si collocano nella zona del Triveneto e pare che la sua diffusione si debba ai soldati dell’Impero austriaco di stanza in quella che fu la Repubblica Serenissima i quali, per stemperare l’elevata gradazione alcolica dei vini veneti, li avrebbero miscelati con acqua frizzante.
Da qui l’origine del nome che deriva dal verbo tedesco austriaco spritzen, che significa appunto “spruzzare”, ricordando il gesto di miscelare il vino con il seltz.

Giovanna Ghezzi
Come cocktail nasce presumibilmente tra gli anni ’20 e ’30 del ‘900 tra Padova e Venezia, quando si pensò di unire il bitter Aperol all’usanza portata nell’Italia settentrionale dai soldati austroungarici, di diluire il vino bianco con il seltz.

Acquisita un’enorme popolarità a Venezia, a Padova e nell’intero Veneto a partire dagli anni ’70, lo Spritz diventa un cocktail ampiamento diffuso e in tempi ancor più recenti è stato ufficializzato dall’I.B.A. (International Bartenders Association) con la denominazione di “Spritz Veneziano” tra i New Era Drinks.

Per preparare lo Spritz si possono utilizzare diverse tipologie di bicchiere: il Tumbler classico, il calice da vino o un tradizionale Old Fashion.

Nel bicchiere colmo di ghiaccio si aggiungono direttamente tre parti di Prosecco, due parti di Aperol e una parte di Soda, con uno spicchio d’arancia come guarnizione.
La variante più famosa del cocktail è con il Campari.Scopri la ricetta su BarCampari: www.barcampari.it/Aperol-Spritz
Fonte: www.campariacademy.it
Barbara Urli