LA SPEZIA- Il circolo spezzino di Legambiente ha appreso con soddisfazione la notizia che il Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale della Spezia ha respinto la richiesta della Procura della Repubblica di archiviazione della indagine in corso sui rumori prodotti dall’attività portuale e ha disposto nuove indagini.

La nostra associazione era a conoscenza dell’esposto dall’ingegner Gasparini che ha provocato le indagini di cui sopra, coadiuvato dall’avvocato Antonini e dal Dottor Grondacci.

La denuncia mirava a valutare la incidenza del rumore portuale sull’abitato del quartiere del Canaletto e quindi più in generale sull’assetto urbano cittadino.

Leggendo la decisione del gip si evince chiaramente che anche nel caso delle delle emissioni rumorose vi è un danno grave alla salute umana ed è per questo che la nostra associazione ha il dovere di intervenire in questa prima fase manifestando il proprio appoggio l’iniziativa legale in corso, anche intervenendo nel fascicolo in atto e fornendo elementi utili, eventualmente in suo possesso, per tutelare salute e ambiente.

Interessante è altresì l’estensione delle indagini non solo al reato di disturbo della quiete pubblica ma anche quello di omissione in atti d’ufficio: andrà valutato se tutte gli enti e le autorità preposte alla tutela dell’ambiente e della salute abbiano fatto quanto in loro dovere per far sì che queste emissioni inquinanti rumorose non si potessero verificare.

Dal punto di vista politico (ma anche giudiziario) bisognerà verificare se quanto a suo tempo prescritto dal ministero dell’Ambiente in termini di Valutazione di Impatto Ambientale per il piano regolatore portuale sia stato davvero messo in opera. Questa vicenda dimostra che le attività portuali costituiscono, se non adeguatamente ricondotte ai termini di legge, un grave problema per la salute dei cittadini e questo riguarda anche le emissioni atmosferiche oltre a quelle, di cui si sta parlando oggi, di carattere acustico.