PORTO VENERE- Saranno usati più di mille steli, tra elementi floreali e fronde, per l’allestimento pensato nella splendida cornice di Portovenere, che si unisce alla manifestazione che, domani, coinvolgerà le principali città italiane trasformate per la prima volta in “giardini per un giorno” con fiori e fronde dei vivaisti italiani messi in ginocchio dalla crisi generata dal Coronavirus.

Una mobilitazione nel pieno rispetto delle misure di sicurezza anti virus a colpi di petali e colori organizzata dalla Coldiretti in collaborazione con AFFI (Associazione Floricoltori e Fioristi Italiani) e Federfiori, nella prima giornata nazionale dedicata al florovivaismo Made in Italy che, a causa del lockdown e la pioggia di disdette per la cancellazione di matrimoni, eventi e cerimonie, oltre ai ritardi e blocchi dell’export, ha subito una crisi che non ha precedenti nella storia italiana.

Per l’occasione verrà diffuso l’esclusivo report di Coldiretti su “Il crack dei fiori italiani al tempo del coronavirus” con dati, prospettive e analisi.

“L’iniziativa “Ripartiamo con un fiore” – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – è il grido che testimonia le grandissime difficoltà di un settore strategico per l’economia, il lavoro e la qualità della vita in Italia,  messo a rischio prima dalla concorrenza sleale di importazioni dall’estero e adesso dal crollo delle vendite causato dalla pandemia, con il record storico negativo di piante e fiori mandati al macero. Il florovivaismo ligure è da sempre un settore di punta dell’economia regionale, che genera un fatturato annuo complessivo superiore ai 350 milioni di euroNel periodo di massima produzione e vendita di prodotto, quest’anno, è stata stoppata del 100%, la vendita di ranuncoli e di altri fiori recisi, mentre non è andata meglio per le vendite di aromatiche, margherite e piante in vaso: i danni subiti dalle  4200 imprese presenti, che con passione e duro lavoro permettono di avere sempre fiori di qualità eccellente a diposizione, sono incalcolabili. Ora più che mai è però importante che questo, come altri settori locali, abbiano la possibilità di ripartire, ma per fare in modo che ciò accada, serve il sostegno di tutti scegliendo sempre prodotti Made in Liguria o italiani”.