SARZANA- Gli spezzini pagano le tariffe più alte in Liguria e col Progetto Saliceti la situazione peggiorerà. Per questo motivo dopo aver segnalato all’ANAC, Autorità nazionale anticorruzione, la violazione degli esiti della gara europea del 2016, vinta da Iren, il Comitato Sarzana, che botta! si rivolge all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato. Analoga iniziativa è stata assunta dal sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti. Motivo: dopo che ACAM è stata incorporata in IREN (2018) non c’è più nessuno che faccia rispettare le clausole della gara e del contratto, dal momento che chi aveva indetto la gara (ACAM su delega di tutti i Comuni consorziati) e chi se l’aggiudicò la gara (Iren.Ladurner) sono oggi una stessa società. Addirittura l’amministratore unico che assegnò la gara (Gaudenzio Garavini) siede da due anni nel consiglio di amministrazione di Recos-Iren. La Provincia, che dovrebbe garantire i Comuni e l’interesse dei cittadini, non esercita la sua funzione.

Il danno che deriva ai contribuenti è rilevante e può esserlo ancora di più nel tempo.

Oggi la tariffa pagata dai Comuni per portare la Forsu fuori provincia è di 110 euro la tonnellata. Nella gara europea del 2016 Iren s’impegnò a ridurre quella tariffa a 89 euro, se avesse realizzato a Boscalino un digestore anaerobico per trattare le 26.000 tonnellate di rifiuti organici e produrre biometano. Col progetto Saliceti (impianto capace di trattare 90.000 tonnellate) come in un gioco dell’oca Recos-Iren riporta la tariffa a 110 euro a tonnellata. Insomma al crescere del business le tariffe, invece di diminuire, aumentano.

E i Comuni, che dovrebbero difendere l’esito della gara che avevano promosso? Per ora tacciono con la citata eccezione del Comune di Lerici, che ha collaborato col Comitato Sarzana, che botta! nello scoperchiare il vaso di Pandora dell’affare rifiuti. Tacciono sindaci e consiglieri comunali, di ogni colore politico, che hanno ricevuto dall’associazione sarzanese il testo della segnalazione all’ANAC, che documenta tutto l’iter attraverso gli atti di gara e le deliberazioni di Provincia e Regione.

Eppure di elementi per tirare su la testa rispetto a Recos-Iren la classe politica spezzina ne ha. Non solo la tariffa di 110 euro a tonnellata, prevista nel Piano economico del Progetto Saliceti, è più alta degli 89 euro offerti in gara, ma sarà aggiornata ogni anno secondo l’indice ISTAT e ogni due anni Recos la potrà adeguare per mantenere sempre lo stesso tasso di profitto, a prescindere dall’efficienza della gestione dell’impianto. Senza alcun controllo.

I sindaci e i consiglieri comunali e provinciali possono verificare che la tariffa di Recos è anche fuori mercato. E’ sufficiente leggere il Piano d’ambito regionale dei rifiuti. Lì ci sono le tariffe pagate nelle altre province liguri. Pagina 86-87: Genova paga tra i 65-85 euro a tonnellata. Non ha impianti. Come Spezia porta la Forsu fuori regione. Ma noi paghiamo 110 e li pagheremo domani con il megadigestore a Saliceti.

Savona che ha un digestore (Iren) paga 90 €/ton; Imperia 80 €/ton.

La realtà è ancora più amara per l’indifferenziata. I Comuni spezzini pagano 181,5 euro a tonnellata per portare i RSU al TMB di Saliceti. Genova paga 110-120 €/ton , Savona 120 €/ton, Imperia 156 €/ton Sapete perché? Nei 181,5 euro c’è compresa la ristrutturazione e l’ampliamento del TMB dopo l’incendio del 2013 con l’aumento della capacità di 20.000 tonnellate per ospitare i rifiuti di Genova e del Tigullio. Insomma gli spezzini non solo si prendono i rischi ambientali, ma pagano di più per due impianti che gli altri si godono.

Comitato Sarzana, che botta!