PORTO VENERE- Le associazioni e i comitati firmatari dell’appello a vari enti concernente l’alienazione di alcuni beni pubblici del Comune di Portovenere esprimono soddisfazione per la nota della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Genova e la Provincia della Spezia in cui si afferma con nettezza che, sia per quello che riguarda la ex scuola del borgo di Portovenere che per quello che riguarda porzioni di vie o piazze pubbliche (Piazza Spallanzani e Via Colonna) le stesse non possono essere alienate fino a che non si sia concluso il procedimento di verifica dell’art 12 del D.lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del Paesaggio).

Verifica che, sempre secondo la nota della Soprintendenza, sarebbe in corso per la ex scuola “Michela Ravecca” mentre addirittura non è, al momento, neppure stata richiesta ed attivata per quello che riguarda la piazza e le vie citate.

Lo svolgimento del Consiglio comunale di martedì 22 dicembre ha lasciato inascoltati i numerosi appelli ad un maggiore approfondimento della questione. Nonostante il Sindaco abbia costantemente definito come un “frastaglio di terreno” una parte di quella che è forse lo scorcio più memorabile e distintivo di Portovenere, riteniamo che mutilare un sistema viario di millenaria memoria sia un atto che va oltre qualsiasi colore politico e che trova un fronte compatto di contrasto a questa scelta tra le Associazioni del territorio e i Comitati firmatari che confidano che gli Enti tecnici preposti, prima fra tutti la Soprintendenza, riescano a far rispettare l’enorme e inestimabile valore storico del luogo.

È stato un atto di scarso rispetto per il territorio aver voluto inserire Piazza Spallanzani e Via Colonna tra i pezzi di territorio da alienare, ben sapendo che la verifica di interesse culturale non è nemmeno iniziata e che la stessa si potrà concludere, come ci auguriamo, con la dichiarazione di inalienabilità.

Lo stesso dicasi per la scuola. Nessuno sapeva dell’inizio, dal Novembre scorso, della procedura di verifica di interesse storico, e l’abbiamo dovuto sapere dalla Soprintendenza stessa e non dal Comune.

Quando si tratta di beni pubblici, di pezzo di territorio che sono addirittura patrimonio dell’umanità (sito Unesco) la cosa deve essere trattata con il massimo coinvolgimento e dibattito pubblico e non in una singola seduta del Consiglio Comunale. Anche la cittadinanza tutta, le Associazioni del territorio devono essere consultati per dei beni che appartengono al patrimonio identitario di Portovenere e, senza timore di smentita, del mondo intero.

Le associazioni e i comitati, che si sono già mobilitati con un flashmob sotto il Comune il giorno 22 Dicembre scorso, vigileranno, verso tutti i livelli, affinché i beni pubblici e i patrimoni dell’umanità non siano venduti al miglior offerente

Associazione Palmaria Associazione Posidonia

Comitato No Biodigestore Saliceti Comitati del Levante cittadino Comitato Vallesanta Levanto Comitato Vivere Bene la Macchia Comitato Piazza Verdi

Italia Nostra La Spezia Legambiente La Spezia Lipu La Spezia

Movimento Palmaria Si Masterplan No Murati Vivi Marola

Portoveneretvb

Laboratorio Palmaria gruppo progettante Vas La Spezia

Wwf Liguria