NERVI (GE) – Con tre prime assolute e un’anteprima nazionale il Festival Internazionale del Balletto e della Musica-Nervi 2020 ritrova l’alto profilo che appartiene alla storia della manifestazione, nata nel 1955 e tra le più importanti nell’Italia del dopoguerra. Inaugurazione venerdì 17 luglio, nella cornice suggestiva dei Parchi di Nervi, con la prima delle tre novità assolute: Duets and Solos, spettacolo in cui étoiles internazionali si esibiscono in assoli e passi a due su musiche eseguite dal vivo da due interpreti di prima grandezza, il violoncellista Mario Brunello e la pianista Beatrice Rana. Il tutto nel rispetto rigoroso delle norme anti-Covid: i duetti saranno danzati da coppie di ballerini che sono coppie anche nella vita. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Ravenna Festival. Mercoledì 29 luglio, la seconda prima assoluta, Love, protagonista Eleonora Abbagnato, étoile all’Opéra di Parigi e icona della danza classica, regia e coreografie di Giuliano Peparini, uno dei coreografi di punta del momento. Sabato 1 agosto, un’anteprima nazionale, che debutterà in prima assoluta al Festival di Spoleto il 28 agosto: Le creature di Prometeo/Le creature di Capucci, azione scenico-coreografica sull’unica partitura per balletto composta da Beethoven, in omaggio al 250° anniversario della nascita del grande compositore, con i costumi firmati dallo stilista Roberto Capucci, che Anna Fendi ha definito “il Dio della Moda”. Domenica 2 agosto, a chiusura della manifestazione, la terza prima assoluta, una nuova produzione di Werther, melologo di Gaetano Pugnani, compositore torinese della seconda metà del ’700, su testo tratto dal capolavoro di Goethe; una serata originale che il Teatro Carlo Felice, in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova, dedica a Nervi, ambiente perfetto per l’incontro evocativo tra la parola recitata e la musica.

Oltre agli appuntamenti già citati, ce ne saranno altri sette, che copriranno generi diversi tra loro, ma all’insegna di due valori comuni imprescindibili: l’alta qualità degli interpreti e il contesto unico dei Parchi di Nervi, l’oasi verde più incantevole e romantica della città, con le sue ville nobiliari, le piante esotiche che arricchiscono di profumi e colori la flora mediterranea, e un fascino che getta le radici nell’800, quando Nervi era una tappa immancabile del “viaggio in Italia”.

Sabato 18 luglio salirà sul palcoscenico del Teatro dei Parchi di Nervi Mario Biondi, la voce più soul della musica italiana, nella sua unica tappa italiana del tour Live. Per l’occasione, l’artista proporrà in pubblico, per la prima volta, il progetto digitale Paradise alternative Productions.

Domenica 19 luglio sarà protagonista Beppe Gambetta, che presenterà dal vivo, per la prima volta, il suo ultimo CD Where the wind blows/Dove tia o vento, uscito durante la pandemia, 10 canzoni in cui il chitarrista genovese ha sorpreso tutti, a partire dai suoi fan, debuttando come cantante e songwriter.

Martedì 21 luglio arriverà a Nervi uno dei più apprezzati cantautori italiani, un maestro della canzone intesa come poesia in musica: Roberto Vecchioni, che con questa serata riprenderà L’infinito Tour, sospeso durante il lockdown.

Mercoledì 22 luglio, spazio al grande jazz di scuola italiana, con Tullio De Piscopo (batteria) e Aldo Zunino (contrabbasso), guidati dal pianista internazionale Dado Moroni; tre musicisti che, grandi amici nella vita, hanno deciso di riunirsi in trio per celebrare la loro intesa artistica, nel modo così unico che solo l’improvvisazione jazzistica tra anime affini permette.

Giovedì 23 luglio, una serata speciale, un omaggio a una delle figure più originali e fantasiose dello spettacolo italiano: Arturo Racconta Brachetti, una sorta di talk-show in cui il World Master of quick change, come lo chiamano gli americani, ovvero il più grande trasformista vivente, si racconta al pubblico, tra vita privata, palcoscenico e, naturalmente, trucchi e illusioni da lasciare a bocca aperta.

Venerdì 24 luglio, il pianista-compositore in jeans, T-shirt e scarpe da ginnastica che ha convertito un’intera generazione al pianoforte e a una nuova idea di “musica classica contemporanea”: Giovanni Allevi, in un concerto il cui titolo dice già tutto, Piano Solo.

Domenica 26 luglio, Fabio Armiliato, uno dei tenori più importanti della sua generazione, si esibirà in una serata dedicata al tango, Recital CanTango, genere di cui è un appassionato cultore oltre che trascinante interprete.

Dichiara Marco Bucci, Sindaco di Genova: «Nonostante non sia un’estate semplice per organizzare grandi eventi, Genova ha voluto dare un segnale importante di attenzione al mondo dello spettacolo, della cultura e della musica. Una risposta anche alla città a cui abbiamo promesso un pieno rilancio dei parchi di Nervi e un triennio che si completa con il “Festival Internazionale del Balletto e della Musica”, dopo l’approdo nei parchi di Euroflora nel 2018 e del Festival del 2019. Tutti gli eventi si svolgeranno nella massima sicurezza seguendo i protocolli previsti in questa fase post-emergenza. Siamo davvero fieri che la regia di questo evento sia nelle mani del Teatro Carlo Felice, presenza di eccellenza della nostra Genova. Siamo pronti a vivere un’altra estate di emozioni in uno degli spazi più suggestivi della città.»

«Genova e la Liguria ripartono», aggiunge Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria. «Lo fanno davvero, lo fanno in sicurezza. Il Festival di Nervi quest’anno ha un valore ancora più elevato e simbolico, quello del ritorno alla normalità e ai fasti del passato, ma senza dimenticare la tutela della salute non solo del pubblico, ma anche degli artisti che saliranno sul palco. Il “Festival internazionale del Balletto e della Musica”, grazie al contributo del Teatro Carlo Felice, saprà proporre un programma degno della ricchissima tradizione culturale di Genova. Siamo particolarmente lieti che il Festival si possa tener anche quest’anno,  vista anche l’attenzione che Regione Liguria ha posto al tema della cultura e dello spettacolo: già dal 26 maggio scorso abbiamo dato infatti la possibilità agli operatori di accedere ai teatri e agli altri luoghi di spettacolo perché potessero essere pronti alla ripartenza e si potessero cominciare a svolgere tutte le attività amministrative, tecniche ed artistiche legate alla programmazione, le prove e gli allestimenti, oltre che gli interventi di manutenzione e di sanificazione in vista della ripresa delle attività.»

«Un forte segnale di ripartenza per lo spettacolo dal vivo – ha ribadito l’Assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo – con un programma vario che spazia dalla danza alla grande musica in tutte le sue forme classica, jazz, popolare, lirica, con personaggi di grande rilievo che porteranno Genova e la Liguria su una ribalta nazionale e grazie alla spettacolare cornice dei Parchi di Nervi faranno della cultura e della bellezza  un grande motore dell’estate ligure. Sarà uno spettacolo nello spettacolo che avrà, quest’anno, un valore simbolico ancora più forte.»

«La cultura non si ferma, anzi riparte. Dopo la restituzione al pubblico di alcuni musei cittadini, in questa fase 2 Genova non rinuncia al Festival di Nervi, pur nella stretta osservanza delle normative anti contagio – spiega l’assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova Barbara Grosso – Un grande evento alla sua seconda edizione, che porterà nella nostra città un ricco calendario di date e numerosi artisti di fama internazionale. In questa fase di ripartenza guardiamo avanti con responsabile ottimismo e, certi di poter presto tornare ad abbracciarci, anche quest’anno abbiamo scelto di offrire ai genovesi e ai turisti un variegato programma di spettacoli che spazia dalla musica, al balletto alle performance teatrali: un evento di livello che saprà essere godibile per un pubblico vasto.»

Il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice, Claudio Orazi, afferma: «La Fondazione Teatro Carlo Felice è orgogliosa di realizzare l’edizione 2020 del Festival  del Balletto e della Musica di Nervi. Nell’esprimere, a nome di tutti i lavoratori del Teatro, gratitudine per la fiducia accordataci dal Comune di Genova e dalla Regione Liguria, desidero sottolineare l’ottima collaborazione con Porto Antico. Il programma del Festival si prefigge di coniugare la più alta qualità degli spettacoli con l’emozionante contesto dei Parchi per offrire al pubblico serate indimenticabili nel segno della migliore accoglienza e sicurezza, così come prevedono le attuali normative. I balletti in cartellone sono stati ideati nel rispetto della fase di emergenza sanitaria e condivisi attraverso prestigiose collaborazioni artistiche con altri Festival italiani, quali il Ravenna Festival  ed il Festival dei 2Mondi di Spoleto. A Nervi potremo assistere a due prime assolute e un’anteprima nazionale. Sul versante musicale esprimo grande soddisfazione per la collaborazione tra il Teatro Carlo Felice e il Teatro Nazionale di Genova in occasione della prima assoluta di una nuova produzione di Werther di Gaetano Pugnani. Particolarmente ricco e di alto profilo artistico il resto programma, che spazia tra generi diversi: Mario Biondi, Beppe Gambetta, Roberto Vecchioni, il Trio De Piscopo-Moroni-Zunino, Arturo Brachetti, Giovanni Allevi, Fabio Armiliato.»

Conclude Rino Surace, Coordinatore generale Festival: «Tenuto conto delle restrizioni anti-Covid abbiamo operato nel segno della qualità e del consolidamento di un Festival con un brand importante e con obiettivi molto ambiziosi. Lo abbiamo fatto mettendo insieme un cartellone di primissimo livello, con allestimenti e attrezzature che offriranno al pubblico le migliori condizioni di ascolto e visibilità e, agli artisti, standard in grado di garantire le migliori performance. Sul piano operativo stiamo lavorando in partnership con Amt e Trenitalia per agevolare gli spostamenti del pubblico dalla città ai Parchi, e con Amiu e Aster impegnate rispettivamente in servizi di pulizia e manutenzione di Villa Grimaldi durante l’intero periodo del Festival. Il tutto attraverso una stretta collaborazione fra Teatro Carlo Felice e Porto Antico, che sarà formalizzata proprio in questi giorni da un protocollo d’intesa che avrà come effetto l’arricchimento dell’“Estate Spettacolo” del Porto Antico».

Il Festival Internazionale del Balletto e della Musica-Nervi 2020 è promosso dal Comune di Genova, patrocinato da Regione Liguria, realizzato dal Teatro Carlo Felice, in collaborazione con Porto Antico S.p.A.

Sostengono la manifestazione: Iren,  Esselunga S.p.A., Banca Passadore.

Technical Partner: Aster, Amiu, Amt.

PROGRAMMA

17 luglio   

DUETS AND SOLOS

Mario Brunello (violoncello) e Beatrice Rana (pianoforte)

 ed étoiles internazionali

PRIMA ASSOLUTA

Nuova produzione Fondazione Teatro Carlo Felice – Festival Internazionale del Balletto e della Musica/Nervi 2020 – Ravenna Festival

Sabato 18 luglio  

MARIO BIONDI

Live

Domenica 19 luglio  

BEPPE GAMBETTA

Where the wind blows/Dove tia o vento

Martedì 21 luglio  

ROBERTO VECCHIONI

L’Infinito Tour

Mercoledì 22 luglio  

TULLIO DE PISCOPO (batteria) DADO MORONI (pianoforte)

ALDO ZUNINO (contrabbasso)

Giovedì 23 luglio  

ARTURO BRACHETTI

Arturo Racconta Brachetti

Venerdì 24 luglio

GIOVANNI ALLEVI

Piano Solo

Domenica 26 luglio

FABIO ARMILIATO

Recital CanTango

Mercoledì 29 luglio  

ELEONORA ABBAGNATO

Love

Regia e coreografia GIULIANO PEPARINI

PRIMA ASSOLUTA

Nuova produzione Fondazione Teatro Carlo Felice – Festival Internazionale del Balletto e della Musica/Nervi 2020

Sabato 1 agosto  

LE CREATURE DI PROMETEO

LE CREATURE DI CAPUCCI

di Ludwig van Beethoven

Concerto con azione scenico – coreografica

Orchestra Teatro Carlo Felice

ANTEPRIMA NAZIONALE

Nuova produzione Fondazione Teatro Carlo Felice – Festival Internazionale del balletto e della musica/Nervi 2020 – Festival dei 2Mondi

Domenica 2 agosto

WERTHER

di Gaetano Pugnani

Orchestra Teatro Carlo Felice

Direttore Alvise Casellati

PRIMA ASSOLUTA

Nuova produzione Fondazione Teatro Carlo Felice – Festival Internazionale del balletto e della musica/Nervi 2020

in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova

Venerdì 17 luglio

DUETS AND SOLOS

Mario Brunello (violoncello) e Beatrice Rana (pianoforte) ed étoiles internazionali

PRIMA ASSOLUTA

Nuova produzione Fondazione Teatro Carlo Felice – Festival Internazionale del Balletto e della Musica/Nervi 2020 – Ravenna Festival

Danzatori

Silvia Azzoni (Hamburg Ballet)

Sergio Bernal (già Balletto Nazionale di Spagna)

Hugo Marchand (Opéra de Paris)

Matteo Miccini (Stuttgart Ballet)

Alexandre Ryabko (Hamburg Ballet)

Iana Salenko (Opera di Berlino)

Marian Walter (Opera di Berlino)

 

Musiche

Arcangelo Corelli – J.S. Bach – Frédéric Chopin – Camille Saint-Saëns – Jules Massenet – Pablo de Sarasate – Claude Debussy – Sergei Rachmaninoff – Maurice Ravel   

 

Coreografie

Michel Fokine – Jerome Robbins – Antonio Ruiz Soler – Roland Petit – John Neumeier – Ricardo Cue – Uwe Scholz – Joaquín De Luz – Edward Clug – Kristina Borbelyova – Sergio Bernal

Duets and Solos è destinato a diventare un titolo simbolo del nuovo modo di danzare e fare musica dal vivo imposto dall’emergenza sanitaria che in questi mesi ha sconvolto il mondo. Due musicisti di prima grandezza, il violoncellista Mario Brunello e la pianista Beatrice Rana, eseguono musiche su cui un singolo danzatore si esibisce in un assolo o una coppia di ballerini, che è coppia anche nella vita, interpreta un passo a due. Nel mondo della danza ci sono molti ballerini legati sentimentalmente, tra cui diverse étoiles, come le coppie che danzeranno a Nervi: Silvia Azzoni/Alexander Ryabko (Hamburg Ballet) e Iana Salenko/Marian Walter (Opera di Berlino), artisti che, dunque, potranno toccarsi, abbracciarsi e stringersi senza contravvenire ad alcuna regola.  Duets and Solos (che si avvale della consulenza musicale di Gastón Fournier-Facio) è dunque molto di più di una serata di musica e danza: è una prova della lungimiranza e insieme della forza dell’arte, capace di rispettare i limiti necessari alla lotta contro il virus senza rinunciare a nulla della propria creatività. Un esempio, al tempo stesso, di civiltà e fantasia.

Le coreografie sono firmate da mostri sacri della danza, come Michel Fokine, ma anche da celebri autori del ’900 o contemporanei.  Accanto alla tradizionale Morte del Cigno del grande coreografo russo, così, ci si potrà stupire davanti a una moderna Morte del Cigno al maschile, creata e interpretata da Sergio Bernal, che, inoltre, regalerà uno dei suoi roventi brani iberici che mandano il pubblico in visibilio. Hugo Marchand interpreterà Suite of Dances di Robbins, mentre Matteo Miccini presenterà un assolo da SSSS di Clug. Bernal e Miccini danzeranno insieme in Folia de Caballeros, un passo a due maschile  di Bernal e De Luz in cui i due “caballeros” danzano a distanza senza toccarsi mai. I passi a due danzati da ballerini uniti anche nella vita, oltre che sul palcoscenico, saranno Thaïs di Roland Petit (Salenko/Walter), Nocturnes di Neumeier, Clair de Lune della Borbelyova e Sonate di Scholz (Azzoni/Ryabko).

Ma ci saranno anche momenti di sola, altissima musica: Beatrice Rana eseguirà l’“Aria” dalle Variazioni Goldberg di Bach e La Valse di Ravel, mentre Mario Brunello interpreterà la Ciaccona dalla Partita n. 2 in re minore per violino di Bach, eseguendola sul suo “violoncello piccolo”, uno strumento storico assai raro che ha la stessa accordatura e agevolezza del violino, ma una risonanza simile a quella del violoncello.

Mario Brunello

Mario Brunello è un musicista affascinante dotato di libertà espressiva rara al giorno d’oggi. A suo agio come solista, così come nella musica da camera e nei progetti artistici più innovativi, Brunello è stato elogiato da Gramophone per il suo “spirito eccezionale” e descritto come “intenso e appassionato” da “The Strad”. Brunello viene proiettato sulla scena internazionale nel 1986, divenendo il primo e unico italiano a vincere il Concorso Čaikovskij di Mosca. Da allora ha suonato con i più importanti direttori tra i quali Antonio Pappano, Valery Gergiev, Riccardo Chailly, Claudio Abbado, Ton Koopman, Riccardo Muti, Myung-Whun Chung e Seiji Ozawa e con molte prestigiose orchestre tra cui la London Symphony, la Philadelphia Orchestra, la NHK Symphony Tokyo, la Filarmonica della Scala e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Nell’ambito cameristico, Brunello ha coltivato stimolanti collaborazioni con autorevoli personalità tra cui Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Martha Argerich, Andrea Lucchesini, Giuliano Carmignola, Frank Peter Zimmermann, Isabelle Faust, Maurizio Pollini e il Quartetto Borodin. Ideatore e direttore artistico dei festival Arte Sella e I Suoni delle Dolomiti, Brunello ha portato la grande musica tra le cime delle Dolomiti. Tra i principali impegni della stagione 2019/20 ci sono concerti a Varsavia con la Warsaw Philharmonic Orchestra, a Mosca con la Tchaikovsky Symphony Orchestra e a Yerevan come ospite del Contemporary Classics Festival. La sua regolare collaborazione con la Kremerata Baltica lo porterà in autunno al Kronberg Festival assieme a Gidon Kremer e in tournée in Sud America nel doppio ruolo di direttore e solista. Continuerà anche la sua residenza artistica in qualità di direttore e solista ospite della Philharmonie Zuidnederland nei Paesi Bassi. Brunello suona un prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento al quale affianca negli ultimi anni il violoncello piccolo a quattro corde per il quale ha sviluppato un profondo interesse. Nelle sue rivelatorie performance dei brani del repertorio barocco per violino, Brunello è riuscito a sfruttare a pieno le potenzialità di questo strumento, concentrandosi in particolare sui capolavori di Bach, Vivaldi e Tartini. Questa stagione coincide con il 250esimo anniversario di Giuseppe Tartini, che Brunello celebrerà con un ampio omaggio al compositore i cui lavori saranno eseguiti e registrati come solista assieme all’Accademia dell’Annunciata. La ricca e diversa discografia di Brunello include i lavori di Bach, Beethoven, Brahms, Schubert, Vivaldi, Haydn, Chopin, Janáček e Sollima. Ha inciso The Protecting Veil di Tavener con la Kremerata Baltica, il Triplo Concerto di Beethoven sotto la direzione di Claudio Abbado per la Deutsche Grammophon, il Concerto di Dvořák diretto da Antonio Pappano per EMI e il Concerto n. 2 di Šostakóvič con Valery Gergiev dal vivo alla Salle Pleyel di Parigi. Dall’autunno 2019 è disponibile la nuova incisione delle Sonate e Partite di Bach per violino solo, eseguite al violoncello piccolo, che inaugura la “Bach Brunello Series” in collaborazione con ARCANA. L’etichetta ha recentemente pubblicato un secondo CD con Mario Brunello e Giuliano Carmignola, impegnati in alcuni Doppi Concerti per violino e violoncello piccolo di Vivaldi e J.S. Bach, assieme all’Accademia dell’Annunciata. Questo progetto discografico rappresenta tanto il coronamento del sogno artistico di Brunello quanto una straordinaria opportunità per l’ascoltatore di riavvicinarsi a questo repertorio in maniera totalmente nuova.

Beatrice Rana

Beatrice Rana si è già imposta nel panorama musicale internazionale ottenendo l’apprezzamento e l’interesse di associazioni concertistiche, direttori d’orchestra, critici e pubblico di numerosi Paesi.
Beatrice Rana si esibisce nelle sale da concerto e per i festival più prestigiosi, tra cui la Konzerthaus ed il Musikverein di Vienna, la Philharmonie di Berlino, il Concertgebouw di Amsterdam, il Lincoln Center e la Carnegie Hall di New York, la Tonhalle di Zurigo, la Wigmore Hall, la Royal Albert Hall e la Royal Festival Hall di Londra, il Théâtre des Champs-Elysées di Parigi, il Prinzregententheater e la Herkulessaal di Monaco, la Alte Oper di Francoforte, la Walt Disney Hall, l’Hollywood Bowl di Los Angeles, il Kennedy Center di Washington. Beatrice Rana collabora con direttori del calibro di Riccardo Chailly, Antonio Pappano, Yannick Nézet-Séguin, Fabio Luisi, Yuri Temirkanov, Gianandrea Noseda, e Zubin Mehta. Le orchestre con cui si è esibita sono la Royal Concertgebouw Orchestra, la London Philharmonic Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la Los Angeles Philharmonic, la NHK Symphony, l’Orchestre National de France, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Filarmonica della Scala, la Filarmonica di San Pietroburgo. Nella prossima stagione Beatrice Rana debutterà con la Chicago Symphony Orchestra, l’Orchestre de Paris, la Bayerische Rundfunk Sinfonieorchester, la New York Philharmonic, la Hessischer Rundfunk Sinfonieorchester, l’Orquesta Nacional de España, la Royal Stockholm Philharmonic Orchestra; sará inoltre in tournée con la London Philharmonic Orchestra e Vladimir Jurowsky, con i Wiener Symphoniker e Andrés Orozco Estrada, e con la Philarmonia di Zurigo e Fabio Luisi con i quali sta affrontando il ciclo integrale dei Concerti di Beethoven. Terrà dei recital alla Philharmonie di Berlino per la stagione dei Berliner Philharmoniker, al Palau de la Musica di Barcellona, al LAC di Lugano, al Teatro degli Champs-Elysées di Parigi, al Gilmore Keyboard Festival, alla Kioi Hall di Tokyo, alla Wigmore Hall dove sarà in residenza artistica. Continuerà inoltre la collaborazione con la Konzerthaus di Dortmund fino al 2022. Artista esclusiva Warner Classics, nel 2015 Beatrice Rana ha pubblicato il suo primo album comprendente il Concerto n. 2 per pianoforte di Prokof’ev e il Concerto n. 1 di Čaikovskij con Antonio Pappano e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma. Il CD ha ottenuto grande successo internazionale ed ha ricevuto il prestigioso Editor’s Choice della rivistra Gramophone ed il Newcomer of the Year Award del BBC Music Magazine. L’anno 2017 resterà per sempre una pietra miliare nella carriera di Beatrice Rana per la pubblicazione di un CD con le Variazioni Goldberg, con cui ha ottenuto critiche entusiastiche in tutto il mondo musicale e grazie al quale ha vinto un Gramophone Award nella categoria “Young Artist of the Year” oltre che un Premio Edison nella categoria “Discovery of the Year”. Nel giugno 2018 è stata nominata Artista Femminile dell’Anno ai Classic BRIT Awards della Royal Albert Hall. L’ultimo album è uscito a ottobre 2019 ed è dedicato a Ravel e Stravinsky. Nata da una famiglia di musicisti nel 1993, Beatrice Rana ha iniziato i suoi studi musicali all’età di quattro anni e ha debuttato come solista con l’orchestra all’età di nove anni, eseguendo il Concerto in Fa minore di Bach. Ha conseguito il diploma in pianoforte sotto la guida di Benedetto Lupo al Conservatorio di Musica Nino Rota di Monopoli, dove ha anche studiato composizione con Marco della Sciucca e si è successivamente perfezionata con Arie Vardi all’Hochschule für Musik und Theater a Hannover. Ha attirato l’attenzione internazionale a 18 anni con la vittoria del Concorso internazionale di Montreal, e due anni più tardi con la Medaglia d’Argento e il Premio del pubblico al prestigioso Concorso Van Cliburn. Premio Abbiati come miglior solista nel 2016 e Cavaliere della Repubblica nel 2017, Beatrice Rana è fondatrice e direttrice artistica di Classiche Forme, Festival internazionale di musica da camera che si tiene ogni estate nella sua terra natale il Salento.

Silvia Azzoni

Silvia Azzoni è una ballerina italiana . Si è formata artisticamente alla Baletna Skola di Torino e alla Hamburg Ballet School, dove è stata allieva di Dragica Zach, Marianne Kruuse, Ilse Wiedmann e Kevin Haigen. Nel 1993 è entrata nella compagnia dell’Hamburg Ballet, diventando solista nel 1996 e prima ballerina nel 2001. Il suo repertorio include i ruoli da protagonista nei balletti ideati da John Neumeier: Athena Pallade e Nausikaa (Odissea), Chloe (Daphnis e Chloe), Ballerina (Petrushka), Elena (Sogno di una notte di mezza estate), Marguerite e Manon Lescaut (La Signora delle Camelie), Giulietta (Romeo e Giulietta), Aurora, La Fata Buona e la Principessa Florine (La Bella Addormentata nel Bosco), Marie (Lo Schiaccianoci), Cenerentola e La Sorellastra (Cenerentola), Giselle (Giselle), Elaine (La Saga di Re Artù), Rosalinda (Come vi piace), Romola Nijinsky (Nijinsky), Constanze Weber (Windows on MOZART) e Nina Saretschnaja (Il Gabbiano). Ha nel suo repertorio anche molti balletti di Frederick Ashton, George Balanchine, Mats Ek, Christopher Wheeldon e Jiří Bubeníček. Silvia Azzoni inoltre è stata ospite delle famose compagnie di ballo di Monaco, Mosca, Milano, Tokyo, Varsavia, Vienna, Cremona, Verona, Macerata, Taormina, New York e dell’Australia. Silvia è sposata con Alexandre Ryabko.

Sergio  Bernal Alonso

Nato a Madrid nel 1990, Sergio Bernal viene ammesso nel 2002 al Real Conservatorio de Madrid “Mariemma”. Danza sin da giovanissimo con diverse compagnie e nel 2008 entra a far parte, con il ruolo di primo ballerino, della Compañía de Rafael Aguilar. Da allora collabora con grandi artisti internazionali, come Aída Gomez, Antonio Najarro, Carlos Saura, oltre che con il Nuevo Ballet Espanol, e danza nello spettacolo Mudanzas Boleras, girando tutto il mondo. Il suo repertorio include Three cornered hat – Farruca e Puerta de Tierra di Antonio Ruiz Soler, Bolero 1830 di Mariemma, il ruolo di Don José in Carmen e il Bolero di Rafael Aguilar, Niña de Fuego di Angel Rodriguez, Bolero di Paco Pozo, El último encuentro e Concierto Andaluz di Ricardo Cue, entrambi con Lola Greco. Ha vinto la Maratón de Danza de Madrid e ha diretto la serata di danza “One day and three glances”. È regolarmente ospite di gala internazionali di danza come il “Maya Plisetskaya Gala” di Atene, “A Spanish Dance” a Miami, “Festival Ballet of Cali”, “Mittelfest” in Italia, “Festival of Cap Roig” a Girona e “Les Étoiles” di Daniele Cipriani, diventando vero beniamino del pubblico. Nel settembre 2012 entra a far parte del Ballet Nacional de España, dove nel 2016 viene nominato primo ballerino.

Hugo Marchand

Comincia lo studio della danza a 9 anni presso il Conservatorio di Nantes, sotto la guida di Marie-Elisabeth Demaille, ex-ballerina dei Ballets du Rhin. A 13 anni ottiene la medaglia d’oro del Conservatorio. Nel 2007 viene ammesso alla scuola di balletto dell’Opéra de Paris a Nanterre e si unisce al corpo di ballo neI 2011. Nel novembre 2014 interpreta i primi grandi ruoli in Schiaccianoci di Rudolf Nureev e L’Histoire de Manon di Kenneth MacMillan. Diventa Primo Ballerino nel novembre 2015, quindi danza il ruolo di Solor ne La Bayadère nel dicembre 2015 e Roméo in Roméo et Juliette nel marzo 2016. Interpreta Oberon in Sogno di una notte di mezz’estate di Balanchine nel marzo 2017 e James in La Sylphide di Pierre Lacotte nel marzo e nel luglio 2017. Oltre ai balletti classici, si distingue anche nel repertorio contemporaneo: L’Anatomie de la sensation di Wayne McGregor, Clear Loud Bright Foward e La nuit s’achève di Benjamin Millepied, Blake Work I e Herman Shmerman di William Forsythe, Symphonie des psaumes e Tar and Feathers di Jiří Kylián. Infine, oltre alle Variazioni Goldberg di Robbins ha in repertorio numerose coreografie di Balanchine: Thème et VariationsDuo ConcertantLa Valse e Violin Concerto. Il 3 marzo 2017, in occasione della rappresentazione de  La Sylphide durante una tournée a Tokyo, è nominato “danseur étoile” da Aurélie Dupont, direttrice di danza

Matteo Miccini

Matteo Miccini è nato a Firenze. Ha iniziato a studiare danza nel Centro del Balletto della sua città. Nel 2010 ha continuato gli studi presso la John Cranko Schule, dove si è diplomato nel 2015. Durante gli studi è stato premiato in concorsi come il Premio Internazionale Cartagine 2010, ha vinto il primo premio all’Anna Pavlova Competition, il primo premio a Eurocity e il secondo premio al Tanzolymp Berlin. Nell’ottobre 2018 è stato premiato con “Premio danza per la vita” durante il gala di beneficienza  ANT Foundation a Firenze. Ha vinto il “Premio Internazionale ApuliArte 2019” e il “Premio MADSS” a Salerno (novembre 2019). Nel gennaio 2020 ha vinto il “Premio Danza&Danza” come “miglior interpete italiano”. Nella stagione 2015/16 ha collaborato con lo Stuttgart Ballet, di cui è entrato a far parte un anno dopo.

Alexandre Ryabko

Primo ballerino dell’Hamburg Ballet, Alexandre Ryabko è nato a Kiev, in Ucraina. Ha studiato all’Accademia di danza di Kiev con Vladimir Densisenko. Dopo aver vinto il prestigioso Prix de Lausanne, ha proseguito la sua formazione alla Hamburg Ballet School con Anatoli Nisnevich e Kevin Haigen. Ryabko è entrato a far parte del corpo di ballo dell’Hamburg Ballet nel 1996, diventando solista nel 1999 e primo ballerino nel 2001. Ha ballato coreografie di John Neumeier, Kevin Haigen, George Balanchine, Frederick Ashton, Jerome Robbins, John Cranko e il suo repertorio include Il Sogno di una Notte di Mezza Estate, lo Schiaccianoci, Il Lago dei Cigni, Giselle, Sylvia, La Bella Addormentata, Romeo e Giulietta, Othello, La Baiadera, La Silfide, Don Juan, Nijiinsky. È stato ospite di diverse altre compagnie di ballo (Dresda, Praga, Düsseldorf, Monaco, Taipei, Vienna, Montecarlo, Londra, moltissime compagnie italiane, oltre a quelle australiane e giapponesi). Ryabko ha interpretato Nijinsky nell’omonimo lavoro di John Neumeier per il National Ballet del Canada di Toronto. Ryabko è sposato con l’étoile Silvia Azzoni e hanno una figlia, Kira.

Iana Salenko

La danzatrice ucraina Iana Salenko è ballerina principale del Balletto di Stato di Berlino. Ha debuttato al Royal Ballet come Guest Artist nel 2013 nel ruolo di Kitri (Don Quixote). Quindi vi è tornata nei ruoli di Odette/Odile (Lago dei cigni), Juliette (Roméo et Juliette), Principessa Aurora (La bella addormentata), Ragazza (Les Deux Pigeons), Fata Confetto (Lo schiaccianoci), Giselle (Jewels). Salenko è nata a Kiev ed ha studiato presso la Pisarev Ballet School (Donetsk), dove si è diplomata nel 2000. Ha fatto parte del Donetsk Ballet dal 2000 al 2002 prima di unirsi al Kiev Opera Ballet come ballerina principale. Nel 2005 è entrata a far parte del Berlin State Ballet divenendone solista nel 2006 e ballerina principale nel 2007. Tra i ruoli cha ha danzato a Berlino, Cenerentola (coreografia di Vladimir Malakhov), Principessa Aurora, Marie (Lo Schiaccianoci di Patrice Bart), Olga (Onegin di John Cranko), Tchaikovsky Pas de deux, La Sylphide di Peter Schaufuss e Giulietta (coreografia di Cranko). Ha vinto il primo premio agli International Ballet Competitions di Helsinki e Nagoya nel 2005. Salenko si esibisce regolarmente come “guest artist” in tutto il mondo: ha danzato Kitri a Firenze, Moncao, Mosca e Roma, Principessa Aurora ad Essen e a Bratislava, Odette/Odile a Bratislava e la Fata Confetto in Slovenia.

Marian Walter

Nato nel 1981 a Suhl, ha iniziato a studiare danza presso la Berlin State Ballet School, dove si è diplomato nel 2000. Dal 2000 al 2002 ha danzato presso la Munich National Oper con il Bavarian State Ballet, nel 2002 si è unito al Berlin State Ballet, dove nel 2004 è stato nominato “solista”. Nel 2010 ha lavorato come Ballerino Principale presso il Berlin State Ballet. Nel 2004 ha vinto il primo premio al Vienna Competition, il terzo premio all’International Ballet Competition a Nagoya.

Sabato 18 luglio

MARIO BIONDI

LIVE

Sarà un vero e proprio lancio e il primo appuntamento con la musica, quello che Mario Biondi riserverà al pubblico del “Festival internazionale del Balletto e della musica – Nervi 2020” con l’uscita del progetto digitale Paradise alternative Productions.

Nervi rimane l’unica data italiana di quest’anno dell’artista catanese dalla voce più “black” del momento prima che inizi il suo tour all’estero con 13 date confermate tra UK, Spagna, Francia, Svizzera, Ungheria e Ucraina. Mario Biondi è, infatti, con una delle voci italiane più apprezzate all’estero, grazie a un sound contemporaneo e internazionale, che coniuga la raffinatezza del jazz con il calore del soul e del funk.

Nel momento in cui si sta cercando di tornare alla normalità Mario Biondi vuol fare sentire la sua musica e unirsi al suo pubblico attraverso il suo nuovo progetto artistico come segno di speranza e voglia di guardare con ottimismo al futuro.

Paradise Alternative Productions sono tre versioni remix di Paradise, uno dei brani contenuti nel nuovo album la cui uscita, al pari di molti altri progetti discografici, è stata rimandata. Ma si è trattato solo di un rinvio perché Biondi ha voluto realizzare un progetto per l’estate in modo da tornare in contatto attraverso la musica con tutto il suo pubblico in Italia e nel mondo.

Per far questo ha scelto un brano che celebra la vita, la gioia, il piacere, la sensualità e dedicato ad un pubblico che sa come soddisfare e far godere i sensi. Paradise è un brano composto dallo stesso Biondi e da Massimo Greco, mentre il testo è di Cleveland Jones, autore statunitense con cui Mario ha già collaborato nel 2019 in occasione del singolo Sunny Days.

Paradise Alternative Productions arriva dopo la pubblicazione di Mesmerizing Eyes, il singolo che anticipava l’uscita dell’album, in cui la voce di Mario Biondi era accompagnata dal High Five Quintet (Fabrizio Bosso, Daniele Scannapieco, Julian Oliver Mazzariello, Pietro Ciancaglini, Lorenzo Tucci).

Domenica 19 luglio

BEPPE GAMBETTA

Where the wind blows/Dove tia o vento

Giovanni Ricciardi (violoncello)

Riccardo Barbera (contrabbasso)

Marco Fadda (percussioni)

Beppe Gambetta, una delle figure più prestigiose e autorevoli della chitarra internazionale, in occasione del “Festival Internazionale del Balletto e della Musica-Nervi 2020”, presenta il suo 14° album dal doppio titolo inglese e genovese Where The Wind Blows/Dove Tia O Vento (Borealis Records) e lo fa con dieci canzoni dove l’artista genovese si scopre e riscopre songwriter, cantante e chitarrista elettrico. Ad accompagnare Beppe Gambetta, ci sarà il violoncello di Giovanni Ricciardi, Riccardo Barbera al contrabasso e il percussionista Marco Fadda.

Una novità piacevole, che non potrà che essere apprezzata dal suo affezionato pubblico e che nasce con l’idea di raccontare non solo un rinnovamento, ma un vero e proprio percorso artistico come lui stesso racconta: «Il mio percorso è iniziato come chitarrista acustico innamorato della musica americana, con il tempo sono nati il viaggiatore, il ricercatore, il cantante, l’arrangiatore, il tecnico del suono, il produttore di spettacoli, l’insegnante e oggi il chitarrista elettrico e il cantautore. Fino ad ora provavo una forma di pudore e riservatezza che mi impediva di scrivere canzoni. Con questo lavoro sono riuscito a superarla e ora aspetto il giudizio di chi vuol bene alla mia musica per decidere se potrò continuare anche in questa direzione».

La realizzazione di questo album, in un periodo così difficile per l’intero panorama dello spettacolo e non solo per i musicisti, diventa un atto di resistenza e una risposta dell’arte alle avversità, attraverso una sfida a confrontarsi con qualcosa di nuovo e per trovare nuovi stimoli.

L’album Where The Wind Blows esce a tre anni di distanza da Short Stories, ancora una volta con Borealis Records. La collaborazione con l’etichetta canadese non è che uno delle tessere del mosaico che nasce intorno alla vita artistica di questo straordinario chitarrista: nato a Genova, in costante contatto con il territorio, ma anche con la musica e le professionalità nordamericane, che lo fa apprezzare a livello mondiale, in anni di carriera ha sintetizzato il suo amore per la musica americana – country, bluegrass, folk, blues – e quello per i padri, a partire da Fabrizio De André.

La scelta del genovese per alcuni brani, evidenzia la sonorità poetica e mediterranea della nostra lingua, un omaggio alle sue radici e il punto di partenza per un percorso a ritroso, che ha portato alla riscoperta di alcuni brani scritti negli anni passati. Ecco alcuni titoli che il pubblico nerviese scoprirà nella bellissima cornice dei parchi: Lament,  Fighting While We Can, Wise Old Man, Sunrise Melody, Forget About Me Not un lavoro, in parte autobiografico, che abbraccia canzone d’autore, folk-rock, blues, flatpicking e Mediterraneo.

Martedì 21 luglio

ROBERTO VECCHIONI

L’Infinito Tour

Riprende proprio dal “Festival Internazionale del Balletto e della Musica-Nervi 2020  L’infinito Tour di Roberto Vecchioni interrotto a causa del lockdown lo scorso marzo. E si riallaccerà sul palco di Nervi, così, il rapporto con il pubblico a lui legato con un concerto che partirà dal suo ultimo album per poi lasciare spazio ad alcuni classici del repertorio del cantautore, in una narrazione che tiene insieme la musica, la parola e l’immagine.

Come spiega lo stesso Vecchioni «L’Infinito è un grande spettacolo di canti, immagini e monologhi, che parte da un’idea precisa: l’infinito non è al di fuori di noi, non è introvabile, ma è dentro di noi, nella nostra anima e nelle nostre emozioni tutta la prima parte dello spettacolo è giocata sul nuovo disco e sui personaggi che hanno battuto il destino, hanno combattuto il male, hanno amato la vita, gli altri e se stessi. Emerge un mio concetto recente, nuovo, di grande amore per tutto ciò che si fa e si vive. La seconda parte dello spettacolo, invece, è una specie di ritorno, uno sguardo sul passato con le canzoni di prima, che mostrano come si è arrivati a questo concetto di infinito attraverso pensieri particolari sull’amore, sul sogno, sull’esistenza, sul dolore, sulla gioia, sulla felicità».

Roberto Vecchioni è un cantautore, paroliere, scrittore, poeta ed ex professore italiano è considerato fra i cantautori italiani più importanti, influenti e stilisticamente eterogenei: nella sua opera, è ricorrente l’intrecciarsi del proprio essere con i più svariati miti della storia, della letteratura o dell’arte, questi ultimi presi in prestito, non tanto per descriverne le gesta, piuttosto come espediente per rappresentare una parte di sé.

Mercoledì 22 luglio

TULLIO DE PISCOPO (batteria)

DADO MORONI (pianoforte)

ALDO ZUNINO (contrabbasso)

La musica è fatta di armonie, e quando questo trio è nato, una cosa è stata subito chiara ai suoi componenti: a ispirare il loro modo di fare musica insieme sarebbe stato il concetto di amicizia, che è una forma di armonia. Tre amici sul palco che, improvvisando, cercano di cogliere all’istante le reciproche affinità musicali, dando vita a un evento unico, irripetibile.

Il loro incontro è anche un incontro tra due città di mare: la Genova di Dado e Aldo e la Napoli di Tullio, a cui va aggiunta una terza città, senza mare e dai ritmi completamente diversi, la Milano in cui Tullio si è trasferito. Tre luoghi, tre storie che confluiscono in una musica, il jazz, che fin dalle origini è un genere ibrido, capace di accogliere e fondere esperienze diverse.

Del resto, le biografie dei tre parlano chiaro: Tullio De Piscopo, percussionista eclettico, che spazia dal jazz alla classica, vera leggenda della batteria, indimenticabile collaboratore di Pino Daniele; Dado Moroni, unanimemente riconosciuto come uno dei migliori pianisti jazz viventi, adorato da tutti i grandi jazzisti che hanno suonato con lui; Aldo Zunino, da anni presenza costante nei concerti di Tullio e Dado, contrabbassista che ha collaborato con il gotha del jazz nazionale e internazionale.

Tullio De Piscopo

Cresciuto nella zona di Porta Capuana, il padre Giuseppe, era a sua volta un batterista e percussionista che suonava nell’orchestra del Regio Teatro San Carlo di Napoli. All’età di tredici anni De Piscopo lavorava in night-club della medesima zona, molto frequentati dai soldati americani, mentre in seguito entrò a far parte di gruppi jazz cittadini. Nel 1969, all’età di ventitré anni, si trasferì a Torino, riuscendo ad affermarsi sulla scena musicale ottenendo una scrittura come batterista fisso allo Swing Club, locale jazz torinese dell’epoca. Nel 1970 si trasferì a Milano e da qui in poi la sua carriera sarebbe stata contraddistinta da moltissime collaborazioni di prestigio con artisti d’oltre oceano in tournée in Europa, da prestazioni in orchestre, qualche album solista e qualche album in cui accompagna musicisti di alto livello. Fu anche turnista per gruppi dance e per importanti maestri, fra cui Tony Mimms, Augusto Martelli, Victor Bach, Bill Conti, Franco Cassano, Pino Calvi, Quincy Jones, Astor Piazzolla, Aldemaro Romero, Armando Trovajoli, Pino Presti, con il quale formò per gran parte degli anni settanta una della sezioni ritmiche più innovative e richieste anche a livello internazionale. Nei primi anni settanta entrò nel Franco Cerri Quartet, il gruppo formato dal chitarrista Franco Cerri, in cui suona insieme al chitarrista Angelo Arienti e al contrabbassista Giorgio Azzolini. Nel 1973 partecipò anche alla nuova formazione, il Franco Cerri Quintet, con Nando De Luca al pianoforte, Pino Presti al basso elettrico, Giorgio Baiocco al sax e flauto. Nel 1974 e nel 1975 fece parte dei New Trolls Atomic System.

Impossibile riassumere in poche righe una carriera così lunga, ricca e straordinaria come quella di Tullio De Piscopo. Bastano i nomi dei musicisti con cui ha collaborato per farsi un’idea della statura di questo incontenibile percussionista: Max Roach M’Boom Re Percussion, Quincy Jones, Chet Baker, Pantaleon Perez Prado, Dizzy Gillespie, Gerry Mulligan, Bob Berg, Don Cherry, Gil Evans, Sal Nistico, Wayne Shorter, Slide Hampton, Billy Cobham, Kay Winding, Gato Barbieri, Vinícius de Moraes, Toquinho, John Lewis, Buddy DeFranco, Massimo Urbani, Astor Piazzolla, Eumir Deodato, Don Costa, Severino Gazzelloni, Franco Cassano, Alphonso Johnson, Bob Brookmeyer, Naná Vasconcelos, Niels-Henning Ørsted Pedersen, Richie Havens, Mike Melillo, Dave Samuels, Dado Moroni, Franco Cerri, Enrico Intra, Guido Manusardi, Mario Rusca, Sante Palumbo, Stefano Cerri, Gianni Basso, Angel Pocho Gatti, Renato Sellani, Massimo Moriconi, Giorgio Azzolini, Luciano Milanese, Giancarlo Barigozzi, Aldemaro Romero, Giovanni Fenati, Roberto Fabbriciani, Mina, Adriano Celentano, Lucio Dalla, Manu Chao, Shirley Bunnie Foy, George Aghedo, Franco Battiato, Fabrizio De André, Enzo Jannacci, e tanti altri. Tullio De Piscopo è anche autore di colonne sonore, tra cui ricordiamo quella per Mi manda Picone di Nanni Loy, Razza Selvaggia e Naso di cane di Pasquale Squitieri, e 32 dicembre di Luciano De Crescenzo.

Dado Moroni

Genovese, inizia a suonare il pianoforte all’età di 4 anni da autodidatta. Negli anni successivi suona come professionista in diverse parti d’Italia e, all’età di 17 anni, registra il suo primo album e inizia una collaborazione con Tullio de Piscopo e Franco Ambrosetti che dura tuttora. Negli anni ’80 Moroni si esibisce in Europa suonando in diversi festival e club, portando avanti una lunga collaborazione con il trio del bassista di Duke Ellington, Jimmy Woode, al Widden Bar di Zurigo. Visto il suo grande talento musicale, all’età di 25 anni viene invitato come unico musicista europeo a far parte della giuria del premio internazionale pianistico Thelonious Monk tenutosi a Washington nel 1987. Tra i membri della giuria vi sono i pianisti Hank Jones, Barry Harris e Roland Hanna. Nel 1988 inizia una lunga tournée che lo porta a suonare per conto del Dipartimento di Stato Americano con il sestetto di Alvin Queen in sette paesi dell’Africa. Successivamente collabora con Clark Terry e George Roberts alla tournée mondiale organizzata dal governo svizzero per la celebrazione del settimo centenario della Confederazione Elvetica. Moroni si trasferisce negli Stati Uniti nel 1991 ed entra a far parte della scena jazz di New York, assumendo ruoli sia di leader che di musicista di diverse band. Durante gli anni di permanenza nella Grande mela suona nei club più prestigiosi tra quali il Blue Note, il Birdland e il Village Vanguard, oltre a suonare in alcuni album.

Nel 1995, insieme al pianista Antonio Ballista e con il Patrocinio di “Ferrara Musica”, avvia il progetto “Two Pianos Cine Soul” ottenendo un grande successo in numerosi teatri nazionali ed internazionali. Lo stesso anno partecipa ad un’incisione dell’etichetta discografica America Concorde e ad un’importante tournée in Giappone. Lo stesso anno Dado Moroni vince il prestigioso premio Umbria Jazz Award. In occasione dei suoi 35 anni di carriera suona con molti musicisti leggendari come Freddie Hubbard, Clark Terry, Zoot Sims, Harry “Sweets” Edison, Ray Brown, Ron Carter, Oscar Peterson, Ahmad Jamal, Hank Jones e Niels-Henning Ørsted Pedersen. Nel 2007 vince il premio “Best Jazz Act” agli Italian Jazz Awards. Attualmente vive in Italia e continua ad esibirsi a livello internazionale. Nel 2010 pubblica il cd Shapes insieme al bassista Peter Washington e il batterista Enzo Zirilli. Nel maggio 2012 si esibisce, nell’ambito della manifestazione jazzistica “New Conversation” di Vicenza, in un trio di pianoforti con i due pianisti americani Kenny Barron e Mulgrew Miller. Dal 26 maggio 2013 parte dal Blue Note di Milano il tour “Dado Moroni incontra Mietta – Quando il Jazz fa Pop”, che segna l’incontro artistico tra il pianista jazz e la cantante pop. Il repertorio selezionato attinge dalla world music, dal pop colto e dal jazz. Nel 2015 vince, assieme a Mietta, il FIM Award come &Miglior progetto jazz& dell’anno. Gli altri progetti a proprio nome con cui, attualmente, si esibisce sono i seguenti: “Ornella Vanoni & Jazz All Stars”, “Karima & Dado Moroni Jazz Trio”, “Two for Stevie” con Max Ionata, “Dado Moroni Quartet” featuring Alvin Queen, “Tradition in Transition” featuring Jesse Davis, “Two Friends Two Piano” in duo Con Andrea Pozza, “Tributo a Nat King Cole” con Adrianne West, Rosario Bonaccorso, Alessio Menconi, “An Oscar for Peterson” con Giuseppe Mirabella e Aldo Zunino. È docente di Pianoforte jazz presso il Conservatorio di Como. Ad oggi ha suonato in oltre 50 album per importanti etichette discografiche quali Sony Concorde, Contemporary Telarc Mons, TCB Record e Enja.

Aldo Zunino

Nasce a Genova nel 1963. All’età di diciassette anni, dopo lo studio del pianoforte e della chitarra, inizia a suonare il contrabbasso. Già a diciotto anni intraprende la sua carriera professionale suonando in tutto il Nord Italia con i musicisti più rappresentativi del territorio. Vince nel 1992 il premio “AICS JAZZ” ed inizia la sua attività didattica nella scuola di Jazz del “Louisiana Jazz Club” e nella “Scuola Jazz di Quarto”. La sua attività concertistica si è ormai estesa in vari paesi: Francia, Germania, Gran Bretagna, Svizzera, Slovenia, Croazia, Spagna. I Festival Internazionali e Nazionali a cui ha partecipato sono numerosi: Umbria Jazz, Leverkusen, Ivrea, Le Mans, Ascona, Fano, Lugano, Sant’Anna Arresi, Villa Celimontana (Roma), Monteroduni e naturalmente i Festival del Golfo Paradiso e di Genova Jazz. Ha inoltre suonato in “storici” Jazz Club come il Ronnie Scott’s a Londra, il New Morning ed il Sunset a Parigi. Lunghissimo è l’elenco delle sue collaborazioni. Tra gli italiani si ricordano: G. Basso, F. D’Andrea, E. Rava, P. Tonolo, R. Zegna, M. Gianmmarco, L. Bonafede, F. Cerri, G. Cuppini, G. Cazzola, T. De Piscopo, Fresu. Tra gli stranieri: Benny Golson, Art Farmer, Jimmy Cobb, Tommy Flanagan, Joe Chambers, Gary Bartz, Harry Sweets Edison, Clark Terry, Ben Riley, Kanny Burrell, Lester Bowie, Junior Mance, Albert Heath, Cedar Walton, Tony Scott, Nat Adderley, Clifford Jordan, Horace Parlan, Shirley Scott, Kenny Davern, Alfred Kramer, Paul Jeffrey, Ralph Sutton, Bob Wilber, Jerry Bergonzi, Alvin Queen, Bryan Lynch, Carl Fontana, Conte Candoli, Joe Newman e Lew Tabakin. È da enfatizzare la sua partecipazione stabile (dal 1995) nel trio/quartetto di Steve Grossman, nel trio di Bobby Durham ed in formazioni insieme ai pianisti Riccardo Zegna , Massimo e Antonio Faraò e nella “Bansigu Big Band”.

Giovedì 23 luglio 2020

ARTURO BRACHETTI

Arturo racconta Brachetti

Tutto è iniziato da un solaio e Arturo Brachetti, “l’uomo dai mille volti”, racconterà la sua vita che è l’esistenza di un artista capace con un battito di ciglia (o forse due) di trasformarsi in strabilianti personaggi.

Arturo racconta Bracchetti sarà una serata speciale fatta di confidenze, ricordi e viaggi fantastici. Fregoli, Parigi e le luci della Tour Eiffel, Ugo Tognazzi, le ombre cinesi, la macchina da cucire della mamma, la donna ignifuga, il Paradis Latin e le mille fantasie di un ragazzo che voleva diventare regista o papa.

Un dietro le quinte, in forma di intervista condotta da Paolo Verri, dove il confine tra vita privata e palcoscenico sarà un po’ miscelato: si parlerà dei suoi debutti, dei viaggi intorno al mondo, della vita quotidiana, delle “mille arti” in cui eccelle e altro ancora.

Partendo dal racconto della sua storia e del suo inconfondibile profilo rappresentato in una particolare silhouette sarà un percorso attraverso la storia del varietà, del teatro e delle arti circensi.

Renzo Arturo Giovanni Brachetti è un artista italiano, famoso e acclamato in tutto il mondo, considerato univocamente il World Master of quick change, il grande Maestro del trasformismo internazionale, si parla di  350 personaggi e 100 cambi d’abito. Il Guinness Book of Records lo annovera come il più veloce trasformista del mondo. Inoltre è un regista e direttore artistico attento e appassionato, capace di spaziare dal teatro comico al musical, dalla magia al varietà.  Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti nella sua carriera figurano il premio Molière (FR) e il Laurence Olivier Award (UK). Nel 2014 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo nomina Commendatore con un decreto motu proprio.  Tra i suoi libri: Le ombre cinesi (Priuli&Verlucca 2005); Uno, Arturo, centomila. Vita, magie e salti mortali dell’uomo dai mille volti (Rizzoli, 2007); Tanto per cambiare (Baldini&Castoldi 2015). Il suo nuovo “one man show” SOLO, tra gli spettacoli più applauditi delle ultime stagioni, riprenderà il tour internazionale in autunno.

Venerdì 24 luglio

GIOVANNI ALLEVI

Piano Solo

Giovanni Allevi è pianista, compositore e scrittore, da sempre viene considerato l’enfant terrible della musica classica contemporanea e per il suo ecclettismo viene considerato per le nuove generazioni un autentico guru del rinnovamento della musica colta.

Due diplomi con il massimo dei voti in Pianoforte al Conservatorio di Perugia nel 1990 e in Composizione al Conservatorio di Milano nel 2001, si è anche laureato con Lode in Filosofia, nel 1998, con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”.

Il look fuori dai canoni tradizionali in jeans, t- shirt e scarpe da ginnastica sono la sua cifra stilistica. E rappresenta l’essential con cui il Maestro Allevi incontra il suo pubblico nei teatri più prestigiosi del mondo, dalla Carnegie Hall di New York all’Auditorium della Città Proibita di Pechino.

Compositore, direttore d’orchestra e pianista ha stregato con le sue note milioni di  giovani, che affascinati dal suo esempio, si avvicinano alla musica colta e all’arte  creativa della composizione.

Proprio per il suo particolare ruolo, molti studenti gli hanno dedicato numerose Tesi di Laurea e il suo Concerto per Pianoforte e Orchestra  n. 1 è stato inserito nel “Concorso pianistico internazionale Città di Cantù” – sezione Musica XXI sec. Una curiosità: l’Agenzia Spaziale americana NASA gli ha intitolato un asteroide.

Domenica 26 luglio

FABIO ARMILIATO

RecitalCanTango

Fabrizio Mocata (pianoforte)

Fabio Armiliato è un famoso tenore nato a Genova e ha studiato al Conservatorio genovese “Niccolò Paganini”, ha debuttato giovanissimo come Gabriele Adorno nel Simon Boccanegra, cominciando una carriera artistica che lo ha portato ad affrontare i ruoli più importanti del suo registro vocale nei più prestigiosi teatri del mondo.

Artista eclettico, ha inoltre creato nel 2014 assieme al pianista Fabrizio Mocata il progetto Recital CanTango, dedicato alle Tango Canciones di Carlos Gardel e al loro legame con il Belcanto, il Melodramma italiano e, in particolare, con la figura del grande tenore e compositore Tito Schipa, autore di alcuni Tanghi davvero interessanti e poco noti al pubblico italiano.

Il progetto è stato presentato nel 2015 presso la Fondazione Arturo Toscanini di Parma, per poi andare in tournée in teatri e Festival internazionali, in occasione dell’80° della morte di Gardel e il 50° della morte di Tito Schipa.

Fabio Armiliato ha collaborato con i più importanti registi e direttori d’orchestra, tra questi nominiamo i già citati J. Levine, Z. Mehta, R. Muti, A. Pappano e inoltre, B. Bartoletti, M. Chung, G. Sinopoli, N. Santi, M. Viotti, F. Luisi, V. Sutej, D. Renzetti, S. Young, E. Queler, C. Rizzi, D. Gatti, R. Palumbo e M. Benini.

Armiliato ha debuttato come attore protagonista in uno degli ultimi film di Woody Allen dal titolo To Rome with Love, uscito in tutti i cinema del mondo nel 2012, riscuotendo un sorprendente unanime straordinario consenso di pubblico e di critica e per cui è stato premiato con lo speciale “Oscar della Lirica 2012”.

Mercoledì 29 luglio  

ELEONORA ABBAGNATO

Love

Regia e coreografie GIULIANO PEPARINI

PRIMA ASSOLUTA

Nuova produzione Fondazione Teatro Carlo Felice – Festival Internazionale del Balletto e della Musica/Nervi 2020

Eleonora Abbagnato sarà la protagonista di LOVE, nuova creazione di Giuliano Peparini che debutta in prima assoluta il 29 luglio nel Parco di Nervi per il Festival Internazionale del Balletto e della Musica Nervi 2020, come nuova produzione.

L’étoile dell’Opéra de Paris nonché direttrice del Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, apprezzata per la sua vigorosa tecnica e  forza interpretativa, danzerà accanto a Hugo Marchand, étoile anche lui della grande compagnia parigina, in un lavoro che il regista/coreografo Peparini non esita a definire “una celebrazione dell’amore in tutte le sue varianti e sfaccettature”.

Ci sarà l’amore romantico, certamente, quello di coppia; ma non solo in quanto, ricorda Peparini, in questo periodo di pandemia mondiale abbiamo riscoperto l’amore in altre importanti declinazioni: amore per l’ambiente, desiderio di proteggere il nostro prossimo (da questo virus, ma anche da altre malattie o sciagure), tenerezza per noi stessi. Amore di cui, in questo momento abbiamo scoperto di avere un forte bisogno.

Non ci sarà una storia specifica, bensì un insieme di momenti, di piccole parentesi di situazioni riguardanti quel sentimento che è l’arma più potente dell’umanità. LOVE si sviluppa in assoli, passi a due o a tre, danze di gruppo con un corpo di ballo di 12  ballerini che Peparini, forte dell’esperienza in tal senso nella trasmissione televisiva Amici, riuscirà a far danzare ottemperando al distanziamento sociale attualmente richiesto. Danzeranno in palcoscenico anche tutti insieme, quindi, ognuno a un metro e mezzo di distanza dall’altro, come a significare che dobbiamo amare anche a distanza.

Un handicap per un coreografo, questo del distanziamento, ma anche un’interessante sfida superata brillantemente  Uno dei temi ricorrenti nei lavori di Peparini è appunto, lo spazio: la spazio metafisico e quello fisico del palcoscenico che lo ha sempre affascinato, essendosi formato artisticamente anche alla scuola di Jacques Lecocq, il promulgatore del teatro fisico.

LOVE è un lavoro in un unico tempo, della durata di un’ora circa. La colonna sonora sarà un collage di vari brani – poiché anche l’amore è vario  – e il coreografo non ha timore di mischiare musiche barocche e canzoni di Frank Sinatra. All’interno della colonna sonora ci sarà anche una mini suite delle Quattro Stagioni di Vivaldi rielaborate dalla compositrice francese Catherine Lara per (a firma di Peparini), premiato nel 2018 come miglior spettacolo francese dell’anno.

Essendo una creazione firmata da Peparini, in LOVE possiamo aspettarci un sapiente disegno luci, quasi una coreografia nella coreografia, e video proiezioni che mettono in risalto le varie facce dell’amore, con particolare attenzione ai temi sociali. A tale proposito, Peparini ci tiene anche a soffermarsi sull’importanza di protezione sessuale, ricordando così ai giovani di oggi, che non hanno vissuto gli anni del flagello AIDS, insegnamenti importanti del passato.

Un lavoro che racconta i nostri tempi dove un nuovo stile di vita si deve armonizzare con il desiderio di ritrovare appieno le emozioni e con una scoppiettante voglia di vivere. Un lavoro che Giuliano Peparini è entusiasta di presentare al prestigioso Festival del balletto di Nervi che rappresenta per lui un ritorno alle origini: sia geografico, perché la sua carriera lo ha visto attivo soprattutto all’estero, sia al palcoscenico dal vivo.  Se la sua fama in Italia è andata costruendosi principalmente in TV, il regista/coreografo si augura che questo possa essere un fattore che porti il suo pubblico televisivo alla scoperta di questo luogo magico che si chiama teatro.

E poi fate l’amore.

Niente sesso, solo amore.

E con questo intendo

i baci lenti sulla bocca,

sul collo,

sulla pancia,

sulla schiena,

i morsi sulle labbra,

le mani intrecciate,

e occhi dentro occhi.

Intendo abbracci talmente stretti

da diventare una cosa sola,

corpi incastrati e anime in collisione,

carezze sui graffi,

vestiti tolti insieme alle paure,

baci sulle debolezze,

sui segni di una vita

che fino a quel momento

era stata un po’ sbiadita.

Intendo dita sui corpi,

creare costellazioni,

inalare profumi,

cuori che battono insieme,

respiri che viaggiano

allo stesso ritmo.

E poi sorrisi,

sinceri dopo un po’

che non lo erano più.

Ecco,

fate l’amore e non vergognatevi,

perché l’amore è arte,

e voi i capolavori.

Alda Merini

Eleonora Abbagnato

Eleonora Abbagnato inizia a studiare danza classica all’età di quattro anni in Italia, poi frequenta la scuola di Marika Besobrasova a Monte Carlo. Scelta da Roland Petit per essere “Aurora bambina” nella sua versione de La bella addormentata nel bosco, continua la formazione al Centro di Danza Rosella Hightower a Cannes (1991) ed entra l’anno seguente alla Scuola di Danza dell’Opéra di Parigi. È scritturata nel Ballet de l’Opéra national de Paris nel 1996. Coryphée nel 1999 e sujet nel 2000, è solista nelle creazioni di Rudolf Nureyev (Don Chisciotte, La bella addormentata nel bosco, Cenerentola, La Bayadère, Raymonda, Lo Schiaccianoci), Martha Graham (Temptations of the Moon), Pierre Lacotte (La Sylphide), Roland Petit (Clavigo e Le Jeune Homme et la Mort) e George Balanchine (Emeralds). È promossa a première danseuse nel 2001 a soli ventidue anni. Da quel momento amplia notevolmente il suo repertorio interpretando le creazioni dei più grandi maestri della coreografia come Roland Petit, Pina Bausch, William Forsythe, John Neumeier, Jiří Kylián, Jerome Robbins, Maurice Béjart e Angelin Preljocaj. Riceve il Prix Danse Europe (1990), il Prix du Cercle Carpeaux per la stagione 1998-99, il Premio Positano, il Premio del Pubblico conferito dall’AROP nel 2000, il Premio Internazionale Gino Tani nel 2001 e il Premio Barocco nel 2007. Le viene attribuito il riconoscimento di Siciliana dell’anno 2008 dal Presidente della Regione Sicilia e vince il Premio italiano Danza&Danza come migliore interprete dell’anno 2008. Dal 2009 al 2011 è consulente artistica del Teatro Petruzzelli di Bari. Affronta anche l’esperienza teatrale, diretta da Maurizio Scaparro, in Polvere di Baghdad dove recita e balla. Questo spettacolo costituisce il momento conclusivo della Sezione Teatro della Biennale di Venezia. Nel novembre 2009 la Rizzoli presenta la sua autobiografia. Danza in occasione del Concerto di Capodanno a Vienna, trasmesso in mondovisione, con i costumi disegnati appositamente per lei da Valentino. A giugno 2010 riceve, con lettera ufficiale dal Presidente Nicolas Sarkozy, il prestigioso riconoscimento di Chevalier dans l’ordre National du mérite per i meriti acquisiti all’Opéra di Parigi. Il 27 marzo 2013, dopo aver danzato Carmen di Roland Petit, viene nominata étoile, prima italiana a raggiungere questo traguardo all’Opéra di Parigi. È regolarmente invitata a danzare all’estero. Ad aprile 2015 viene nominata Direttrice del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, continuando al contempo la sua carriera di étoile all’Opéra di Parigi.

Giuliano Peparini

Nato a Roma, è uno dei registi e coreografi più prolifici ed eclettici della scena internazionale. Si perfeziona alla scuola dell’American Ballet di New York, torna in Europa, scritturato da Roland Petit al Ballet National de Marseille divenendone, nel 1997, danseur étoile. Nel 1998 presenta la sua prima coreografia Horses all’Opéra di Marsiglia. Assistente e Maître de Ballet di Petit, rimonta i suoi balletti per le maggiori compagnie mondiali come l’Opéra di Parigi, il Bol’šoj di Mosca, la Scala di Milano. Nel dicembre 2001 al Mariinskij firma la sua coreografia Loulou, i sogni di un’Anti-Star per il balletto del Kirov. Si forma alle scuole di teatro Claude Mathieu, Jacques Lecoq e alla Scuola di cinema La Fémis a Parigi.Incontra Franco Dragone con il quale crea Le Rêve che è votato miglior show di Las Vegas. Nel 2010 è Direttore Associato e coreografo del più grande show acquatico del mondo: The House of Dancing Water in scena a Macao. Nel 2012 gli affidano la regia e coreografia di 1789, Les Amants de la Bastille, premiata con il Globe de Crystal. È Direttore Artistico e coreografo del talent show Amici 12, su Canale 5, fino all’edizione Amici 19. È giudice e Direttore Artistico del nuovo format Amici Celebrities e Direttore Artistico del nuovo format Amici Speciali. Nel 2013 firma la regia di Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo, prodotta da David Zard. Nel 2015 è giudice del programma Got talent sul canale francese M6 e il 17 settembre 2015 la sua opera musicale La légende du Roi Arthur debutta al Palais des Congrès di Parigi. È autore e cura il programma televisivo Mediaset House Party su Canale 5. Il 20 dicembre 2015 debutta al Teatro dell’Opera di Roma la sua versione del balletto Lo schiaccianoci, ripreso nel 2016-17 e 2017-18. A dicembre 2017, un nuovo allestimento di Nutcracker lo vede come regista e coreografo alla Forest National (Bruxelles). Nel 2018 debutta sulle scene francesi un suo nuovo spettacolo: ,premiato miglior spettacolo dell’anno. Debutta alle Terme di Caracalla con Romeo e Giulietta, ripreso poi nel 2019. Claudio Baglioni lo sceglie come regista e coreografo di “Al Centro” Tour, per i 50 anni di carriera dell’artista dall’Arena di Verona ospitando più di 50 mila spettatori in Italia sempre sold out. Il 2021 lo vedrà come regista in un nuovo show permanente del Cirque du Soleil in Messico.

Sabato 1 agosto

Le creature di Prometeo/Le creature di Capucci

Concerto con azione scenico-coreografica

Musica Ludwig van Beethoven

Costumi originali Roberto Capucci

Orchestra del Teatro Carlo Felice

Direttore Leonardo Sini

Movimenti coreografici Simona Bucci

Compagnia Daniele Cipriani

ANTEPRIMA NAZIONALE

Salvatore Viganò (1769-1821), coreografo e ballerino vissuto durante il periodo napoleonico, fu uno dei più illustri rappresentanti dello stile neo-classico diffuso in tutta Europa, e in tutte le arti, alla fine del ’700. Non sappiamo come Viganò, una vera e propria star dell’epoca, abbia incontrato il trentenne Beethoven, in quel momento non ancora assurto a mito e, soprattutto, inesperto di teatro e in particolare di danza. Sta di fatto che nel 1800 il giovane compositore fu incaricato, da parte del Teatro Imperiale di Vienna, di musicare un soggetto coreografico di Viganò intitolato originariamente Gli uomini di Prometeo; un “ballo eroico allegorico” in due atti suddivisi in una successione organica di quadri scenico-coreografici. L’argomento si rifaceva al mito greco di Prometeo, raffigurato come colui che dona la scintilla della razionalità all’umanità bruta, un tema che percorre tutta la cultura tedesca a cavallo tra ’700 e ’800: il titano plasma due statue alle quali infonde la vita, quindi le conduce sul Parnaso e ne fa dono ad Apollo e alle Muse che rivelano loro l’arte e la bellezza, completando così la loro umanizzazione. Nel secondo atto, le creature di Prometeo vengono istruite nella musica da Anfione, Arione e Orfeo, nella tragedia e nella commedia da Melpomene e Talia, nella danza rituale e pastorale da Tersicore e Pan e in quella orgiastica da Dionisio.

Le figure coreografiche ideate da Viganò diedero a Beethoven l’occasione di allineare sedici “numeri” di una tra le sue partiture più levigate ed eleganti, una sorta di equivalente musicale delle statue di Canova. Beethoven, qui, si presenta come un raffinato musicista neoclassico, con un atteggiamento, verso la musica che gli sta alle spalle, a quello che avrà Stravinskij oltre un secolo dopo: amore, rispetto, ma anche una leggera ironia. Splendidi i momenti concertanti, come il solo  del violoncello nel n. 5 (seconda parte, Andante quasi Allegretto), e i preziosi tocchi coloristici, come quello dell’arpa di sfondo ai fiati (ancora nel n. 5). Il tutto introdotto  dalla festosa Ouverture, divenuta un celebre pezzo da concerto a sé, così come festosa è la conclusiva “Danza generale”, in cui appare un’idea melodica carica di futuro per Beethoven: verrà utilizzata, infatti,  nel Finale dell’Eroica e nelle successive Variazioni pianistiche sullo stesso tema.

Le creature di Prometeo, che debutterà in prima assoluta al Festival di Spoleto il 28 agosto, viene presentato a Nervi in anteprima nazionale. I movimenti coreografici sono curati da Simona Bucci, mentre i costumi sono firmati da uno dei più grandi stilisti italiani, Roberto Capucci.

Roberto Capucci

Più che uno stilista Roberto Capucci è un artista, un genio della scultura in tessuto che, evolvendosi negli anni, capisce che le sue opere non possono seguire i ritmi vertiginosi della moda, ma devono essere concepite come opere d’arte. Nato a Roma nel 1930, mostra fin da bambino amore per l’arte. Frequenta il Liceo artistico e studia all’Accademia di Belle Arti. Trova poi lavoro preso Emilio Schuberth, dove impara l’arte della creazione di moda. Nel 1950 fonda la sua casa di moda e nel 1951 disegna gli abiti indossati dalla moglie e le figlie di Giovan Battista Giorginini nella famosa prima sfilata della moda Italiana a Villa Torregiani, suscitando l’ammirazione dei giornalisti e compratori che lo motivano a presentarsi ufficialmente nelle sfilate del anno seguente. In questa decade crea la linea “colomba”, la linea “banjo” e la più famosa linea “scatola”, che rimarrà  un leitmotiv della sua carriera. Un gran riconoscimento gli viene dato nel 1956, quando lo stesso Christian Dior, all’apice della sua carriera, lo definì in un’intervista “il miglior creatore della moda italiana”, evidenziando l’originalità  delle sue opere. Un altro gli verrà conferito due anni dopo, con la vittoria del cosiddetto “Oscar della Moda” per l’Italia a soli 28 anni.  Roberto Capucci si è sempre distinto per non voler aderire a schemi, ma per crearli egli stesso attraverso le sue geometrie, che trasformano il corpo delle donne in vere e proprie sculture di tessuto, traendo ispirazione dalla musica, dalla natura e dall’arte. Approda a Parigi nel 1962, dove apre un atelier in cui sperimenta nuovi materiali. Sei anni più tardi rientra definitivamente in Italia e si dedica interamente al suo atelier romano. Questa esperienza lo porterà  a trasformare i suoi abiti in sculture con una propria autonomia, discostandosi dal mercato della moda e dalla tradizione sartoriale. Il primo di questa serie di abiti sculture fu l’abito Colonna in raso bianco, il quale fu seguito da una lunga fase di sperimentazione con materiali come juta, paglia, pietre e giunco, che evidenziano uno stretto vincolo con l’arte povera. Questo connubio tra arte e moda lo porta alla conclusione che le sue opere non possono più adeguarsi al sistema moda; così, nel 1980, si dimette dalla Camera Nazionale dell’Alta Moda e decide di creare una collezione all’anno e di presentarla in una città  diversa ogni volta, come fosse una mostra personale di un artista. La prima sfilata viene realizzata a Milano a Palazzo Visconti: abiti d’ispirazione settecentesca di taffetà  nero e viola in netto contrasto con le decorazioni rosa, stupiscono il pubblico. Seguono New York, Tokyo, Parigi, Pechino, ecc., con collezioni dai titoli suggestivi quanto gli abiti, che lo consacrano non più come semplicemente creatore di moda, ma come artista del tessuto. Nel 2005-06 viene costituita la Fondazione Roberto Capucci, dedicata alla conoscenza, conservazione e promozione del lavoro del Maestro, che ha sede a Firenze in Villa Bardini.

Leonardo Sini

Il direttore d’orchestra Leonardo Sini, vincitore del Primo Premio al prestigioso Concorso Internazionale di direzione d’orchestra Maestro Solti, si sta rapidamente affermando nel panorama musicale europeo come uno dei più promettenti direttori della sua generazione. Negli ultimi anni ha collaborato in veste di direttore e direttore assistente con numerose orchestre e teatri d’opera europei dirigendo fra le altre la Netherlands Philharmonic Orchestra, Residentie Orkest, Orchestra del Teatro Petruzzelli, Teatro Volksoper di Vienna, Noord Nederlands Orkest, Netherlands Symphony Orchestra, Opera North di Leeds, Ulster Orchestra (Belfast), Philharmonie Zuidnederland, Orchestra del XVIII secolo, Bochumer Symphoniker. Spinto da una forte passione per l’opera, nel 2017 fa il suo debutto al Bredeweg Festival di Amsterdam dirigendo La Bohème di G. Puccini con la Netherlands Philharmonic Orchestra e il Dutch National Opera Chorus. Nel dicembre 2017 la vittoria al prestigioso Concorso Internazionale di direzione d’orchestra Maestro Solti lo porta a dirigere l’Orchestra dell’Opera di Stato Ungherese, l’Orchestra Filarmonica di Győr e la Pannon Philharmonic Orchestra esibendosi al Teatro Erkel di Budapest ed al Kodály Centre di Pécs. Nella stagione 2018/19 sarà sul podio di numerose orchestre liriche e sinfoniche tra cui l’Opera di Stato Ungherese a Budapest, la Pannon Philharmonic Orchestra, Netherlands Symphony Orchestra, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, l’Orchestra dell’Ente Concerti “M. de Carolis”, Hungarian Symphony Orchestra, Szolnok Symphony Orchestra. Nella stagione 2019/20 farà il suo debutto, fra gli altri, al Maggio Musicale Fiorentino dirigendo La Traviata, al Teatro Carlo Felice di Genova dirigendo La Bohème, al Circuito Lirico Lombardo –  Opera Lombardia dove dirigerà La Sonnambula. Altri impegni futuri lo vedranno impegnato alla guida di diverse orchestre sinfoniche fra cui la Savaria Symphony Orchestra e Alba Regia Symphony Orchestra. Nato a Sassari nel 1990, Leonardo Sini comincia i suoi studi musicali presso il Conservatorio di Musica “L. Canepa” diplomandosi in tromba nel 2009. Si perfeziona in seguito presso la Royal Academy of Music di Londra dove consegue il Master of Arts nel 2013. A Londra intraprende lo studio della direzione d’orchestra con Sian Edwards e collabora con diverse orchestre esibendosi fra le altre nella prestigiosa Royal Festival Hall. Nel 2015 si trasferisce in Olanda dove approfondisce gli studi di direzione d’orchestra con Jac van Steen, Ed Spanjaard e Kenneth Montgomery nel National Master of Orchestral Conducting, un prestigioso programma del Royal Conservatoire dell’Aia e del Conservatorium van Amsterdam, conseguendo il Master nel 2017. Durante i suoi studi partecipa inoltre a numerose masterclass lavorando con affermati direttori d’orchestra tra cui Daniele Gatti, Marc Albrecht, Harry Christopher e Gianluigi Gelmetti.

Simona Bucci

Nata a Bergamo si trasferisce a Firenze dove frequenta la Facoltà di Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze, negli stessi anni comincia i suoi studi di danza. Nel 1981 si trasferisce a New York dove studia con Alwin Nikolais, Murray Louis, Hanya Holm, Claudia Gitelman e presso il Merce Cunningham Studio. Nel 1982, sempre a New York, entra a far parte della Claudia Gitelman Dance Company ed in seguito danza con Sebastian Prantl per un progetto del Withney Museum. Nel 1983 rientra in Italia e fonda a Firenze la Compagnia di Danza Contemporanea Imago ed in seguito il Centro di Danza Contemporanea Imago Lab. Importanti per la sua formazione sono gli incontri con i maestri Larrio Ekson e Richard Haisma. Oltre a danzare e coreografare per la propria compagnia, collabora con altre formazioni. Sue coreografie vengono presentate in importanti festival di danza come “L’Estate Fiesolana” (con produzioni nel 1988, ’89, ’90), “Vignale Danza”(dove le viene assegnato un premio al merito) “Milano chiama Italia”, “Festival di Niòn” (Svizzera), partecipa a trasmissioni RAI come “Festa” spettacolo in Eurovisione da Napoli con la direzione di Vittoria Ottolenghi. Nel febbraio 1991 presenta una sua coreografia al Marymounth Theatre di New York. Nel maggio del 1991 Alwin Nikolais la nomina sua assistente e collabora con questo incarico al corso di perfezionamento tenuto dal Maestro Nikolais per il Centro Regionale della Danza di Reggio Emilia. Nel giugno del 1991 entra a far parte, come solista, della Alwin Nikolais Dance Company di New York, danzando in alcuni dei più importanti teatri del mondo, dall’Operà di Parigi, Teatro Olimpico di Roma, Teatre de la Ville di Parigi, Anfiteatro Romano di Verona, a Seul in Corea, Kuopio in Finlandia. Nel 1992 oltre che a danzare con Nikolais coreografa per la sua compagnia “Au contraire” con cui debutta a New York. Nel 1995 lascia la compagnia di Nikolais e viene invitata ad insegnare a Rotterdam in un progetto patrocinato dalla Comunità Europea. Nel 2000 diventa assistente di Carolyn Carlson, coordinatrice e docente dell’Accademia Isola Danza, La Biennale di Venezia, ruolo che ricopre per tre anni. Nel maggio del 2002 debutta a Venezia con un suo lavoro dal titolo Di ombre cerchiati gli occhi con musiche originali di Paki Zennaro commissionato e prodotto dalla Biennale di Venezia e dalla Fondazione Regionale per lo Spettacolo del Friuli Venezia Giulia. Nel novembre del 2003 debutta a Chiasso, Svizzera, con il duetto Indissolubile eco ispirato ad un’opera di Francisco Goya. Ha curato le coreografie delle messa in scena di: Cyrano De Bergerac, regia di Daniele Abbado, per il Teatro Argentina di Roma, e Sogno di una notte di mezza estate, regia di Daniele Abbado, presentato al Teatro Petruzzelli di Bari. Nel maggio 2018 debutta a Firenze, nell’ambito del Festival Fabbrica Europa, con la nuova produzione per la sua Compagnia, Interrogai me stesso, lavoro creato per l’artista giapponese Hal Yamanouchi. Per il regista Daniele Abbado, crea le coreografie per Macbeth per il Teatro Regio di Parma, debutto settembre 2018, e per Rigoletto, debutto a dicembre 2018 al Teatro dell’Opera di Roma.

Domenica 2 agosto

WERTHER

di Gaetano Pugnani

PRIMA ASSOLUTA

Nuova produzione Fondazione Teatro Carlo Felice – Festival Internazionale del Balletto e della Musica/Nervi 2020 – in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova

Direttore

Alvise Casellati

ORCHESTRA DEL TEATRO CARLO FELICE

Recitazione e musica che di volta in volta fa da commento, sfondo, intermezzo. È il melologo, un genere in cui la parola e il suono entrano in relazione tra loro senza ricorrere al canto, il cui primo esempio storico è il Pygmalion (1762) di Rousseau. Grandi compositori sono stati attratti da questa forma particolarissima di teatro musicale (o di musica teatralizzata): Benda, Beethoven, Liszt, Ghedini, Prokof’ev, solo per citarne alcuni. Tra i primi e più importanti melologhi c’è anche il Werther (1791-92) di Gaetano Pugnani, compositore torinese della fine del ’700, il primo ad associare alla musica il capolavoro di Goethe I dolori del giovane Werther, romanzo che fece scandalo nell’Europa della seconda metà del ’700. Come testimonia il fatto che la prima traduzione italiana, datata 1782, scatenò un acceso dibattito proprio nei circoli intellettuali della Torino di Pugnani.

Il Teatro Carlo Felice, in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova, ha pensato questa serata su misura per Nervi: un contesto suggestivo, una scenografia romantica naturale, l’ambiente ideale per apprezzare, in tutte le sue sfumature, l’incontro affascinante tra la parola recitata e la musica.

 

Alvise Casellati

Alvise Casellati è considerato uno dei talenti emergenti degli ultimi anni. È Presidente e Direttore Musicale del Central Park Summer Concerts, un’organizzazione che realizza concerti annuali di Opera Italiana a Central Park, New York, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e l’apprezzamento dell’Opera italiana mirata in particolare alle giovani generazioni. Ha diretto l’attore hollywoodiano John Malkovich nel suo debutto italiano a luglio 2017 all’Emilia Romagna Festival con “Report on the Blind” con musiche di A. Schnittke ed è stato successivamente in tournée, aprendo di recente le Baltic Music Seasons a Jurmala, in Lettonia (giugno 2018). Dedica anche del tempo a progetti educativi, dirigendo programmi per bambini organizzati dal Teatro Petruzzelli di Bari. Dopo il diploma di Maestro in violino con il M° Guido Furini al Conservatorio di Musica “C. Pollini” di Padova, sua città natale, si è specializzato con il M° Felice Cusano e Taras Gabora. Inoltre ha conseguito una laurea in giurisprudenza presso l’Università di Padova, un Master sul copyright (LL.M.) presso la Columbia University School of Law di New York, e ha inoltre partecipato a un corso di &Executive Management &presso l’Università di Harvard. Avviato alla direzione d’orchestra dal M° Leopold Hager presso la Musikhochschule di Vienna, ha iniziato i suoi studi alla Juilliard School of Music di New York, seguito poi dal M° Piero Bellugi, di cui diventa Assistente ai Masterclasses di Orchestral Conducting di New York . Dopo il suo debutto al Teatro La Fenice di Venezia per il Concerto del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, è stato Assistente Direttore al M° Gustav Kuhn nella Stagione 2012-2013 presso il Tiroler Festspiele Erl (Austria). È già stato ospite dei più importanti festival musicali in Italia, come il Ravello Festival, dove ha diretto per 3 anni il famoso Dawn Concert, il Festival Spoleto Two Worlds, il Festival della Valle d’Itria, La Versiliana, The Ljubljana Festival, Il festival Emilia Romagna, MittelFest e le stagioni musicali del Baltico. Come Direttore stabile del Teatro Carlo Felice di Genova nel 2014, il suo debutto nell’opera è con Il barbiere di Siviglia di Rossini e L’Elisir d’Amore di Donizetti. È stato anche direttore dell’Ensemble Opera Studio (EOS) al Teatro Carlo Felice, dove circa 30 giovani cantanti sono stati selezionati tra oltre 600 candidati internazionali per lavorare come compagnia stabile del Teatro. Da allora ha collaborato con importanti teatri in Italia, come il Teatro La Fenice di Venezia, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro Filarmonico di Verona, il Teatro Verdi di Trieste, il Teatro Petruzzelli di Bari. Ha inoltre collaborato con Orchestre italiane e straniere, quali: Orchestra del Teatro La Fenice, Orchestra del Teatro Carlo Felice, Orchestra Petruzzelli, Orchestra del Teatro Verdi, Orchestra Arena di Verona, I Pomeriggi Musicali di Milano, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Orchestra Internazionale d’Italia , Orchestra di Padova e Veneto, Orchestra Filarmonica Italiana, Orchestra Sinfonica Abruzzese, I Solisti Aquilani, Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, Orchestra Sinfonica di Sanremo, Orchestra Sinfonica Salernitana, Orchestra Teatro Rendano, Orchestra Filarmonica di Torino, I Virtuosi Italiani (Verona). Tra le orchestre all’estero, ha collaborato con Central Park Symphony Orchestra, Shanghai Philharmonic, New York Chamber Virtuosi, Orchestra Sinfonica di Mar del Plata (Argentina), Filarmonica di Voronezh (Russia). È Fondatore e Presidente della Comunità Veneziana di New York. È stato amministratore delegato della Fondazione per l’arte e la cultura italiana a New York.

Policy

Festival Internazionale del Balletto e della Musica

Nervi  2020

Guardaroba:
E’ obbligatorio depositare al guardaroba ombrelli, caschi, borsoni, zaini, apparecchi fotografici, registratori, videocamere, bottigliette e lattine con liquidi e bombolette spray.

Non è possibile accedere ai Parchi di Nervi con valigie, trolley, bevande alcooliche di qualsiasi gradazione, materiale infiammabile, animali di qualsiasi genere e taglia, ogni genere di oggetto contundente o pericoloso, droni e aeroplani telecomandati, strumenti musicali e trombette da stadio, biciclette, skateboard, pattini e overboard.

Policy in caso di maltempo:

In caso di maltempo lo spettacolo non viene mai annullato prima dell’orario di inizio previsto. Qualora le condizioni meteo non consentano il regolare svolgimento degli spettacoli, il Teatro Carlo Felice può posticipare fino a 60 minuti l’orario di inizio della rappresentazione. Trascorsi i 60 minuti permanendo le condizioni di maltempo,  lo spettacolo si ritiene annullato dando così diritto al rimborso del biglietto.

A spettacolo iniziato verrà meno ogni diritto al rimborso anche in caso di successiva sospensione.



Per qualunque ulteriore informazione rivolgersi a comunicazione@carlofelice.it