LA SPEZIA- Circa 500 persone si sono riunite in piazza Europa alle 18 per protestare con il nuovo D.p.c.m. L’iniziativa doveva essere una espressione del disagio dei commercianti e delle altre categorie colpite dalle nuove restrizioni anti-Covid. In pratica, però, la protesta è stata cavalcata da personaggi legati all’estrema destra spezzina, nonostante la presenza in piazza di tante persone di orientamento ideologico diverso. Si è trattata di una vera e propria operazione di sciacallaggio politico che ha visto noti esponenti di Casa Pound, del tutto estranei alle categorie coinvolte, impegnati nel tentativo di egemonizzare il legittimo dissenso di chi si trova penalizzato dalle nuove normative. La manifestazione si è poi indirizzata verso piazza Mentana.

Sorprende l’assoluta mancanza di contenuti, esemplificata da slogan elementari come “libertà, libertà” intonati con scarsa convinzione dai manifestanti. Le reali esigenze di commercianti, esercenti, operatori culturali costretti alla chiusura o soggetti a pesanti limitazioni sono scomparse di fronte a un vago balbettio che non tocca in alcun modo i nodi della situazione presente. La richiesta di salario per tutti, di fondi e risorse per chi si trova privo di entrate non ha trovato spazio nella manifestazione di oggi. E’ mancata una vera rappresentanza sociale, così come una prospettiva diversa dalla retorica neofascista ormai imperante. Eppure non erano assenti dalla piazza figure di primo piano della sinistra spezzina, come il consigliere comunale Massimo Lombardi; nessuno di loro però ha preso la parola, o ha proposto slogan o parole d’ordine che avrebbero potuto indirizzare diversamente i presenti.

Le lotte di Napoli dei giorni scorsi hanno indicato ben altri obiettivi: sanità pubblica potenziata, reddito garantito per tutti, socializzazione delle perdite legate alla pandemia. Quando vedremo questi temi diventare priorità anche da noi?

Paola Settimini, Barbara Langella, Katia La Galante, Fabio Nardini