Luc Merenda aell’anagrafe Luc Charles Olivier Merenda (Nogent-le-Roi, 3 settembre 1943), stato uno dei commissari più amati del cinema poliziesco italiano degli anni ’70. A differenza di altri “commissari di ferro”, però, non è rimasto intrappolato nel personaggio e ha continuato la sua carriera nel cinema fino alla fine degli anni ’80 frequentando con disinvoltura qualsiasi personaggio in qualsiasi genere gli venisse proposto, dal western alla commedia, dal dramma erotico al giallo. Ex modello, con una fisicità adeguata e una simpatia naturale, Luc non ha mai avuto nessun problema con nessun ruolo. L’ultima sua comparsata è nel film di Eli Roth «Hostel 2» (2007), in compagnia dei vecchi amici Edwige Fenech e Ruggero Deodato.

Luc Merenda, la mia vita a briglie sciolte (Bloodbuster Edizioni) é curato da Marina Crescenti, con una prefazione di Davide Pulici. 

Marina Crescenti, amante del poliziesco e dei gialli anni ’70, è autrice di romanzi e racconti. Nel 2007, pubblica il suo primo romanzo, Demoni per il commissario Narducci, cui fanno seguito Joy – un altro caso a Milano per il commissario Narducci, Le lacrime del branco, Al sangue non si comanda. Nel 2010, per la collana del supergiallo Mondadori, ha pubblicato il racconto Falsa memoria.

Conosce Luc Merenda nel 2010, quando gli chiede di scrivere una prefazione per il suo romanzo È troppo sangue anche per me, il cui protagonista commissario Narducci é chiamato Luc per la sua somiglianza con l’attore.