LA SPEZIA- Giovedì 16 luglio Roberto Camurri presenta Il Nome Della Madre a La
Spezia: appuntamento alle 18.30 alla Libreria LIBeRI TUTTI. Incontro all’aperto.

Da quando sua moglie se n’è andata senza spiegazioni, Ettore vive da solo con il figlio piccolo a Fabbrico, nel cuore della pianura padana.
L’assenza della moglie popola la mente di Ettore, che oscilla tra i teneri ricordi di lei, donna imperscrutabile e feroce, e gli sforzi furiosi di dimenticarla, di non vederla in ogni espressione del figlio, Pietro, che le assomiglia così tanto. Anni dopo sarà Pietro a ereditare questo vuoto, in perenne conflitto con il padre, con Fabbrico e i suoi campi vasti e opprimenti. Pietro vuole amare Miriam, la ragazza che lo fa sentire al sicuro, ma quella sicurezza lo spaventa, lasciandolo solo di fronte alle sue emozioni. E cresce nella
speranza di trovare una traccia, un ricordo, un indizio per provare a capire la donna che li ha abbandonati e di cui lui non ha memoria, per poter immaginare un futuro, il suo, che continuamente gli sfugge.

Dopo le storie di amicizia di A misura d’uomo, Roberto Camurri torna con un romanzo intimo e familiare, e con voce sincera e appassionata ci parla di sentimenti espressi a fatica, spesso condivisi in silenzio, che palpitano sotto la pelle dei personaggi guidandoli alla ricerca del loro posto nel mondo.
Questo libro è per chi batte le mani per vedere le piume verdi di un fagiano che si alza in volo, per chi si lascia cullare da una Canzone quasi d’amore, per chi non teme lo sguardo penetrante della strega di Fabbrico, e per chi ha creduto di desiderare un futuro incerto, ma poi è rimasto a contemplare l’orizzonte di nuvola che segna il confine
della sua pianura.

Sabato 18 lugio alle ore 19 presso la Pasticceria Fiorini, piazza Verdi La Spezia, Roberto Caracci dialogherà con Marco Ursano sul suo romanzo breve Preludi & Deliri, Pentagora edizioni.
Ai presenti verrà offerto l’aperitivo.

Un racconto avvincente, ambientato in una Napoli anni ’70 caotica e pirotecnica, dove uno zio appassionato alla musica fino al delirio prova ad ammaestrare il nipote alle sublimi vette dei Preludi di Liszt. Tutta la frustrazione di una vita trascinata nel sottosuolo del
quotidiano si riversa nel sogni di altezza e riscatto, di elevazione e trascendenza dello zio Carlo. Ne sgorga un controcanto carico di passione, di slancio insieme eroico e donchisciottesco verso qualcosa di indefinito, troppo sovrumano per essere raccontato se non con la struggente musica dei Preludi. Tutto diverrà sarabanda, funambolica volatile leggerezza, insieme tragica e solare. E sullo sfondo la cima del gigante Vesuvio, che si eleva sopra i vicoli, il traffico e le miserie della città, e un giorno sarà scalato da zio e nipote, proprio come il crescendo di quella vertiginosa cattedrale di note, in una
radiosa mattina di marzo.

Roberto Caracci scrive e insegna a Milano. Dirige dal 1992 il Salotto Caracci, cenacolo letterario-filosofico.