LA SPEZIA- Fin dalle prime battute dell’inchiesta condotta dal compianto Dott. Attinà Legambiente fu in prima linea portando alla ribalta nazionale questo scandaloso uso del territorio spezzino.

Fuori terra furono rimossi 800 kg di uranio utilizzato nei contropesi delle pale di elicottero, e 2 kg tra Americo e altri elementi radioattivi. Da allora l’area attende la bonifica, con l’amara beffa dell’archiviazione.
Non è più tollerabile aspettare oltre – commenta il Circolo Legambiente La Spezia – intervenga il Ministro della Difesa“.
Questo anche in considerazione di quanto discusso recentemente in Comune della Spezia, nel corso dei lavori della commissione ambiente e  territorio.
Secondo Legambiente la Marina Militare starebbe sprecando una occasione irripetibile,  ovvero bonificare le aree, a terra e a mare, così come bonificare i tetti in eternit.
“Sarebbe un’apertura apprezzabile – conclude Legambiente La Spezia – se la Difesa imboccasse la strada delle bonifiche, e troverebbe nella cittadinanza riscontro a quel famoso “rapporto” tra l’Arsenale Militare e Spezia, rimasto sempre parola morta.”.