PISA- Il Programma di Valorizzazione del Teatro Rossi stilato da Regione Toscana – documento necessario per avviare il passaggio del bene dal demanio alla proprietà regionale – non è stato ritenuto coerente rispetto a quanto deciso collegialmente ed è apparso in contrasto con i principi statutari dell’ Associazione.

Questo ha aperto una lunga fase di crisi per l’Associazione che ha portato alla decisione di scioglimento.

Gli obiettivi prefissati, quali la messa in sicurezza e la rifunzionalizzazione del teatro secondo un’apertura sostenibile con cantieri brevi ed in più fasi, non sono stati presi in considerazione. Inoltre, la delibera approvata dalla Giunta Regionale uscente non ha previsto alcuno stanziamento di fondi per rendere il Programma di Valorizzazione minimamente praticabile. La proposta, fortemente sostenuta dal TRA, di un recupero a step, e di una spesa sostenibile non è stata considerata. Il Programma di Valorizzazione prevede (semmai finanziato) un cantiere della durata di diversi anni per la progettazione ed esecuzione dei lavori e un costo complessivo ben superiore ai 5 milioni di euro che prefigurano la sorte di un teatro inesorabilmente e permanentemente chiuso per mancanza di portatori di interesse.

Un vecchio leit motiv.

Il Programma di Valorizzazione è stato elaborato da PTSCLAS su incarico e relative linee guida della Regione Toscana nell’ultimo anno di mandato della Giunta. Abbiamo sempre auspicato e dimostrato la volontà ferma che le istituzioni coinvolte in questo delicato passaggio mettessero a valore l’idea che per dare un futuro a un teatro così importante fosse necessario prima pensarne gli scopi, la funzione, le esperienze che in esso sono accadute per capire quali interventi strutturali fossero prioritari per queste finalità. Si è scelto di rovesciare questa logica e di concentrare l’asse portante del programma di valorizzazione su un pesante intervento architettonico che la stessa regione, giunta al termine del suo mandato, non è stata in grado di garantire, perché infatti non individua la possibilità economica di realizzarlo. Questo ha comportato un nulla di fatto nella realizzazione del passaggio effettivo della proprietà del bene dal demanio alla Regione, punto rilevante della trattativa portata avanti dall’Associazione in questi anni.

Dopo circa 8 anni, il 27 settembre 2020, durante un’Assemblea aperta alla città svoltasi al teatro Rossi, l’Associazione TRA ha comunicato la propria decisione di considerare terminato il proprio mandato.
Durante la stessa Assemblea si è manifestata da parte di singoli, collettivi e associazioni, la volontà di proseguire l’esperienza di apertura e gestione del teatro Rossi.

Ai nuovi soggetti, al momento impegnati in una fase costituente, vanno i migliori auguri del TRA.

L’associazione auspica che l’apertura del Teatro Rossi continui ad essere una necessità civica e sociale di tutti, da condividere e rilanciare su tutta la città, e sulle realtà culturali che la compongono.

Questo punto chiama in causa ognuno di noi come cittadino, con o senza l’associazione Tra, nessuno escluso.