CITTA’ DEL MESSICO – Roberto Valdes, geniale e pluripremiato regista messicano, giurato del La Spezia Film Festival,  da diversi anni ha fatto del nostro Paese la sua seconda patria, vivendo tra Italia e Messico. Rimasto in Messico a causa della pandemia da Covid 19 ha, nelle settimane di isolamento, scritto e pubblicato il suo primo libro, Guia de Sobrevivencia en tiempos de Cuarentena (Guida di sopravvivenza in tempo di quarantena), una sorta di “diario” cinematografico che gli ha permesso, comunque, di non fermarsi ed esprimere,  seppur in forma diversa,  la sua creatività.  

Lo abbiamo intervistato.

Come nasce l’idea di scrivere questo libro?

L’idea di Guia de Sobrevivencia en tiempos de Cuarentena (Guide to Survival in Quarantine Times) è nata dal mio interesse per saperne di più sulle epidemie. Quando è esplosa l’epidemia da Coronavirus, mi sono reso conto di non saperne molto ed ero interessato a saperne di più. Così ho deciso di guardare film che trattano di pandemie, epidemie e virus. Molte persone mi hanno detto che ero un masochista per farlo, ma per me è stato il contrario. Mi ha aiutato a capire di più su quest’argomento e mi ha anche aiutato ad alleviare l’ansia di sapere che questa pandemia stava invadendo il mondo. Ho così iniziato a scrivere un blog, nel quale ho condiviso ciò che ho appreso in ogni film. Ho quindi potuto aiutare le persone a capire, attraverso i film che stavo guardando, avvissandoli anche di ciò che sarebbe avvenuto in Messico. Perché anche con il cinema si impara.

Di cosa tratta il libro?

È un libro politicamente scorretto, socialmente caotico e sarcasticamente intimo. Il libro contiene 300 suggerimenti per comprendere la pandemia, l’isolamento e la sopravvivenza in questo momento. É diviso in tre capitoli, in ognuno tratto 20 film che parlano di epidemia, isolamento e  sopravvivenza. Quindi il libro contiene 60 film dei quali viene fornita una breve sinossi, alcune informazioni importanti sulla produzione e 5 importanti suggerimenti o argomenti che hanno a che fare con le situazioni che stiamo vivendo. Questi 5 suggerimenti, sviluppati, potrebbero non essere necessariamente temi centrali del film, forse sono solo piccole parti del film che possono aiutarci. Ciascuno di questi suggerimenti è accompagnato da una descrizione di ciò che, dal mio punto di vista, può aiutarci a comprendere meglio le situazioni: famiglia, governo, società, bambini, genitori, sessualità, chiesa, teorie della cospirazione, l’apocalisse … 300 temi tratti dai diversi punti di vista di centinaia di cineasti di tutto il mondo e che sono stati riflessi nelle opere cinematografiche per decenni e che oggi sono e continueranno a essere validi.

Da qualche tempo ti sei ritrasferito in Messico per lavoro?

Sono tornato in Messico a fine ottobre 2019 perché una tragedia ha travolto la mia famiglia e ho dovuto essere vicino ai miei figli che vivono li. Dovevo prendere con loro la decisione di vivere insieme in Italia o di stare separati. Durante questo processo, mi è stato offerto di filmare gli spot pubblicitari di una città del Messico. Era un progetto che sarebbe durato alcuni mesi. Così ho deciso di accettare e rimanere più tempo con i miei figli per organizzare la nostra vita. In quel periodo é scoppiata l’epidemia da Covid19 in Europa ed è stato impossibile per me tornare in Italia. Ho visto come gli Stati Uniti erano infettati e ho visto come questo “tsunami” si stava avvicinando al Messico. E qui ho dovuto viverlo, accanto ai miei figli, cosa che apprezzo nel profondo della mia anima.

Di cosa ti occupi adesso?

Le industrie cinematografiche e di produzione sono state colpite in tutto il mondo. Non è stato possibile realizzare produzioni con il confinamento e il distanziamento sociale, quindi questo è stato anche uno dei motivi per cui ho scritto il libro. Perché come autore e artista è importante creare sempre. Quindi la mancanza di lavoro nell’industria era un’opportunità per scrivere.

Come hai trascorso il periodo del lockdown?

A oggi, siamo stati in confinamento per 90 giorni. Io e i miei figli siamo a casa praticamente senza uscire. In Messico, la situazione di blocco è stata molto diversa rispetto all’Italia. Qui la gente ignora le istruzioni del governo. I messaggi sono confusi e contraddittori. Sono uscito al supermercato e la città era piena di vita. Auto per strada, gente che cammina senza mascherine. In Messico non c’è mai stata una chiusura totale. Nemmeno gli aeroporti hanno chiuso o le frontiere. E si… 90 giorni dopo e i casi d’infezioni e decessi continuano ad aumentare.

Come hanno commentato diversi articoli internazionali, il governo ha lasciato la popolazione al proprio destino. Come società, abbiamo dovuto riunirci e prendere decisioni poiché il governo non l’ha fatto in tempo. Per fare un esempio, le scuole private hanno inviato tutti gli studenti alle loro case, mentre le scuole pubbliche hanno continuato le lezioni regolari. Il governo ha impiegato più di un mese per dare istruzioni che non ci sarebbero state lezioni frontali. E così sono tutte le decisioni. La società è organizzata prima e il governo risponde dopo.

E l’economia e l’occupazione stanno riaprendo, anche se siamo nel momento più critico della pandemia in Messico.

Quali progetti per il cinema hai e stai portando avanti?

Adesso sto scrivendo il mio prossimo libro intitolato “Kosmonauta”, un romanzo di fantascienza che sta per essere pubblicato.

Stiamo andando avanti con un film intitolato “Redemption for a lost soul”, che ha iniziato le riprese lo scorso anno in Sicilia. Abbiamo approfittato di questo tempo per apportare modifiche allo script, poiché molte scene sollevate nella sceneggiatura pratica saranno impossibili da eseguire a causa della situazione in cui vive il cinema.

E mentre l’industria si sta lentamente riattivando, nei prossimi giorni avrò le mie prime riprese ai tempi di Covid, con le nuove misure di sicurezza. Dove sarà sicuramente un’esperienza molto particolare. Il progetto riguarda una serie televisiva realizzata in Messico  che compie 20 anni. La nuova serie parla degli stessi personaggi ma 20 anni dopo. La serie sarà trasmessa su Netflix e sto anche discutendo con loro per finanziare le sceneggiature che ho scritto negli ultimi anni. Compresi anche quelli che ho realizzato per girare sul territorio italiano.

Sicuramente nei prossimi mesi sarò di nuovo sul territorio italiano (nei prossimi giorni avrò la data esatta) e così, piano piano, riattiverò la mia casa di produzione che ho in Italia “a RIVAL production” e continuerò con il lavoro di creazione di “ponti” di produzioni tra Messico e Italia.