LA SPEZIA- Questa A.P, nella veste dei suoi massimi dirigenti e nonostante la scadenza di mandato, pare sia proprio decisa a dare l’ultimo colpo di grazia all’ambiente marino del nostro Golfo, proponendo un mega dragaggio per consentire il transito alle navi portacontainer di ultima generazione che hanno una lunghezza di 350 metri e oltre,una capienza di 22000 teu.

Tali navi, a pieno carico, hanno un pescaggio di 16,15 metri e quindi non possono entrare nell’attuale canale di transito che ha la profondità di 14,50/15 metri ragion per cui l’Autorità Portuale propone di dragare a levante un nuovo canale che arrivi alla giusta profondità e,quindi,a far asportare oltre 1 milione di tonnellate di fanghi marini creando un rischio devastante sull’ambiente marino del golfo dei poeti.

Il nostro porto non è neppure simile ai porti di Genova, Savona e Livorno in quanto è chiuso da una diga foranea,nel quale il ricambio delle acque è già sofferente per le edificazioni costiere, e lo sviluppo del porto deve avvenire in modo sostenibile considerando la sua formazione naturale.

I fallimenti gestionali di questi massimi dirigenti dell’autorità portuale e di sistema nella portualità spezzina sono davanti agli occhi di tutti e,visto che sono in scadenza di mandato,meglio cambiare sperando che vengano sostituiti da persone più sensibili e capaci, quindi possibilmente provenienti da radice più conoscitive della situazione particolare del Golfo di La Spezia.

Per quello che riguarda i dragaggi vogliamo inoltre segnalare la sentenza della Cassazione del 12/11/2019 SEZ.III n° 45844

Per il Coordinamento dei Quartieri del Levante

Rita Casagrande

Per la v.a.s – onlus

Franco Arbasetti

(Lettera inviata ai ministeri competenti alla Regione ai Comuni di La Spezia Lerici e Portovenere ed alla Procura della Repubblica)