GENOVA- Gli “Incontri in Blu. Uomini, donne e storie di mare” edizione 2020 si chiudono giovedì 3 dicembre, alle 18 in diretta Facebook e Youtube dall’Auditorium del Galata Museo del Mare di Genova, con una serata dedicata ai fari, in collaborazione con la Marina Militare già partner della rassegna. Il protagonista sarà Paolo Bassignaniil guardiano del faro di Portofino, che intervistato dal giornalista e curatore degli Incontri in Blu Fabio Pozzo, racconterà com’è la vita di un custode della luce che dagli albori della storia garantisce la sicurezza della navigazione.

Alla diretta, dopo i saluti istituzionali di Nicoletta Viziano Presidente del Mu.MAe di Ilaria Cavo Assessore alla Cultura e Spettacolo della Regione Liguria, interverrà il capitano di fregata Alessandro Cirami, comandante di Marifari La Spezia, da cui dipendono i fari e i fanali di segnalamento dell’Alto Tirreno – vale a dire della Liguria e della Toscana –  che allargherà la visione ai fari di tutt’Italia. Ad intervenire anche Andrea De Caro, il referente dell’Associazione Amici della Lanterna e direttore operativo della Pharos Light for Heritage, l’impresa culturale che ha in gestione per conto del Mu.MA il complesso monumentale della Lanterna di Genova, il cui lampo s’è acceso per la prima volta nel 1128.

La rassegna, finalizzata a promuovere la cultura del mare nelle sue diverse forme è curata dal giornalista e scrittore Fabio Pozzo e voluta da Mu.MA Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, Costa Edutainment spa e Associazione Promotori Musei del Mare onlus. Un’iniziativa realizzata grazie al contributo di Regione Liguria, Slam, Cambiaso Risso e Confindustria Nautica; il sostegno di Villa Montallegro, Immobiliare Courmayeur, MarmoinoX Srl, Reccotiles Natural Design, Tarros Group, Hotel Palazzo Grillo, Genovarent s.r.l. e Associazione Culturale Sintesi. La manifestazione vanta il patrocinio di: Marina Militare, Regione Liguria, Yacht Club Italiano, FIV – Federazione Italiana Vela, One Ocean Foundation, Sky Ocean Rescue e Confitarma.

Paolo Bassignani è il guardiano del faro di Portofino, uno dei custodi delle lanterne nell’Alto Tirreno. Una professione fascinosa, romantica agli occhi di chi vive di storie di mare, resa ancor più vera dalla condizione di semi-isolamento in cui lo stesso Bassignani vive. Situato sull’estremità del Promontorio di Portofino, al suo “ufficio” ci si arriva infatti dopo una scarpinata di circa due chilometri partendo dalla celebre piazzetta.

Guardiano del faro lo è diventato per scelta. Originario della Lunigiana (è di Villafranca Lunigiana in provincia di Massa Carrara), diplomato perito elettronico-elettrotecnico, è stato assunto come dipendente civile del ministero della Difesa nel 1984, quale autista della Marina militare alla Spezia. Presenta quasi subito domanda per passare al servizio di Marifari, con sede sempre nella stessa città, ma deve attendere altri sei anni prima che si liberi un posto. Per i successivi 25 anni, quindi, si occupa della manutenzione tecnica dei fari e fanali dell’Alto Tirreno, da Ventimiglia all’Argentario. Le luci che regolano la navigazione, di proprietà del Demanio e la cui operatività è affidata dal 1911 alla Marina militare, sono ormai automatizzate e in gran parte elettrificate, ma devono essere costantemente tenute sotto osservazione e manutenute così che possano svolgere il loro compito. Il faro più ostico per gli interventi tecnici Bassignani racconta sia quello dello scoglio d’Africa, nell’Arcipelago Toscano, a ovest di Montecristo e a sud di Pianosa. “Se c’è il mare piatto si può raggiungere con un’imbarcazione, diversamente ci si riesce solo con l’elicottero”.

Bassignani diventa guardiano idealmente nel 2017, frequentando e superando il corso di farista, a cui segue la domanda per l’assegnazione. Sei mesi dopo è destinato a Portofino, dove s’insedia il 29 maggio 2018. Una nomina che entra a far parte della storia del borgo, perché il faro – costruito nel 1870, un edificio bianco su due piani e la torre alta 12 metri, la lanterna a 40 metri sul livello del mare accesa per la prima volta nel 1910 che emette un lampo di luce bianca ogni cinque (uno di luce e 4 di eclisse) con una portata luminosa di 16 miglia nautiche, circa 30 km – era da 14 anni senza guardiano, dopo il trasferimento del precedente (Roberto Racalbuto, che vi ha abitato con la famiglia e vi ha cresciuto due figli).

Giusto in tempo per acclimatarsi nell’alloggio di servizio, di circa cento metri quadrati e con le finestre spalancate sul blu, per poi vivere una delle tempeste peggiori, quella del 29 ottobre dello stesso anno, che ha devastato la costa e anche il faro. L’inferno dura dalle 18 a circa l’una di notte. “Le onde hanno sfondato finestre, porte, la tramezza della cucina, scagliato un masso sulla cupola della lanterna”. I lavori per riattare la struttura durano circa un anno e poi Paolo Bassignani può tornare ad abitare nel suo “ufficio”. Un Paradiso, nelle giornate giuste. Il sole, il blu, l’aria tersa, il silenzio, il verde del Promontorio di Portofino, i gabbiani, la gatta che gli fa compagnia. La noia? “No, c’è sempre qualcosa da fare. La struttura è antica, la manutenzione è continua. E poi c’è la lanterna, da curare”. La solitudine? “Fa parte della mia vita”.