A volte ritornano! Ci riferiamo ai quei Sindaci della Spezia di una volta che erano stati immortalati in un libro del 1993 dal titolo “1889-1993 I Sindaci della Spezia”, scritto a quattro mani dalla Prof.ssa Adriana Beverini e dal giornalista del Secolo XIX Bruno Della Rosa, edito da Lunae Editore, ed esaurito da tempo.

Tutto è nato da un post della Beverini pubblicato sulla propria pagina Facebook dove annunciava ai suoi follower che, facendo ordine nei suoi archivi, aveva rinvenuto un discreto numero di copie proprio di quel libro e le era venuta l’idea di provare a venderle per finanziare, in occasione del prossimo Natale, un canile o un’associazione animalista spezzina.

In poche ore le prenotazioni, anche privatamente, sono state tantissime, lasciandola incredula. Difficile prevedere che un libro così datato potesse ancora suscitare l’interesse e la curiosità di così tanti suoi conoscenti spezzini.

“1889-1993 I Sindaci della Spezia” è un libro di 220 pagine che in prefazione riporta alcune osservazioni dell’allora sindaco Lucio Rosaia, del Sen. Giovanni Morandi, degli Onorevoli Giuseppe Fasoli, Angelo Landi, Luigi Grillo e dell’Avv. Piergino Scardigli allora presidente della Camera di Commercio della Spezia che l’autrice aveva incontrato e intervistato durante la stesura del volume. Il libro si avvale di preziose fotografie, spesso mai utilizzate prima, di tutti i sindaci succedutisi alla Spezia dal 1888 al 1993 e non solo. Il racconto dà luce ad accadimenti dispersi e ci restituisce intatta, facendola sentire “nostra”, la complessa vicenda politico- amministrativa spezzina degli ultimi cent’anni. Come scriveva allora l’Avv. Scardigli “…Nomi tuttora ben presenti alla memoria collettiva, altri velati dal tempo trascorso- Paita, Beverini, Erminio ed Ezio Pontremoli, De Nobili, Giachino, Prosperi, Ferdeghini, C. A. Federici e molti ancora riaffiorano con le loro passioni, talvolta anche con la loro grandezza e talora debolezza a dar corpo al nostro desiderio di conoscenza e d’immedesimazione con la patria locale. Un’affascinante galleria di personaggi, dunque, capace di farsi storia, intensa, avvincente, d’una città…”

Ricordiamo che Adriana Beverini è fondatrice e Presidente dal 1997 del Premio Nazionale Montale “Fuori di casa” e socia fondatrice e comproprietaria del rinnovato premio di poesia Lerici Pea–Golfo dei Poeti con cui collabora attivamente pur non accettando di ricoprire la carica di Presidente, ruolo che ha svolto per molti anni. E’ stata per 35 anni docente di lettere negli Istituti di secondo grado, ha scritto per 20 anni come giornalista pubblicista sul quotidiano spezzino La Nazione, ha pubblicato 15 libri, alcuni di storia locale, altri di letteratura su Eugenio Montale e sul Parco Letterario dedicato al poeta e da lei gestito a Monterosso dal 1996 al 2006, altri ancora su Virginia Oldoini Contessa di Castiglione. L’ultimo suo libro è uscito nel 2020 e si intitola “Lerici. Poesia in cammino”.(qui la presentazione)

Professoressa, come è nato questo libro e perché avete deciso di pubblicarlo?
È nato per gioco, parlandone con il giornalista e scrittore Bruno Della Rosa, mio caro amico, purtroppo scomparso. Abbiamo così deciso di intervistare i sindaci e gli ex sindaci viventi per farli conoscere meglio dagli spezzini, ma anche per mettere in luce ciò che avevano fatto di buono e di sbagliato. Man mano che il materiale a nostra disposizione cresceva abbiamo deciso di dividerci i compiti: io mi sono occupata preferibilmente dei sindaci delle origini, lui di quelli più recenti. Così ho iniziato a frequentare la Biblioteca Mazzini quasi ogni giorno. Passavo ore negli uffici chiusi al pubblico a scartabellare tra vecchi giornali della fine dell’Ottocento, allora era ancora possibile farlo per gli studiosi e i giornalisti. Ogni tanto veniva da me qualcuno del personale a vedere se ero ancora viva e se avevo bisogno di qualcosa perché ero talmente immersa nella lettura che le ore passavano senza che me ne accorgessi. Erano giornali satirici come Ciao, Il Fischietto, il Corriere della Spezia fondato da Ubaldo Mazzini, Mondo spezzino, ma anche il Popolo, La Gazzetta della Spezia … ormai è passato tanto tempo, non li ricordo più tutti.

Come era stato accolto quando era stato pubblicato?
Ne nacque una polemica molto aspra perché io avevo convinto l’editore, Paolo De Nevi, a mettere come sottotitolo “Uomini in lotta per una poltrona”. Non mi era sembrato di fare nulla di blasfemo ma specialmente alcuni maggiorenti del Partito Comunista dell’epoca se ne ebbero a male e minacciarono querele. Ricordo l’editore De Nevi disperato che mi ripeteva” Siamo rovinati!” Io all’inizio non capii il perché di tutta quella bagarre, ma poi compresi che la mia “postilla” gettava fuoco nella paglia del difficile momento che i partiti tradizionali; stavano passando quello- se ben ricordo- era l’anno nel quale la Lega Nord si era presentata per la prima volta alle elezioni anche a Spezia e quindi qualcuno aveva pensato che noi tirassimo la volata ai candidati di questa nuova formazione politica. Nulla di più assurdo; a noi era interessato ben altro.

Quali fonti aveva utilizzato per documentarsi?
Oltre ai giornali che ho citato devo ringraziare i documenti, ma anche i ricordi personali, le osservazioni uscite dai tanti incontri con gli On. Angelo Landi e Giuseppe Fasoli e con la professoressa Dora Lucciardi, e gli Avvocati Piergino Scardigli ed Ettore Alinghieri.

Durante la genesi del suo libro quale Sindaco tra quelli rievocati le era rimasto più impresso?
La mia lontana parentela con il sindaco Giulio Beverini mi portò ad interessarmi a fondo di lui anche perché avevo già approfondito la sua figura anni prima nel libro “Ospedale e città: sodalizio di secoli”. Mi colpì moltissimo che fosse diventato sindaco a 26 anni, fosse giovane, bello e pieno di passione. Nato a Spezia il 10 febbraio 1871 da Bartolomeo Beverini e Carolina Canali, laureato in legge giovanissimo pur non essendo legato a Partiti, si riconosceva in quel gruppo di giovani che gravitavano intorno al Corriere della Spezia e che –come si legge su quel giornale alla data del 6 maggio 1897 -avevano come fine “Creare quell’organismo nuovo, sano, con cui l’Italia sarebbe uscita dalla sua crisalide”. Così lo descriveva il Corriere spezzino:” Ricco di censo, nutrito di forti e sani studi, alto di statura, ben proporzionato, calmo nell’esporre, dotato di un’eloquenza serrata, efficace, matematica, estraneo ad ogni cricca, farà l’interesse della Democrazia spezzini.” Tenne fede ai suoi ideali.

Quale sindaco a suo giudizio è stato più determinante per le sorti della città?
Ognuno dei Sindaci narrati nel libro ha lasciato il suo segno tuttavia a parte Beverini che, oltre ad aver disposto per la donazione da parte del Comune dell’area su cui sarebbe sorto l’Ospedale Sant’Adrea poco prima della sua morte legò a favore dell’Opera 10.000 lire, se dovessi scegliere fra quelli più recenti (non oltre il 1993 però) direi Carlo Alberto Federici. Innanzi tutto, per la sua vasta formazione culturale, la consuetudine allo studio e alla letteratura (non così scontate nei sindaci che si avvicendarono dopo la seconda guerra mondiale) e poi per la serietà con cui adempiva i suoi compiti. Tutti quelli che abbiamo intervistato ricordavano la sua presenza calma, silenziosa, e accurata su ogni problema che veniva affrontato, l’eloquenza elevata. Nonostante il carattere riservato era sempre disponibile a tutti, fossero assessori o consiglieri, funzionari o cittadini. Riceveva con uguale affabilità il personaggio importante e il povero che chiedeva un aiuto. Credo che anche Bruno Della Rosa sarebbe felice di questa mia scelta. Con lui fu migliorata la viabilità, realizzata Piazzale Italia, la cappella cimiteriale, la piscina e la città poté usufruire per una convenzione fra Comune e Marina Militare degli impianti del “Montagna”. Inoltre, fu notevole anche il suo impegno per la realizzazione dell’autostrada Parma-mare in vista di un maggior potenziamento del Porto.

Come giudica gli ultimi Sindaci in relazione a quelli presentati dal suo libro?
Tutto è così cambiato, gli uomini, gli ideali, in parte anche il livello culturale di chi oggi fa politica; è impossibile fare un confronto. Certo che se potessi realizzare il sequel di quel libro, ne avrei di cose da dire…!

Il libro oggi esaurito è reperibile presso le Biblioteche Comunali cittadine

Giuseppe Rudisi