Esce per Cut-up publishing, casa editrice spezzina operante da oltre quindici anni nel campo della narrativa di genere, del fumetto e della saggistica, il romanzo “Scirocco” di Fabrizio Lombardi, un noir d’azione ambientato alla Spezia e centrato sull’ex area Ip.

Il romanzo inizia come il più classico dei gialli, con il ritrovamento del cadavere di una guardia giurata di un centro commerciale costruito nell’area adiacente all’ex raffineria; non è il primo dei morti sospetti, ma è il primo a configurarsi come un vero e proprio omicidio. A investigare sul fatto è chiamato il commissario Davico, da poco arrivato in città. Siamo in un autunno caldo, segnato dallo scirocco che soffia sul golfo. L’indagine procede lenta, emerge – occultata nella casa della vittima – una mappa dell’area da bonificare con indicazione tanto precise quanto incomprensibili. Mentre Davico e la sua squadra cercano di comprendere il segreto che si nasconde in un’area industriale dismessa, i giochi si complicano e vediamo emergere un sottobosco criminale che lega un ingegnere apparentemente irreprensibile agli scenari più oscuri della criminalità transnazionale.

Abbiamo posto all’autore qualche domanda sul suo romanzo e sulla sua attività di scrittore

Da quanto tempo coltivi la scrittura come mezzo espressivo e cosa ti ha spinto a scrivere questo tuo primo romanzo?

Fabrizio Lombardi – Uso da sempre la scrittura come mezzo espressivo, l’ho fatto attraverso testi di genere diverso, alcuni di intenzione e carattere letterario, altre volte testi non meramente descrittivi, come presentazioni di aziende e prodotti e iniziative culturali. Ciò che mi ha spinto a scrivere un romanzo è stato il desiderio e il divertimento di creare un mondo narrativo più complesso e articolato, popolato di personaggi in cui si proiettano la vacuità, le angosce e le allucinazioni della nostra epoca, assieme alla grazia, leggerezza, ironia, intelligenza e umanità di molti di loro. Un invito rivolto contemporaneamente a me e ai lettori ad aguzzare lo sguardo su noi stessi e sul mondo.

Scirocco è un romanzo quasi interamente ambientato alla Spezia, e in particolare è centrato su una zona della città, l’ex area Ip, che in passato è stata al centro di molte polemiche. Come ti sei rapportato alla dimensione locale? 

Fabrizio Lombardi – Credo che, assieme a ciò che dicevo prima, quel che mi ha spinto a scrivere sia stato il desiderio di mettere in tensione l’umanità di molti personaggi con le deformazioni e la violenza che la storia raccontata in Scirocco imprime alla vita e alle cose narrate.

Pensi che il tuo libro abbia anche una valenza politica in relazione alle dinamiche della città e alla sua storia recente?

Fabrizio Lombardi – Scirocco non ha nessuna valenza politica, non nasce da nessun desiderio di documentare qualsivoglia realtà, è del tutto opera di immaginazione, anche se naturalmente non attinge i suoi temi dal nulla, non li estrae da una sorta di vuoto pneumatico delle idee, e perciò molti lettori giustamente potranno trovarvi riflessi incontri, situazioni, sensazioni e temi simili a quelli che conoscono quotidianamente. I lati più inquietanti del presente prendono corpo non in analisi sociali e politiche ma sul terreno letterario, nelle zone grigie delle psicologie e delle ossessioni dei personaggi. La città è cambiata molto negli ultimi venti anni e portandone qualche scorcio dentro il romanzo forse ho voluto giocare con l’immagine che ha di se stessa, trasfigurarla oltre i limiti provinciali nei quali siamo abituati a collocarla.

Scirocco” è un romanzo che sa unire perfettamente gli elementi di fiction alla cruda realtà di cronaca. Le scelte affrettate, i non detti, i punti oscuri legati alla storia dell’ex raffineria Ip si sposano con la suspense e la tensione di un thriller mozzafiato che terrà i lettori inchiodati dalla prima all’ultima pagina.

Fabrizio Lombardi, lunigianese di nascita ma spezzino di adozione, è un operatore culturale con molti anni di attività alle sue spalle. Al suo primo romanzo, ha voluto giocare con gli stereotipi del genere per restituire uno sguardo inedito, finzionale ma profondamente realistico, sulla e sui suoi segreti città.