Luis Fernandez De Eribe é uno dei più noti attori spagnoli, nato a Bilbao nel 1949. Ottiene il suo primo ruolo a 13 anni in uno spot pubblicitario, mentre al cinema debutta a 16 anni (1965) nel film Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone, nel ruolo di Casaca Soldier. Successivamente fa carriera come ingegnere chimico, ma ben presto torna alla sua passione e si dedica allo studio delle arti drammatiche, di musica e doppiaggio, trasferendosi a Madrid. Riprende così una carriera considerevole, lavorando in oltre cento film, in ruoli sia da protagonista che secondari, numerosi cortometraggi, spot e serie tv. Dotato di una profonda voce da baritono, partecipa anche a numerosi cori alla Zarzuela ed è giurato in vari festival cinematografici spagnoli. 

Il simpatico Luis ci ha rilasciato gentilmente un’intervista.

D. Tu vivi e lavori in Spagna ma sei molto legato all’Italia. Perché?

R. L’Italia è un paese che mi ama, mi piace e mi coccola, mi sento a casa, ecco perché torno spesso. Dieci anni fa sono stato invitato d’onore al Festival di Venezia, dove ho avuto molti contatti con produttori e registi di film a cui ho partecipato successivamente. È successo anche in Marocco: dopo aver girato un film mi hanno invitato alla premiere, poi a un Festival, ed ora anche li sono diventato un habitué!

D. A quali progetti stai lavorando attualmente?

R. Ho terminato recentemente le riprese del film Donne e donne, diretto da Minuta Gabura, girato proprio in Italia, a Padova. È un film sui diritti delle donne nel quale interpreto un avvocato difensore e pensiamo di presentarlo al prossimo Festival di Venezia. Al momento sto facendo una serie per TVE1, Serve and protect, mentre la prossima settimana sarò a Sabiote per una proiezione.

D. Cos’è il cinema per te e quando hai deciso di diventare attore?

R. Il cinema per me è vita. Non posso vivere senza il cinema. Ho bisogno di progetti e script per studiare. Non mi importa se vengono pagati o meno, l’importante é lavorare con la mente in movimento.  In realtà, la decisione di diventare un attore non è nata in un momento, ma le circostanze si sono susseguite passo dopo passo da quando ho iniziato a 13 anni. Prima era come un gioco, a poco a poco è diventato un hobby, poi un bisogno e adesso è… enjoy!

D. Quali sono i grandi attori del passato a cui ti ispiri?

È difficile fare un solo nome, perché nella storia del cinema i grandi attori e attrici sono molti. Guardo i loro film con l’intenzione e il desiderio di cercare sempre qualcosa nella loro interpretazione e tenerlo dentro di me. Penso a Charlon Heston, Peter Ustinov, Paul Newman, Jack Lemmon, James Stewart, Cary Grant, Marlon Brando, Kirk Douglas, Sidney Poitier, Edward G. Robinson, Sigourney Weawer, Meryl Streep, Katharine Hepburn, Bette Davis, Sofia Loren, Ingrid Bergman, Liz Taylor, Marlene Dietrich, Claudia Cardinale, Lauren Bacall.

D. Quale ruolo ti piacerebbe interpretare?

R. Penso che tutti i ruoli siano buoni. Normalmente se l’autore pensa a un ruolo per me, lo adatterà al mio fisico, al mio stile. Oppure sarò io a studiare per adattarmi al personaggio della sceneggiatura. Ho recitato già diverse volte nel ruolo di  frate, sacerdote e una volta anche nel ruolo del Papa! Ecco… non mi dispiacerebbe interpretare di nuovo il Santo Padre. È un’emozione interiore che mi affascina

D. Quale genere cinematografico preferisci?

R. Di solito preferisco storie attuali, sceneggiature moderne, ma adoro anche temi storici per dare vita a determinati personaggi. Penso di essere per metà comico e per metà drammatico, specificando direi però che il 52% è comico e il 48% drammatico. Proprio qui in Italia, attualmente, ho in sospeso le riprese per tre progetti, due storici e un fumetto.