A sorpresa il Premio Nobel per la letteratura 2020 è stato assegnato a una poetessa statunitense, è Louise Glùck, newyorkese di 77 anni. Dell’autrice premiata, escluso qualche articolo su riviste specializzate, se ne sapeva molto poco.
In Italia prima del Nobel sono state pubblicate solo due sue opere da piccole, ma lungimiranti case editrici: la Giano che nel 2003 aveva diffuso, in una modesta tiratura “L’iris selvatico”, e la “Dante e Descartes”, piccola ma intraprendente libreria napoletana, che nel 2009 aveva stampato 1000 copie di “Averno” vendendone appena 300 ma, nel solo giorno dell’annuncio del Nobel, aveva già totalizzato oltre 7000 prenotazioni. Ancora oggi, dopo 2 settimane, i libri della Glùck sono introvabili nelle librerie spezzine, come in tutta Italia, Amazon compresa, le prime dotazioni saranno forse disponibili solo a fine mese.

Poco spiegabile questo flop del nostro sistema editoriale, eppure il cursus honoris della Glùck in patria è di grande rilievo e le ha consentito di lasciare a bocca asciutta importanti autori in odore di Nobel come il grandissimo e vendutissimo Haruki Murakami, lo spagnolo Javier Marias, l’israeliano David Grossman e tanti altri. Non a caso la poetessa americana, già nel 1993, si era aggiudicata il Premio Pulitzer per la poesia, nel 2014 il National Book Award ed era stata dichiarata poeta laureato degli Stati Uniti direttamente dal Presidente Obama.

Nicola Crocetti, storico editore di poesia ha dichiarato che “… i mass media e i grandi editori si accorgono della poesia solo quando a un poeta viene dato un Nobel per sbaglio…” In effetti il mercato editoriale nostrano della poesia è relegato in una nicchia (5% delle opere pubblicate nel 2015) ma, a detta degli esperti del settore, è in crescita; l’Espresso, in un pezzo del 2017 di Fabio Chiusi, sosteneva che l’Italia è un paese con tre milioni di poeti segno di una “disperata vitalità” quindi, i versi si scrivono ma non si leggono, il venduto complessivo è di circa 500.000 copie che però riguardano in prevalenza classici e contemporanei affermati.

Il fatto che gli accademici svedesi, dopo il Nobel 1996 assegnato alla polacca Wislawa Szymborska, abbiano premiato un’altra “donna” poeta potrebbe apparire una fortuita coincidenza oppure un segnale che in realtà la poesia in generale, e quella al femminile in particolare, siano molto più vitali di quel che sembra.

È proprio così? Analizzando la realtà spezzina e lunigianese non possiamo non cogliere che anche la Giuria del Lerici Pea, forse il più antico e prestigioso premio italiano dedicato interamente alla poesia, con sede nel Golfo dei Poeti, abbia conferito il premio alla carriera 2020 proprio ad una donna: la russa Ol’ga Aleksandrovna Sedakova. La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 3 novembre e la poetessa sarà in collegamento dall’Ambasciata italiana in Russia.

Rispetto alla Glùck, la Sedakova è più conosciuta in Italia: oltre ad aver ricevuto i massimi premi della sua terra russa, è stata insignita del Premio Stato Città del Vaticano, il Camposampiero e il Premio Europeo per la poesia di Roma e sono disponibili, almeno su Amazon, alcune sue opere: “Solo nel fuoco si semina il fuoco” e “Elogio della poesia”.

Il Lerici Pea non è nuovo alla premiazione alla carriera di poetesse, nel 2018 è stata insignita la scozzese Carol Ann Duffy, nel 2014 Gabriella Sica e nel 2008 un’altra poetessa russa, Bella Achamadulina.

Oltre al Lerici Pea che fa storia a sé, in tutto il nostro territorio è un fiorire di iniziative letterarie focalizzate sulla poesia indette da circoli culturali locali, comuni, case editrici e riviste di settore su cui ruotano poeti e scrittori appassionati e fortemente motivati, in prevalenza di sesso femminile. Si sono così formate molte associazioni dedicate alla poesia e alla narrativa dove le donne ne costituiscono indubbiamente l’asse portante. Tra le più attive e partecipate segnaliamo “Il Porticciolo” che, sotto la guida della Prof.ssa Rina Gambini, edita una rivista trimestrale cartacea di eccellente valore culturale; a Sarzana si è radicata l’Associazione Poeti solo Poeti Poeti dove la Presidente Susanna Musetti (qui l’intervista), da circa un decennio, promuove un premio letterario che vanta una grande partecipazione, soprattutto di poetesse, da tutta Italia; a Portovenere è Lorenzo Masi ad animare il Premio Lord Byron mentre ad Aulla, Symposium coordina, oltre al Premio Letterario Città della Rosa, una nutrita serie di eventi poetici, presentazioni di libri e conferenze grazie all’impulso di Marina Pratici e Gaia Greco (qui l’articolo sulla manifestazione “Costellazione di libri”). In questo ampio e variegato circuito virtuoso locale sono tante le poetesse messesi in luce negli ultimi anni, ne cito solo alcune: la delegata alla cultura del Comune di Aulla, Marina Pratici, critica d’arte e autrice di numerose silloge di poesie tra cui “l’Etica della Piuma” che intrattiene molti contatti istituzionali con importanti circoli poetici europei e americani, l’insegnante spezzina Daniela Feltrinelli (qui l’intervista) autrice di “L’incanto dell’onda” appena insignita di un primo premio al Concorso “Cesare Orsini” di Ponzano Magra che si aggiunge a un nutrito palmares di premi letterari conseguiti in molte parti d’Italia, Catia Angelotti anch’essa pluripremiata in molti concorsi nazionali, la poetessa e scrittrice di fantasy Iris Vignola, la cavaliere della Cultura Maria Serponi, la poetessa Rosanna Pinotti che è anche un’affermata autrice di romanzi e, last but not least, la professoressa Sonia Vatteroni appena insignita del premio Montale “Fra gli ultimi del mondo” e prima classificata nell’edizione 2020 nel “Il sigillo di Dante” con la poesia “Che m’importa se non ho.”

Giuseppe Rudisi