CUNEO-  Scrittorincittà torna a Cuneo da mercoledì 11 a domenica 15 novembre 2020 per la sua XXII edizione. Il filo conduttore di quest’anno, intorno al quale autori italiani e stranieri saranno come sempre chiamati a esprimersi, riflettere, confrontarsi, è Prossimo, tema scelto in tempi non sospetti e che gli ultimi mesi hanno infuso di nuovi significati e accezioni.

Programmando scrittorincittà 2020, all’insegna del tema “Prossimo”, l’organizzazione aveva immaginato un’edizione ibrida, con incontri in presenza e online, come sempre per tutte le fasce d’età, mantenendo al centro il cuore della manifestazione: far incontrare autori, libri e lettori. Nonostante la grandissima disponibilità da parte di scrittori, artisti ed editori nei confronti delle soluzioni di volta in volta proposte per adattare il programma in base alle disposizioni nazionali e regionali che si sono susseguite, la curva dei contagi ha costretto a ripensare ancora una volta l’edizione di quest’anno, che si svolgerà interamente online.

Il festival è un’iniziativa del Comune di Cuneo, in collaborazione con la Provincia di Cuneo e la Regione Piemonte ed è organizzato dall’Assessorato per la Cultura del Comune di Cuneo e dalla Biblioteca Civica. L’iniziativa è sostenuta da Fondazione CRC, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT (main partner), da Open Baladin, UBI Banca, We Cuneo, Confcommercio (sponsor), da Baladin, CIA Cuneo, Cuneo Rent, Informatica System, Castelmar, Farmacie Comunali, Coldiretti Cuneo (sponsor tecnici), con la collaborazione di ABL-Associazione Amici delle Biblioteche e della Lettura, PromoCuneo, Associazione Librai Cuneo, ATL Cuneo, e il patrocinio della Rappresentanza a Milano della Commissione Europea.

Il programma è a cura di Stefania Chiavero, Paolo Collo, Matteo Corradini, Raffaele Riba, Andrea Valente.

Il tema dell’edizione 2020: Prossimo

Prossimo non significa vicino, ma molto vicino. È un superlativo. Prossimo significa così vicino da non poterlo evitare. Il prossimo è l’inevitabile, ciò che arriva, ciò che ti trovi addosso, anche quando non lo pensi, anche quando non lo vuoi.

È una vicinanza nello spazio. Ma è anche una vicinanza nel tempo: il prossimo minuto, il prossimo mese, il prossimo anno. È qualcosa che sta per accadere, inevitabilmente: l’estate sta arrivando, è ormai prossima, la prossima guarigione del malato. Tutti desideriamo essere prossimi alla felicità: anzi, la felicità spesso sta già in quel desiderio che ti fa sentire vicinissimo, sul punto di essere felice. Prossimo non è chiusura ma simbolo di apertura.

Prossimo è una persona, e non è solo un parente prossimo. È chi incontri. È chi sta sulla tua strada. È quella fetta di mondo che entra nella tua vita. In questa, non nella prossima. È il tuo prossimo. Che non scende alla prossima fermata ma resta accanto a te. E nemmeno tu scendi.

“Tolta una percentuale davvero irrilevante, l’intero universo è fatto da altri”, diceva Woody Allen.

Protagonisti del festival sono i prossimi scrittori in letteratura, gli autori e le autrici che raccontano questa prossimità di rapporti, indagano la relazione, il sentimento, l’intimità quando viene svelata a un’altra persona. Il futuro sognato, pensato, realizzato, studiato.

Racconteremo la responsabilità di chi fa solidarietà, la responsabilità civile di costruire un pianeta per il prossimo tuo, e anche per la prossima generazione. La politica, l’economia, l’agricoltura, la ricerca scientifica… nell’ottica di una prossimità realizzabile e in molti casi già realizzata. Un “vicinato” globale.

Con bambini e ragazzi cercheremo di capire cosa significa sbilanciarsi sugli altri, su individui o mondi diversi. Quale sarà il prossimo? Il prossimo presuppone un passo in avanti, uno spostamento, un occhio rivolto al prossimo futuro. Le prossime storie, le prossime sorprese. Le prossime responsabilità. Chi ci sarà il prossimo anno? Quale sarà il prossimo libro?

C’è tutto un futuro da costruire insieme, tu e il tuo prossimo. Un futuro prossimo, sul punto di accadere, un futuro che ha bisogno di uno sguardo lontano ma di scelte vicine, vicinissime, che cambino da subito il presente. Insomma: avanti il prossimo!

Gli ospiti della XXII edizione

Ad aprire la XXII edizione di scrittorincittà, mercoledì 11 novembre alle 17.30 in live streaming, sarà Gherardo Colombo in dialogo con Cristina Clerico nell’incontro “La democrazia, una casa in cui abitare”. A partire dal suo libro Anche per giocare servono le regole (Chiarelettere), racconterà la Costituzione ripercorrendone e chiarendone gli articoli, sviluppando i temi della libertà, dei diritti e dei doveri, dell’uguaglianza, del rispetto, della responsabilità, della cittadinanza e della democrazia.

 

All’Europa e alle nostre responsabilità in quanto cittadini europei è dedicato anche l’incontro di Filippo Spiezia (Attacco all’Europa, Piemme), che con Bruno Giraudo passa in rassegna alcuni dei rischi più inquietanti per la sicurezza dei cittadini europei: il terrorismo di matrice islamica, l’emergenza migratoria, le infiltrazioni mafiose su larga scala nell’economia legale. Da sempre il nostro mondo è percorso da mutamenti e metamorfosi, tanto sul piano geopolitico quanto sul fronte economico e sociale, mai però veloci e frequenti quanto in questo inizio di secondo millennio: se ne parla nell’Atlante del mondo che cambia di Maurizio Molinari (Rizzoli); con lui, a tracciare la rotta verso un orizzonte che prende forma, Massimo Mathis. Tito Boeri e Sergio Rizzo (Riprendiamoci lo Stato, Feltrinelli), in un incontro moderato da Patrizia Manassero, entrano nel labirinto infinito della burocrazia e ci portano in un viaggio nelle deviazioni e nelle storture dello Stato. A cinquant’anni dallo Statuto dei lavoratori, il diritto/dovere al lavoro appare sempre più in crisi, reso più precario e distante dalla pandemia: ce ne parlano Silvia Zanella (Il futuro del lavoro è femmina, Bompiani) e Roberta Lisi (Lavorare, è una parola, Donzelli), moderate da Maria Cristina Scalabrini.

Non potevano mancare nel palinsesto incontri dedicati alla situazione che stiamo vivendo – com’è nata, cosa è stato fatto a riguardo e cosa possiamo imparare da essa perché non ricapiti mai più: Marco Imarisio e Fiorenza Sarzanini (Come nasce un’epidemia, Rizzoli), moderati da Marco Alfieri, analizzano i giorni di Alzano Lombardo e della val Seriana, centro del centro della pandemia, a mente fredda e con i dati ben chiari. Riccardo Iacona (Mai più eroi in corsia, Piemme) con Paolo Griseri ci porta dentro l’inferno della pandemia riportando le voci e le testimonianze dei protagonisti, dei medici di base, degli infermieri, dei parenti delle vittime, ma anche degli esperti, di chi aveva avvisato dei rischi e che non è stato ascoltato per tempo. E non può che partire dai giorni più drammatici della primavera 2020, quando i mezzi militari portavano via da Bergamo le bare delle vittime del Covid-19, la riflessione che fa in Riscatto (Rizzoli) il sindaco Giorgio Gori; dialoga con lui il sindaco Federico Borgna.

Il prossimo è chi incontriamo, chi sta sulla nostra strada, non necessariamente vicino nel tempo e nello spazio. Sappiamo che l’amore per il prossimo è l’ultima parola e la più bella a cui approda il racconto biblico. Ma non è stata la sua prima parola, anzi, la storia dell’uomo sembra cominciare simbolicamente con una violenza: Caino uccide il fratello Abele senza pietà. Massimo Recalcati (Il gesto di Caino, Einaudi) ci spinge a riflettere sulla violenza e sulla risposta alla violenza; su cosa sia il prossimo e su come, pragmaticamente e per simboli, l’amore per chi arriva possa avere basi solide nel cuore e nella mente. Al prossimo, Don Luigi Ciotti ha dedicato tutta la sua vita. Ne L’amore non basta, scritto con Cecilia Moltoni (Giunti), racconta se stesso, della miriade di incontri che hanno segnato la sua vita, del lavoro del Gruppo Abele e di Libera. Con loro Stefania Chiavero. Il prossimo è Abdullahi Ahmed (Lo sguardo avanti, add), partito da Mogadiscio, scossa da una guerra civile, a 19 anni, nella speranza di poter studiare e mettere da parte qualche soldo per dare un futuro ai suoi fratelli, e che si sta preparando a tornare in Somalia con alcune borse di studio per i ragazzi di Mogadiscio che ancora devono costruire il proprio mondo. Dialoga con lui Alice Bigli. Il prossimo è anche Enaiatollah Akbari, protagonista di Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda e ora del suo seguito Storia di un figlio (Baldini+Castoldi), intervistati dai ragazzi della redazione di 1000miglia. Ma il prossimo è anche oggetto di odio ed hate speech, che nell’epoca 2.0 ha trovato il modo di dilagare ovunque, inquinando e polarizzando ogni canale del dibattito pubblico. Ce ne parlano Federico Faloppa (#odio. Manuale di resistenza alla violenza delle parole, UTET) e Raffaele Riba.

Ai prossimi progressi che vorremmo vedere nel nostro sentire comune è dedicato l’incontro di Edoardo Lombardi Vallauri (Ancora bigotti, Einaudi), in dialogo con Pier Franco Brandimarte, una spallata agli ultimi 4.000 anni di bigottismo e alla nostra convinzione di essere liberi, così come quello di Micaela Ghisleni, autrice di Generazione arcobaleno. La sfida per l’eguaglianza dei bambini con due mamme (Einaudi) che racconta la battaglia civile perché ai genitori dello stesso genere, sia riconosciuto il dovere della responsabilità genitoriale per i propri figli fin dalla nascita; dialoga con lei Cristina ClericoMichela Murgia, invece, riflette sull’immaginario femminile raccontato dagli uomini, una discussione a fil di parola, là dove la parità diventa un desiderio da realizzare con consapevolezza, coraggio e, perché no, tenerezza. E a proposito di uomini, c’è il Maschilista inconsapevole (che non sa di esserlo), il silente (che preferisce cambiare discorso), l’infastidito (che trova le donne esagerate nelle loro rivendicazioni), l’indifferente (che proprio se ne frega dell’argomento). Come riconoscere un Maschilista in ufficio? E in famiglia? Tiziana Ferrario (Uomini, è ora di giocare senza falli, Chiarelettere) ha composto un pamphlet puntuale e provocatorio. Si confronta con lei Cristina ClericoJoni Seager (Atlante delle donne, Add), insieme a Chiara Codecà, ci introduce invece alla più aggiornata e accurata analisi di come vivono le donne qui e ovunque altrove, e mette in fila le informazioni perché siano chiare come i desideri di cambiamento delle donne nel mondo. Incontro realizzato in collaborazione con Laboratorio Donna.

 

Quale pianeta lasceremo in eredità alle prossime generazioni? In Climate Justice (Donzelli) Mary Robinson, prima Presidente donna dell’Irlanda dal 1990 al 1997 e già alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, in dialogo con Andrea Vico, riporta storie di sofferenza, ma anche di riscatto e di resilienza, a conferma che la lotta contro il cambiamento climatico riguarda tutti, e che ciascuno è chiamato ad agire responsabilmente per sé e per le generazioni future. Elena Granata in Biodivercity (Giunti) racconta di esperimenti, di follia creativa, di occasioni in cui il banale buonsenso preserva preziosi contesti locali, esperienze singole e disparate, ma capaci di inaspettate ricadute planetarie; dialoga con lei Elena Lovera. Con Daniele Zovi (Ale e Rovere, De Agostini) e Irene Borgna parleremo di un paradosso: le piante prima e gli animali selvatici poi, a cui noi voltiamo le spalle, diventano sempre più prossimi. Gli alberi si avvicinano alle nostre case e appena lasciamo uno spazio vuoto, un terreno incolto, un orto abbandonato, lo riempiono lanciando i semi che presto lo trasformeranno in bosco. CClimaTT propone invece un appuntamento per conoscere l’evoluzione del clima e dei ghiacciai delle Alpi Marittime insieme a Luca Mercalli, che con Daniele Cat Berro ha realizzato il volume Ultimi ghiacci, clima e ghiacciai delle Alpi Marittime.

osa succederà nel (prossimo) futuro? Delle prossime tecnologie discutono Daniele Rielli e Raffaele Riba. Nel suo romanzo Odio (Mondadori), Rielli ha immaginato un’agenzia di Big data che monitora le scelte di migliaia di consumatori e che sta per lanciare sul mercato un dispositivo in grado di svelare il cuore oscuro degli umani. La ricerca scientifica guarda il cielo, e cerca un prossimo anche lassù, dove c’è l’origine del nostro pianeta, la storia della nostra storia, le tracce di vita che cerchiamo altrove. Tra domande e risposte, Amedeo Balbi ci racconta la ricerca astrofisica.

 

Prossimo può essere il futuro, ma anche il passato: la sera del 29 gennaio 1996 un incendio illumina il cielo di Venezia: è il teatro La Fenice che va a fuoco. Giorgio Falco (Flashover, Einaudi), in dialogo con Raffaele Riba, ha scritto un libro che, come un incendio, illumina e divora il suo oggetto: ricostruzione e decostruzione di una storia vera, indagine sul desiderio e sul potere del denaro di trasformare le cose e i corpi. Dopo quasi trent’anni, Pietro Grasso (Paolo Borsellino parla ai ragazzi, Feltrinelli) racconta a chi nell’estate del ’92 non era ancora nato la storia di un gruppo di giudici e del loro straordinario coraggio. Con lui Paolo Giaccone. Torniamo un po’ più indietro, agli anni ’80, con Gabriele Ferraresi (Mad in Italy, Il Saggiatore) che ne ripercorre i lati più trash, dai paninari e da Jerry Calà, da Luis Miguel e dalla guida alle discoteche d’Italia di Gianni De Michelis; poi i colorati anni Novanta, con il karaoke in tv e Nino D’Angelo che gira una parodia di Titanic in salsa neomelodica, un pellegrinaggio alla scoperta del peggio in compagnia di Elio Parola. Cosa accade quando oggetti di uso comune cadono in disuso dall’oggi al domani? Massimo Mantellini (Dieci splendidi oggetti morti, Einaudi) ci racconta il declino di 10 oggetti che segnano distanze istantanee tra generazioni, e punti cardinali su una bussola che indica chi eravamo e chi siamo diventati. Dialoga con lui Pier Franco Brandimarte. Indietro in una Palermo del 1942 ci porta Simonetta Agnello Hornby (Piano nobile, Feltrinelli), in dialogo con Martino Gozi, sgomitolando storie che sono anche episodi della storia di tutto il Paese e dilatano quella capacità di allacciare la visione d’insieme e la potenza del dettaglio.

 

Meno prossima è la storia di Enea, l’eroe che vaga nel mondo portandosi sulle spalle anziani e bambini, colui che viaggia su una nave senza nocchiero alla ricerca di un nuovo inizio, di una terra promessa in cui ricominciare. Andrea Marcolongo (La lezione di Enea, Laterza) con Andrea Grisi rilegge la storia di ieri nella storia di oggi, per capire meglio un mondo che cambia. Così come lo è quella di Dante, un uomo del Medioevo, immerso nel suo tempo, che ci ha lasciato la sua testimonianza personale su cosa significava, allora, essere un giovane uomo innamorato o cosa si provava quando si saliva a cavallo per andare in battaglia. Il grande poeta raccontato come non mai da Alessandro Barbero (Dante, Laterza). Con Telmo Pievani (Finitudine, Raffaello Cortina), intervistato da Federico Taddia, un giallo filosofico con due compianti premi Nobel, Albert Camus e il genetista Jacques Monod. Marco Buticchi (L’ombra di Iside, Longanesi) e Livio Partiti ci portano invece nell’antico Egitto. Forse più prossimo di quanto in realtà non si pensi è invece il Medioevo, un’epoca buia, nell’immaginario comune, che però ci parla oggi con voce chiara, attraverso le tante paure che assillavano donne, uomini, bambini: paura della fine, della miseria, della fame, delle epidemie; ma anche paura del diverso, dello straniero, degli ebrei, dei musulmani, dei mongoli. Chiara Frugoni (Paure medievali, Il Mulino) piega lo spazio-tempo e ci racconta come gli umani siano ancora gli stessi di allora: esseri che nascono, amano, crescono, sperano, si spaventano. Dialoga con lei Manuele Berardo.

 

Non solo letteratura ma anche sport e musica; lo sport è il grimaldello per aprire quegli spazi di libertà vitale fondamentali per la crescita dei giovani, per il loro stare e aprirsi al mondo; Andrea Zorzi riflette su questo strumento educativo fondamentale capace di influenzare il rapporto dei giovani col mondo, in un evento streaming organizzato da Fondazione CRC nell’ambito del progetto MotivAzione. Un incontro con Veronica Yoko Plebani (Fiori affamati di vita, Mondadori), giovanissima campionessa paraolimpica che pratica snowboard, canottaggio e triathlon, e che si allena per quello che sarà, speriamo, Tokyo 2021, in dialogo con Viviana MazzaRaoul Bova (Le regole dell’acqua. Il nuoto e la vita, Rizzoli) in un’inedita veste di scrittore, approfondisce un aspetto particolare del tema prossimo, raccontando le lezioni, le sfide e gli incontri legati al mondo del nuoto, di cui è stato promessa giovanile. In occasione del 250° anno dalla nascita, Saverio Simonelli (Cercando Beethoven, Fazi) in dialogo con Paolo di Paolo racconta l’uomo che ha cambiato per sempre il destino della musica: Beethoven. E incontriamo di persona anche la più prossima Orietta Berti (Tra bandiere rosse e acquasantiere, Rizzoli), cresciuta in un mondo alla Guareschi tra i comizi del PCI e la messa la domenica, intervistata da Matteo CorradiniPaolo Castaldi con la sua graphic novel La buona novella (Feltrinelli Comics) ci porta nella vicenda di Gesù di Nazareth cantata da Fabrizio de André nell’omonimo album, una storia che attraverso i secoli continua a coinvolge il presente. Modera Alessandro Mari. E non poteva mancare un ricordo in onore di Gianni Rodari, nel centenario della sua nascita, dedicato a Emma Meineri e Giovanna Ferro: Piccola serenata in rima baciata, un incontro con Daniele Aristarco e le musiche dal vivo di Giufà Galati.

 

E ancora: Gianumberto Accinelli (Mio nonno era una scimmia, Piemme), Ambra Angioini (InFame, Rizzoli), Silvia Avallone (Un’amicizia, Rizzoli), Corrado Augias (Guarda, Feltrinelli), Marta Barone (Città sommersa, Bompiani), Marco Bocci (In provincia si sogna sbagliato, Mondadori), Enrico Bucci (Cattivi scienziati. La pandemia della malascienza, Add), Gianrico Carofiglio (Della gentilezza e del coraggio, Feltrinelli), Lisa Casali (Il grande libro delle bucce, Castelvecchi), Alessandra Cassinelli, Lia Celi (Olympos’ Got Talent. Tre dee alla scuola media, Piemme), Anna Dalton (Tutto accade per una ragione, Garzanti), Andrea De Carlo (Il teatro dei sogni, La nave di Teseo), Roberto Dini, Luca Gibello e Stefano Girodo (Andare per rifugi, Il Mulino), Emanuele Ferrari (Il sapore dei ricordi, HarperCollins), Maria Frega e Francesco De Filippo (Filosofia per i prossimi umani, Giunti), Marilina Giaquinta (Non rompere niente, Euno edizioni), Alessia Gazzola (Costanza e buoni propositi, Longanesi), Thomas Gunzig (Feel Good, Marcos y Marcos), Lisa Iotti (8 secondi, viaggio nell’era della distrazione, Il Saggiatore), Gad Lerner (L’infedele, Feltrinelli), Loredana Lipperini (La notte si avvicina, Bompiani), Martina Liverani (Atlante di geogastronomia, Rizzoli), Elena Loewenthal (La carezza, La nave di Teseo), Vito Mancuso (I quattro maestri, Garzanti), Cristiano Militello (Cartelli d’Italia. Il diario 2020/2021, Baldini+Castoldi), Federico Pace (Passaggi segreti, Laterza), Enrico Pandiani (Il gourmet cena sempre due volte, EDT), Massimo Polidoro (Atlante dei luoghi misteriosi dell’antichità, Bompiani), Andrea Pomella (I colpevoli, Einaudi), Filippo Roma (Boomerang, Salani), Massimo Roscia (Il dannato caso del Signor Emme, Exòrma), Michael Rosen, Brunetto Salvarani (Dopo. Le religioni e l’aldilà, Laterza), Clara Sánchez (Cambieremo prima dell’alba, Garzanti), Jean-François Sénéchal (Semplice la felicità, Giralangolo), Beppe Severgnini (Neoitaliani, Rizzoli), Federico Taddia (Terra in vista!, Mondadori), Licia Troisi (La sfrontata bellezza del cosmo, Rizzoli), Raffaele Alberto Ventura (Radical choc, Einaudi), Andrea Vitali (Il metodo del dottor Fonseca, Einaudi).

 

Le anteprime

Tra le anteprime di scrittorincittà, mercoledì 7 novembre si terrà un incontro dedicato alla memoria del professor Franco Cordero, giurista e scrittore cuneese scomparso l’8 maggio 2020. Parteciperanno il sindaco Federico Borgna, il regista Luca Guadagnino e il giornalista Bruno Quaranta.

 

 

Il Premio Città di Cuneo per il Primo Romanzo

Scrittorincittà come sempre dà voce e fa conoscere ai lettori gli autori che nell’ultimo anno hanno esordito nella narrativa in lingua italiana. Il vincitore del Premio Città di Cuneo per il Primo Romanzo di quest’anno è Alice Cappagli, con il suo Niente caffè per Spinoza (Einaudi), che incontrerà virtualmente il pubblico insieme agli altri autori segnalati per il Premio – Emanuela Signorini (Il sangue nero di Mussolinia, Giovane Holden edizioni), Chiara Ferraris (L’impromissa, Sperling & Kupfer), Guido Saraceni (Fuoco è tutto ciò che siamo, Sperling & Kupfer). L’incontro di premiazione verrà realizzato in presenza appena possibile. Alle scuole superiori è dedicato invece un incontro online con l’autore selezionato dalle scuole tra le proposte del Festival du premier roman de Chambéry, Mathilde Chapuis (Nafar, Liana Levi), insieme a Guido Saraceni e Silvia Bono.

 

 

“B&B: Book&Breakfast”

Quest’anno, giocoforza, non sarà possibile incontrare gli autori a colazione nella storica cornice dell’Open Baladin. Il pubblico potrà comunque rivolgere online le sue domande agli autori, come sempre alle 9, proprio come se fossimo tutti lì! Sabato 14 novembre è la volta di Ginny Chiara Viola, che nel 2010 ha aperto un blog di oroscopo e astrologia e tiene ogni settimana su Radio Deejay la rubrica L’oroscopazzo. Saranno tante le domande che potremo rivolgerle, a partire da Il nuovo oroscopo personale 2021 (Rizzoli), guidati da Matteo Corradini. Domenica 15 incontro con Lia Celi che in Quella sporca donnina. Dodici seduttrici che hanno cambiato il mondo (UTET) ci propone una scorribanda nella storia, un tour libertino che ci mostra come una corrente sotterranea di ribellione abbia sempre attraversato i secoli, concentrandosi proprio nel punto ancora oggi più controverso di tutti: il sesso. Con lei, Federico Taddia.

 

 

Concorso Lingua Madre

C’è un filo sottile che congiunge le storie lontane, taciute e spesso sconosciute delle donne migranti: una modalità propria di stare al mondo, che antepone la relazione alla norma, la cura dei rapporti alla giustizia astratta. Da quindici anni il Concorso letterario nazionale Lingua Madre raccoglie e diffonde questo racconto corale che sfiora delicatamente i più vari aspetti: la maternità, l’emigrazione, le origini, la neutralità del linguaggio, le violenze. Vite che non si rassegnano ai pregiudizi e alle discriminazioni, dove a vincere è la forza delle donne che ne sono protagoniste. Sabato 14 novembre alle ore 16.30 un dialogo con le vincitrici della XV edizione del Concorso Lingua Madre, Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez (Primo Premio) e Narcissa V. Ewans (Premio Speciale Torino Film Festival). Modera Daniela Finocchi, ideatrice del Concorso Lingua Madre.

 

 

Gli appuntamenti per bambini e ragazzi

Scrittorincittà ha come primo obiettivo quello di promuovere la lettura per tutti, dagli adulti ai ragazzi e ai bambini. Per questo è l’unico festival in Italia che dedica lo stesso spazio agli appuntamenti per i ragazzi e per il pubblico adulto, anche grazie a un ricchissimo programma per le scuole, dalle materne alle superiori. Tantissimi, come ogni anno, gli ospiti del programma dedicato ai più giovani.

 

Il programma completo è disponibile sul sito: www.scrittorincitta.it

 

Facebook: scrittorincittà | Twitter: @scrittorincitta | Instagram: scrittorincitta

#sic2020 #prossimo