A tutti noi sarà successo di aver parlato con qualcuno riguardo i cambiamenti climatici e di aver adeguatamente attratto l’attenzione dell’interlocutore o, al contrario, di aver incontrato qualche “scettico climatico” ben disinformato sul riscaldamento globale e sulle sue conseguenze.

In un periodo di ripetuti allarmi sull’aumento delle emissioni di gas serra e delle temperature globali è un dato di fatto che finalmente il “Climate Change” sta riscuotendo nella popolazione mondiale e nei media un interesse ed una consapevolezza quotidiana sempre maggiore grazie anche alla sedicenne attivista svedese per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico Greta Eleonora Thunberg Eenman.

Nonostante questo, ad oggi, il negazionismo e la “crociata climatica” che i poteri forti stanno portando col fine di applicare misure “draconiane ecologiste”, ed imporle con leggi internazionali, si confermerebbe parte di un “grande progetto” delle lobby della finanza, per la quale i popoli sono ormai superflui.

Se a tutto questo sommiamo il problema delle  fake news su internet,  il Climate Change sembra diventato, a parole, una mera crociata in nome della democrazia, all’interno della quale i media tradizionali, negli ultimi decenni,   hanno trovato una fonte di polemica da sfruttare più che un fenomeno da arginare e contrastare.
Detto questo e al di là di ogni ragionevole dubbio, è un dato di fatto comprovato da studi scientifici che il clima globale continuerà a cambiare oltre questo secolo  continuando ad influire su specie e popolazioni in modo significativo ed osservabile.

Un semplice esempio (dati ISAC_CNR) è che il 2018 è stato per l’Italia l’anno più caldo dal 1800, anno in cui sono iniziate le rilevazioni: temperatura di +1,61°C rispetto alla media. In autunno, la stagione più bollente, l’anomalia è stata di +2°C. e che il 2017 era stato invece l’anno più secco degli ultimi due secoli, con il 30 per cento di precipitazioni in meno.

In questo contesto di studi scientifici, negazionismo, fake news ecc. è quindi indispensabile ed improrogabile fare chiarezza su alcuni punti e messaggi chiave di reale importanza ed estrema semplicità:

Gli organismi terrestri, d’acqua dolce e marini stanno rispondendo al cambiamento alterando le caratteristiche individuali, i tempi degli eventi biologici e le loro gamme geografiche. L’adattamento delle specie del passato si è svolto principalmente spostando la loro ubicazione geografica a maggiori o minori latitudini (secondo che la temperatura fosse in aumento o in diminuzione), oppure in alto o in basso sulle pendici montuose.

Purtroppo, ad oggi, il ”Climate Change” è semplicemente troppo pervasivo e rapido e, questo tipo di adattamento sarà, nella maggior parte dei casi, impossibile oppure di misura inadeguata allo scopo portando alla scomparsa di molte specie animale e vegetali.

Il cambiamento climatico sta alterando la produttività dell’ecosistema, esacerbando la diffusione dell’invasività di specie e cambiando, di conseguenza, il modo in cui le specie interagiscono tra loro e con il loro ambiente riconfigurando gli ecosistemi ad una velocità mai vista prima.

Le risorse e i servizi da cui le persone dipendono per il loro sostentamento, protezione e benessere sono compromesse dagli impatti dei cambiamenti climatici generando conseguentemente cambiamenti ecosistemici sostanziali nelle produzioni agricole e della pesca, nell’offerta di acqua pulita e nella protezione e gestione di eventi estremi.

La mancanza d’acqua avrà gravi ripercussioni sulla produzione agricola del paesaggio mondiale tanto che, da recenti studi, molte aree specialmente dei paesi nel sud dell’U.E. che hanno praticato l’irrigazione per centinaia di anni come parte integrante della loro tradizione agricola saranno costretti necessariamente a rivedere le tecniche di irrigazione migliorandone l’efficienza e riducendone nel contempo le perdite.

Le strategie tradizionali di gestione delle risorse naturali sono sempre più sfidate dall’ impatto dei cambiamenti climatici ed appaiono riconducibili a disponibilità e utilizzo delle risorse naturali, aumento delle dispute territoriali, fenomeni migratori legati al peggioramento delle condizioni di vita, situazioni di instabilità e di misgoverment rispetto al crescente bisogno delle popolazioni, tensioni legate all’eccesso ed al controllo delle risorse energetiche.

L’impatto del Climate Change interferisce direttamente su un’ampia varietà di patologie agendo come una forza moltiplicatrice per molte problematiche già esistenti in quanto, l’alterazione anche minima delle condizioni ambientali favorisce la replicazione di vettori che trasmettono il patogeno (nell’ultimo decennio si è registrato un forte incremento globale nella capacità delle zanzare del genere A. Aegypti ed a Albopictus di trasmette re il virus Dengue).

In ultimo … l’uomo è al tempo stesso la causa e la soluzione del problema del cambiamento climatico: le politiche energetiche ed ambientali che egli sarà in grado di porre in essere riposano, prima ancora che nella sua capacità di azione, nella forza del suo intelletto.

Non tutto è perduto e molto dipende dalla volontà di noi semplici cittadini del mondo di cambiare alcune nostre semplici abitudini e stili di vita!

Soluzione a)

Modificare le nostre abitudini alimentari: per limitare l’impatto della nostra alimentazione sul clima privilegiare per quanto possibile frutta e verdura di stagione anche attraverso l’aiuto di diversi calendari che possono guidarci nell’acquisto di questi prodotti.

Soluzione b)

Lottare contro la deforestazione: alcuni marchi garantiscono una gestione sostenibile delle foreste: acquistando prodotti (carta, mobili ecc.) con etichetta FSC (Forest Stewardship Council” o PEFC (Programme Europèen de Forêst Certifièes) possiamo contribuire alla preservazione delle foreste limitando di conseguenza le emissioni antropiche di gas a effetto serra.

Soluzione c)

Passare all’economia circolare: tutti noi possiamo nel nostro piccolo modificare i nostri consumi diminuendo in misura considerevole la nostra quantità di rifiuti utilizzando e facendo affidamento sul principio delle 4 R (Ridurre-Riutilizzare-Riparare-Riciclare)

Soluzione d)

Fare la raccolta differenziata: il rifiuto migliore continua ad essere quello che non produciamo: per questo esistono diverse soluzioni come interrogarsi sulla necessitò dei nostri acquisti, privilegiare prodotti sfusi e senza involucro, preferire ricariche ecocompatibili ecc.

Soluzione e)

Consumare meno energia: un’etichetta energetica attuata per mezzo di una lettera classifica i prodotti in funzione dei loro consumi energetici. I prodotti a maggiore risparmio energetico e pertanto più rispettosi del pianeta sono classificati con la lettera A + – A++ e perfino con A +++ (un apparecchio con classificazione A++ consuma ad esempio il 45% di energia in meno rispetto ad un apparecchio appartenete alla gamma A).

Soluzione f)

Maggiore consapevolezza politica ed individuale: la natura non ha bisogno dell’uomo ma l’uomo ha bisogno della natura.

Se la terra prospera l’uomo prospera… se la terra vacilla l’uomo vacilla o peggio….!

Smettiamo di dare potere a persone che non credono nella scienza o, peggio ancora fanno finta di non credere nella scienza per il loro interesse personale.