ROMA – “Sono anni che ho in mente di realizzare questo lavoro” dice Paolo Logli, sceneggiatore e autore televisivo, parlando del suo Chiamatemi Mimì, un monologo teatrale dedicato a Mia Martini in scena a partire dal mese di Luglio. Sul palco, nei panni di Domenica Bertè, c’è Claudia Campagnola, giovane attrice romana che suggella con questo lavoro una stagione di successi che l’ha vista in tournee con Paola Gassman e Anna Galiena con 8 donne e un mistero,  ospite alla Camera dei deputati  con il docufilm Vorrei dire ai giovani, Gina Borellini un’eredità di tutti di Francesco Zarzana, e interprete di grandissima intensità al Teatro Vascello con Un attimo prima scritta dallo stesso Paolo Logli.

“Claudia è una grande artista che conosco benissimo, in tutte le sue sfumature. Scrivere per lei mi viene completamente naturale, so cosa posso permettermi e fin dove azzardare…”, – dice Logli, che Mia Martini l’ha conosciuta davvero – “Ai tempi lavoravo ad Uno Mattina, dove curavo la pagina musicale. Conobbi Mimì l’anno di Almeno tu nell’universo: era il periodo dei primi videoclip italiani, e decidemmo di realizzarne uno ad hoc per Uno mattina. Girammo a Roma, tra Caffè Greco, Via dei Condotti, Circo Massimo, ed ebbi il privilegio di passare qualche giornata insieme a lei. Sul set capitano i momenti di attesa, e riuscimmo perfino a scambiare qualche parola e qualche piccolo racconto. Tutto questo è finito nel testo.”

Non meno arduo il compito di Marco Morandi, che non è nuovo a riletture e rivisitazioni di grandi nomi della canzone italiana: Rino Gaetano su tutti. “Marco ha osato là dove molte sue colleghe hanno avuto paura” ci dice Logli “ E lo ha fatto mettendo in campo tutto il suo spirito delicato e la sua sapienza armonica. Sarà di certo una bella sorpresa emozionante per tutti. Anche perché sono convinto che sia bello sentire come le canzoni di Mimì vengano cantate da un uomo.”

Logli non è nuovo a questo tipo di imprese: il suo Dunque lei ha conosciuto Tenco?, pluri-rappresentato, è stato vincitore, già nel 2006, del premio Per voce sola, patrocinato dall’Ente Teatrale Italiano, come miglior monologo teatrale dell’anno. Ma nel suo curriculum spiccano testi  come Parlami d’amore Mariù e Che, andavo troppo forte?, dedicato a Rino Gaetano (al quale curiosamente, anche Marco e Claudia hanno dedicato un loro differente omaggio).

Alla domanda che donna venga raccontata in questo lavoro, Logli non ha esitazioni: una pantera ferita. Mimì era una donna con una grinta d’acciaio, attraverso la quale trapelava un grande dolore. In parte antico, starei per dire genetico. In parte, di certo, nato nei suoi rapporti travagliati con gli uomini della sua vita. “Ma la grande ferita che ho voluto raccontare è quella immonda campagna denigratoria che alcuni (che hanno nomi e cognomi, anche se non si possono fare) hanno imbastito contro di lei.”

Per un lungo periodo della sua carriera, infatti, Mia Martini è stata perseguitata dalla voce assurda che portasse sfortuna. E questo ha rischiato di tagliarla completamente fuori, tanto che stava pensando di ritirarsi. Il testo racconta quel momento oscuro, e anche la rinascita, sul palco di Sanremo.

Il testo è in prova in questi giorni, ma è pronto per andare in scena, con alcune anteprime estive in attesa della stagione ufficiale. Lo vedremo a fine Luglio all’aperto al Festival di Fregene, dove Marco e Claudia sono già di casa, e si sta lavorando per le altre date.

“E’ una struttura agile, direi tascabile: i due interpreti e poco altro.” Dicono entusiasti. “Una mise en espace pensata proprio per questi tempi di difficoltà, che unisce la facilità di messa in scena ad un costo molto contenuto. Il teatro deve ripartire, dopo questo stop. E per farlo ha bisogno di idee.”