LUGANO – Dal 5 Dicembre 2020 al 10 Gennaio 2021, il MASI Lugano presenta un’esposizione dedicata al giovane artista svizzero Beni Bischof. Con i video proiettati – uno dei quali, Intensity Intensifies, concepito appositamente in occasione della mostra – l’artista rielabora in modo eccentrico e stravagante il flusso di immagini della nostra quotidianità e della cultura di massa.

L’universo di immagini creato da Beni Bischof gioca con le banalità della vita quotidiana, che l’artista enfatizza e traspone nel suo linguaggio visivo, seguendo una strategia mediatica affine a quella pubblicitaria. Attraverso giochi di parole, ironia e simboli ambigui, Bischof pone il visitatore di fronte a opere paradossali, nate da pensieri spontanei su tematiche di attualità politica e sociale.

Punto di partenza per il suo acuto, divertente e a tratti inquietante lavoro, sono l’immaginario collettivo e i modelli popolari, che Bischof rielabora attraverso slittamenti di significato e manipolazioni tematiche. Indipendentemente dalla tecnica che decide di utilizzare – pittura, scultura, disegno, video o installazioni – Beni Bischof lavora sempre in modo impulsivo. Nelle sue opere, testi, immagini o oggetti che appartengono alla vita di tutti i giorni e alla cultura di massa sono riformulati in chiave nuova, eccentrica e stravagante, secondo una sua logica che fa affidamento sulla spontaneità e sull’intuizione, con cui finisce per svelare molte delle contraddizioni su cui spesso sono costruite le nostre certezze.

I video presentati sono composizioni di immagini tratte dal mondo della moda, da riviste a basso costo, patinate e di gossip, da annunci pubblicitari, ma anche dall’industria cinematografica, dal mondo della televisione e soprattutto da internet, inesauribile fonte di citazioni testuali e visive. In occasione della mostra al MASI, l’artista ha realizzato il nuovo video – Intensity Intensifies – nel quale ha composto una serie di GIF(immagini digitali animate) creati recentemente sui social media.

Con umorismo, a tratti cinico e spregiudicato, attraverso le sue opere Beni Bischof mostra uno spaccato della società contemporanea. Senza timore di essere sconveniente, l’artista suggerisce una riflessione su alcune, apparenti o concrete, insensatezze della società del consumo.

 

Biografia

Le opere dell’artista svizzero Beni Bischof, classe 1976, sono state esposte in numerose mostre personali e di gruppo, e sono state premiate in diverse occasioni. Tra i riconoscimenti e le esposizioni si possono menzionare la borsa di studio Landis & Gyr di quest’anno, recente Jurypreis Skulpturen-Biennale Weiertal di Winterthur (2019); il Premio Manor St.Gallen (2015); il Swiss Art Awards (2009, 2010); la personale presso il Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam (2016); e le mostre di gruppo presso: MUDAC, Losanna (2018); Museum of Contemporary Art Detroit, US (2018); Hamburger Bahnhof, Museum für Gegenwart, Berlin (2016); Kunst Halle, San Gallo (2010). Nell’ambito della sua produzione, Beni Bischof conta anche l’autopubblicazione della rivista d’arte Lasermagazin (dal 2005), la pubblicazione del quaderno d’artista Psychobuch nel 2014, di Bambinel 2017, di Texte 1, 2, 3, 4 (Edition Patrick Frey, 2015, 2016, 2018, 2020) e di Rambo nel 2016 (Nieves Publishing).