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Josè Maria Llavador illustra il masterplan del waterfront: uno spazio di opportunità
Data Pubblicazione 22/06/2010
Ieri pomeriggio, nella bella cornice di Porto Lotti, l'architetto e urbanista spagnolo Josè Maria Llavador, vincitore del concorso internazionale di idee, ha illustrato il masterplan del waterfront spezzino. Presenti il sindaco Massimo Federici, il presidente dell'Autorità Portuale Lorenzo Forcieri e la vicepresidente e assessore all'urbanistica della Regione Liguria Marylin Fusco.

Llavador, già vincitore nel 1998 del concorso di idee "Balcon al mar" per la rimodellazione della zona portuale di Valencia, identifica come "spazi di opportunità" quelle zone in cui le città incontrano le loro aree portuali dismesse: la loro principale attrattiva è "la presenza del mare" e la loro trasformazione deve proporre un progetto urbano equilibrato dotato di servizi pubblici e terziari.

Il progetto per il waterfront di La Spezia prevede la realizzazione di un terminal crocieristico, che permetterà lo sbarco di 4.000 passeggeri al giorno diretti oltre che in città, verso le Cinque Terre, Pisa e Parma; la realizzazione di un nuovo bacino per la nautica da diporto (300 posti barca), il recupero e riqualificazione degli spazi urbani e verdi di tutto il lungomare cittadino (circa 2 Km). Saranno inoltre realizzati un auditorium, un museo del mare e della scienza, attrezzature ricettive e congressuali, commerciali e residenziali per circa 45.000 mq.

Spazio e opportunità per gli spezzini, quindi, e strutture che permetteranno alla Spezia di non accontentarsi più di un turismo indotto, ma in grado di richiamare e soddisfare un'ampia tipologia di turisti durante tutto l'anno.

Ovviamente anche il dissenso non manca e non mancherà, soprattutto da parte di chi vede in questo progetto troppo cemento e poche aree verdi. 

Da spezzina innamorata della sua città e sempre attenta all'ambiente reputo invece questo progetto eccellente, in quanto andrà finalmente a sfruttare una zona della città inutilizzata, destinata comunque a rimanere tale e a subire con il trascorrere degli anni un ulteriore degrado. 

Definirei il progetto ottimo se non ci fossero quei palazzoni anonimi, ma dovendo fare una scelta razionale preferisco i palazzoni in una zona riqualificata e produttiva, piuttosto che nessun palazzone in una zona inutilizzata e degradata. Chiaramente la botte piena e la moglie ubriaca non si possono avere.


Nel frattempo, però, consiglio vivamente all'amministrazione di iniziare a "seminare" per il futuro (ma anche er il presente) perchè per la realizzazione del waterfront ci vorranno parecchi anni (anche se sono convinta che saranno relativamente pochi) e nel frattempo è necessario promuovere la città, i musei, le bellezze artistiche e architettoniche. In attesa dell'auditorium che verrà fatto nella zona del waterfront si deve sfruttare meglio il nostro Expò, occorre che i turisti trovino i musei aperti, materiale informativo in abbondanza e in più punti della città e soprattutto occorre comunicare fuori dai confini spezzini che anche noi siamo in grado di accogliere le persone e soprattutto intrattenerle.


Paola Settimini


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