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Tagli alla cultura: su chi cadrà la ghigliottina?
Data Pubblicazione 09/06/2010
Nella prima bozza del decreto-legge finanziario proposto dal ministro Tremonti, all'Art. 7, comma 22 si dichiarava il taglio dei fondi a una lista nutrita di enti e istituti (232), debitamente elencati in un allegato.

In seguito alle polemiche intervenute il ministro è tornato indietro, ma non ha semplicemente “stralciato” l'elenco: lo ha dato in mano al ministro Bondi perché decidesse lui cosa fare, ossia come risparmiare comunque la cifra annualmente assegnata alla cultura. La conclusione ovvia è che i tagli ci saranno comunque e non saranno lievi: siamo solo in attesa di sapere su chi cadrà la ghigliottina e chi invece sarà messo ai ceppi.

In questa attesa - in realtà poco angosciosa perché la fine è nota- mi preme cerare di far capire ai lettori chi e cosa stiamo uccidendo. Inizierò con un ente ligure, non perché lo consideri migliore degli altri, ma semplicemente per far capire ai miei concittadini che la ghigliottina cadrà anche nelle nostre piazze e non in luoghi remoti e oscuri della nazione.

Uno degli enti da uccidere è infatti l'Istituto Internazionale di Studi Liguri di Bordighera, un monumento di incredibile importanza per la storia locale, nazionale e internazionale. Fu fondato da un genio, Nino Lamboglia, non solo valente studioso e archeologo, ma personaggio in grado di guardare avanti, di capire che guardando alla storia e all'archeologia in maniera diversa si potevano mettere in luce aspetti prima trascurati del nostro passato, capire la nostra terra e quindi noi stessi. Mi si chiederà, ma cosa ma produce l'IISL? Libri, convegni, riviste, mostre: tutte cose noiose, poco appariscenti, costose, che non producono reddito e sostanzialmente inutili. 

Noiose? In parte è vero. Costose? In realtà in maniera infinitesima rispetto quello che i Liguri evadono ogni anno di tasse. Improduttive? Non saprei: quanti enti locali, alberghi, ristoranti e bed&breakfast in questo esatto momento stanno guadagnando perché si trovano vicini a un museo archeologico ricco di anfore che, guarda caso, si chiamano proprio “Lamboglia”? Oppure perché il sentiero che passa loro accanto tocca chiese, castelli, santuari, grotte la cui storia è descritta nelle pubblicazioni dell'IISL. Il guadagno di quanti liguri (anche e soprattutto degli evasori) si basa sulla valorizzazione del patrimonio culturale locale operato dall'Istituto?

Inutili? No, questo proprio no. Come valutate il pavimento su cui tutti camminate? I muri della casa dove vivete? Senza di questi saremmo nudi, homeless vaganti in uno spazio senza confini.

Il medesimo discorso vale per molti del 232 enti presenti in quella lista di proscrizione, dall'Istituto di Studi  Filosofici all'Accademia Etrusca di Cortona, dalla Fondazione Istituto Gramsci all'Istituto Storico Italiano per il Medio Evo. 

La cultura produce reddito ma soprattutto, più di ogni altra cosa, ci dà la misura di ciò che siamo. La cultura non si mangia, ma entra nel nostro cervello. Non ci fa sopravvivere, ma vivere. Ci dice chi siamo, ci dà gli strumenti per costruire il nostro spazio.

Ed allora tutti dobbiamo essere consapevoli che la ghigliottina taglierà proprio le nostre teste, finché saremo disposti a tollerare Robespierre.

Prof.ssa Enrica Salvatori
docente di storia medievale presso l'Università di Pisa



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