In alcuni casi sicuramente il silenzio e la non considerazione dovrebbero essere la strategia migliore ma in questo caso desidero dare una risposta al responsabile movimento studentesco Lega Nord Frank Oltolini ed alla sua lettera inviata alla stampa dove lamenta il buonismo o la tolleranza dei controllori ATC nei confronti di cittadini extracomunitari da lui definiti ”venditori ambulanti che affollano gli autobus con la loro mercanzia”.
Al signor Oltolini dico che mi capita frequentemente di viaggiare in autobus e non ho mai visto fare distinzioni nel controllo del documento di viaggio, da parte dei cosiddetti controllori ATC, fra cittadini Italiani ed Extracomunitari o Stranieri in genere, al contrario spesso ho notato una certa severità nei confronti degli extracomunitari probabilmente anche motivata dall'evitare quel senso di diseguaglianza che persone come Lei potrebbero intravedere in comportamenti più blandi o meno da “SS”. Per fortuna La Spezia è una città ancora civile.
La informo inoltre che è vero che spesso è difficile recuperare il denaro del mancato pagamento del biglietto o relativo alla verifica della sua contraffazione ma è difficile o spesso impossibile anche nei confronti di nostri concittadini nullatenenti, verso i quali qualsiasi azione civile troverebbe comunque solo un aggravio di costi e nessun recupero.
Purtroppo inoltre la contraffazione del titolo di viaggio nel nostro Ordinamento Giuridico è considerata ancora un reato penale e talvolta cause penali, vanno avanti d'ufficio per anni, con aggravio di costi per l'amministrazione, esagerati rispetto al recupero del costo di un biglietto che mediamente in quasi tutte le città è di circa 1 euro e normalmente mai recuperato.
I da Lei definiti “Buonisti del cavolo”con termini che indicano quanta educazione e quanta tolleranza siano presenti , anche a La Spezia, tra i simpatizzanti della Lega non promuovono o permettono “l'invasione nella nostra città di disperati” ma sicuramente non creano barriere di confine al suo ingresso.
Al signor Oltolini forse piacerebbe un passaporto recante la dicitura “Razza Padana”?
Abbiamo già avuto periodi storici dove erano indispensabili documenti recanti l'indicazione della razza e sono sicuro che nessuno desideri tornare indietro a quei bui periodi per l'Europa ed il Mondo intero. E' anche vero che spesso in molti ci dimostriamo leggermente intolleranti e che alla mattina quando assaliti da venditori ambulanti, mentre facciamo “colazione al bar”e sottolineo facciamo colazione al bar, siamo infastiditi dalla loro insistenza per acquistare qualche prodotto o a fronte di richieste di un “caffè” ma questo non può voler dire potere e dovere ghettizzare questi esseri Umani.
Il signor Oltolini forse non sa che nella “Incivile Napoli”, sconosciuta località fuori Padania, frequentemente chi si reca al bar lascia il cosiddetto “Caffè pagato”, pagato per chi forse più tardi passerà dal bar, Italiano od Extracomunitario, e non potendo permettersene il costo, potrà comunque usufruirne grazie alla generosità di chi è passato prima di lui.
Ora certamente queste usanze “Africane” non rispecchiano i fondamenti della Lega ma francamente penso che diano un segnale di tradizione di grande civiltà.
Alla Lega, in questa legittima richiesta di legalità, consiglio di guardarsi intorno e controllare i propri compagni di gioco e valutare bene se non fosse il caso prima di lanciarsi verso i più deboli, intraprendere una campagna di moralizzazione verso quei potenti fortunati che ricevono “benefit” inaspettati e fanno della politica un mezzo di arricchimento personale a danno di tutti i cittadini soprattutto di quei disoccupati o cassaintegrati di cui il signor Oltolini si riempie la bocca con tanta e forse troppa facilità.
Il mio non è un attacco personale alle sue parole signor Oltolini ma è un attacco ad un sistema di nuova intolleranza che vedo avanzare e di cui nella Lega vedo la principale promotrice cercando di cavalcare un malcontento dovuto da una crisi importante alla quale il Governo di cui fate parte non pone certo rimedio ma al contrario gioca con provvedimenti “Ad personam” finalizzati alla sola tutela di pochi e non al benessere di tutti i cittadini.
Maurizio Ferraioli