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Piazza Verdi: presentazione del progetto con architetto e artista. I cittadini continuano a protestare.
Data Pubblicazione 15/05/2010

Si è svolta ieri pomeriggio in Sala Dante la presentazione del tanto discusso progetto Vannetti/Buren per la riqualificazione di Piazza Verdi, fortemente voluto dall'Amministrazione della Spezia (come si legge sull'invito) ma sostanzialmente non richiesto da nessuno.

La polemica ovviamente si è sprecata ma vorrei sottolineare le NON RISPOSTE degli amministratori presenti (il Sindaco Massimo Federici, l'architetto Emilio Eraio e l'assessore Maurizio Savoncelli).

Hanno giustamente parlato per oltre un'ora e mezzo gli amministratori presenti, l'architetto Vannetti con i suoi collaboratori e l'artista Daniel Buren. Infine la parola è passata al pubblico e le domande sono state più o meno le stesse che ovviamente non hanno avuto risposta.

Innanzittutto la voce manutenzione: quanto costeranno i futuri interventi di manutenzione? Quanto si dovrà spendere di energia elettrica per illuminare la piazza con tutti quei giochi di luci?  Al momento è un punto interrogativo ma lo sapremo nel momento in cui il progetto diventerà esecutivo, cioè circa un mese prima dell'inizio dei lavori. Ora questa risposta sembra quasi una presa in giro, perchè i costi di manutenzione vanno necessariamente conosciuti prima della realizzazione di un'opera, diversamente si risulta incoscienti.

Non dimenticando che comunque le famosissime colonne di Buren al Palais Royale di Parigi sono state riaperte al pubblico quest'anno, dopo due anni di restauro costato ben 4 milioni di euro. Quindi sui costi di manutenzione e futuri restauri sarà bene fare conti precisi.

Poi a chi serve questa piazza? A chi migliorerà la qualità della vita? A pochi, visto che in piazza Verdi ci sono principalmente uffici e scuole. Meglio sarebbe stato, con tutti quei soldi a disposizione, fare tanti piccoli interventi nei tanti quartieri della città e nelle tante aree verdi che purtroppo versano in condizioni di grave degrado. Non penso che il pensionato della Chiappa, del Favaro, di Mazzetta etc verrà a cercare un momento di aggregazione nella modernissima Piazza Verdi: sarebbe stato meglio rendere decorose e vivibili per tutti altre aree come per esempio il Parco della Rimembranza, Piazza San Domenico di Guzmann, Piazza Concordia.
 
L'amministrazione reputa giusto offrire tale "opera d'arte", anche in previsione dei futuri turisti che affolleranno la città. Ma eventuali visitatori crederanno di essere capitati in una città del Terzo Mondo se le cose si metteranno come, per esempio, in Piazza del Mercato, dove uno strato di muffa ricopre quella che doveva essere una cascatella d'acqua e dove i faretti del pavimento sono stati "cementati" sommariamente perchè non funzionanti. Altro fantastico esempio di pessima manutenzione è la pseudo-palude che si forma nella piscinetta del Monumento alla Resistenza dei giardini pubblici, che una volta era una pista di pattinaggio (sicuramente più utile e funzionale).

A riguardo del futuro turismo mi permetto ugualmente di essere scettica, direi che anche quando si gioca a Monopoli prima si comprano i terreni, poi  le casette verdi ed infine l'albergo rosso.

Altra nota dolente del progetto: la viabilità ed il trasporto pubblico. I nostri amministratori non sono stati in grado di dire quando la piazza sarà completamente pedonale. Come no? Allora a che serve spendere, scombinare tutto se poi continueranno a transitare fino a nuovo ordine gli autobus?

Sono rimasta inolte sconvolta dall'insensibilità dimostrata nei confronti dei pini che stanno in Piazza Verdi da oltre 50 anni, che verranno abbattuti, sani e che non creano alcun problema, non sono a rischio caduta o altro.

Tra le buone pratiche di sostenibilità (anche turistica) figurano il rispetto dell'ambiente, la tutela e la promozione del patrimonio storico e culturale, la salvaguardia dell'identità culturale e sociale dei residenti.

Esiste una convenzione europea del paesaggio che definisce lo stesso componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio cultuale e naturale, nonchè fondamento della loro identità. Il termine "paesaggio" definisce quindi una parte di territorio che viene riconosciuta e percepita dalle popolazioni che abitano tale luogo. La convenzione si applica a tutto il territorio e riguarda anche gli spazi urbani.

Questa è l'ennesima dimostrazione di quanto non si rispettino i cittadini, dell'arroganza e della troppa sicurezza di non perdere mai la "carega" di certi amministratori, perchè il problema di questa città è che non si tollera e si ignora chi dissente. Così come in passato sono stati tacciati di razzismo cittadini che chiedevano sicurezza e rispetto delle regole, oggi si accusano altri cittadini che non concordano (a ragion veduta) con questo progetto di essere retrogradi, demagoghi, prevenuti, etc. Sarebbe più utile dare delle risposte intelligenti, perchè intelligente si dimostra un'amministrazione che sa dove va a parare quando attua una qualunque cosa. Perchè lo spezzino non è vecchio, senza iniziativa, retrogrado e quant'altro, ma sono le amministrazioni che fino ad oggi hanno fatto un danno dopo l'altro a dare quest'impronta a questa città.

 

 

 


 

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