Un libro? Perché no. “L’isola delle donne”, di Roberto Bertinetti. Recensione a cura di Annalisa Serafini

In tempi di una triste e isolazionista Brexit non potevo scegliere un libro sul Regno Unito, un paese che ha dato tanto all’Europa e al Mondo (pensiamo solo alla sua lingua, la seconda più parlata nel mondo).
Lo ha scritto un docente universitario, un anglista noto anche per i suoi articoli su diversi giornali, un uomo, sceglie di parlare diffusamente di donne importanti, nove, che hanno reso il Regno Unito grande nel corso dei secoli, anche per il ruolo che le donne sono riuscite a svolgere in diversi campi, ruolo fondamentale nella storia, nella letteratura, nella politica, nel costume.
Roberto Bertinetti ricostruisce ne “L’isola delle donne”, questo libro originale per il punto di vista con cui affronta le questioni legate alla società inglese, a partire dalla grande Elisabetta per giungere nella sua elegante carrellata di ritratti fino a giorni molto vicini ai nostri.
La parte che ha preferito è quella dedicata alle scrittrici: Jane Austen, Virginia Woolf, Agatha Christie, ma anche personaggi come Margareth Thacher, la lady di ferro che cambiò il volto dell’Inghilterra da agricolo a industriale, Lady Diana, la principessa del popolo, scomparsa troppo giovane e fra mille misteri.
Per concludere la sua carrellata sull’isola protagonista del libro l’autore ci propone Mary Quant, al centro della vita scatenata della swinging London degli anni sessanta, e Vivienne Westwood: due creatrici di moda, due imprenditrici che riusciranno a fare dei loro originali “stracci” un vero business nella opaca e nebbiosa capitale inglese.
Un libro interessante da leggere e che davvero ci farà riflettere su come la Brexit allontanerà da tutti noi questa piccola isola.
Nove donne e nove storie di donne protagoniste del loro tempo, ritratte con i loro vizi e virtù, debolezze e passioni, per quanto di grande hanno saputo dare al loro paese.
Buona lettura!
Annalisa Serafini.
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