“Il Nuovo”, cineforum con l’Università Popolare

LA SPEZIA- Lunedì 10 Febbraio ore 15.45  inizia al cinema “Il Nuovo” la rassegna cineforum con L’Università Popolare “Il folle, l’amante e il poeta son fatti tutti di sogno” che  costituisce una sorta di ideale, secondo capitolo del corso di lettura filmica Non è forse tutto magia? conclusosi lo scorso anno a imperniato sul sentimento amoroso visto attraverso l’immaginario di grandi firme della settima arte, fra le quali Resnais e Leconte. L’amore puro, ora fanciullesco ora malinconico, torna a far capolino da questo nuovo ciclo e la messa in scena di altri cinque maestri abbandona, una volta di più, le fragili certezze del Reale per sbarcare sui lidi, più seducenti, del Sogno proprio come il titolo (una battuta di Teseo dal Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare) sta a suggerire. Amore come Sogno, dunque, ma soprattutto come Gioco, nell’accezione più ampia del termine: questa è l’idea centrale. Tutti i film sono presentati dal Dott. Giordano Giannini.
I film in Programma 
Lunedì 10 febbraio ore 15.45  All’inseguimento della pietra verde di Zemeckis – primo appuntamento della rassegna – è capace tutt’ora di sorprendere e divertire, omaggiando (e irridendo al tempo stesso) i classici di Hollywood degli anni ’50 (come La regina d’Africa) e ben sfruttando le inospitali selve del Centro America, sfondo delle peripezie dei personaggi (la fotografia è del veterano Dean Cundey).
Lunedì 17 Febbraio  Il trionfo dell’amore di Clare Peploe: tratto dall’omonimo testo teatrale (1732) di Pierre de Marivaux, il film narra le vicissitudini della principessa Aspasie (Mira Sorvino) la quale ha ereditato un regno usurpato dal padre al legittimo sovrano. Informata dell’esistenza di un erede, Agis (Jay Rodan), peraltro suo coetaneo, è pronta ad avvicinarlo segretamente e sedurlo al fine di neutralizzarlo. A suo svantaggio, il giovane principe vive protetto dal filosofo Ermocrate (Ben Kingsley), feroce oppositore dell’Amore in quanto sentimento destabilizzante che offuscherebbe il bene dell’intelletto; Aspasie sceglie allora di travestirsi da uomo tessendo una fitta rete di spassosi inganni…
Altro suggestivo girotondo d’amore  Lunedì 24 Febbraio  è Sorrisi di una notte d’estate di Ingmar Bergman:  Una delle rare incursioni del maestro svedese nella commedia, perfettamente riuscita per la grazia settecentesca della rappresentazione e la finezza dei dialoghi. Lo sguardo che Bergman getta sul ruolo delle donne, protagoniste indiscusse, nonché sul gentiluomo borghese, ridicolizzato come goffo corteggiatore, resta tutt’ora lucidissimo… e dal giardino che avvolge la villa, naturale palcoscenico della vicenda, Shakespeare pare sussurrarci i suoi celebri versi…
  A Marzo  C’era una volta di Francesco Rosi  Omar Sharif dà vita a un principe fascinoso e arrogante ma, in fondo, di animo buono; mentre Sofia Loren veste i panni di Isabella, giovane popolana scalza, tanto avvenente quanto cocciuta: grazie a loro, giunti al quarto incontro, verrete presi per mano e accompagnati in un Mezzogiorno dimenticato, saggio e crudele, magico e terrigno al tempo stesso, sapientemente rievocato dalle penne di Raffaele La Capria e Giuseppe Patroni Griffi.
A seguire  Una meravigliosa domenica, Akira Kurosawa dedica al suo Giappone, prostrato dal secondo conflitto mondiale, una pellicola densa di speranza. L’infausto girovagare di due fidanzati, Yuzo e  Masako, umiliati e senza un soldo, approda, dopo lo sconforto, a ondate di romantica, fantasiosa gioia che culminano in due sequenze di notevole intensità, passate alla storia del cinema: la progettazione di un negozietto fatta su cumuli di macerie, l’esortazione a sognare gridata da Masako, rivolgendo lo sguardo in macchina. Un capolavoro da riscoprire.
In conclusione, il fiabesco Étoile di Peter Del Monte suggellerà degnamente il nostro percorso, sempre sotto il segno dell’Amore di Sogno. … La pellicola di Del Monte non si limita a raccontare una vicenda gravitante attorno all’allestimento di un balletto romantico ma la narra attraverso le convenzioni drammaturgiche del balletto romantico stesso, anticipando di un ventennio il visionario Il cigno nero di Darren Aronofsky.
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