“Botero: una ricerca senza fine” al “Nuovo” dal 20 al 22 gennaio.

LA SPEZIA- Al cinema il Nuovo la Spezia lunedì 20 gennaio ore 16.00 e 19.15, martedì 21 ore 17.45 e 21.15, mercoledì 22 gennaio ore 18.20, arriva “Botero: una ricerca senza fine“, il film di Don Milar sul pittore colombiano che, tra Parigi, New York, Milano, la Cina, la Colombia, Montecarlo e Pietrasanta dove ha lo studio dal 1983, è riuscito a farsi conoscere e apprezzare con le sue figure contro avanguardia.

“Let yourself be” (“Lasciati essere te stesso”) è il motto di Fernando Botero (Médellin, 1932), il pittore e scultore noto in tutto il mondo per le sue figure enormi e massicce, prettamente ritratti umani. Botero è riuscito a realizzare questo concetto, mantenendo la sua personale identità di pittore fuori dagli schemi di un’estetica condivisa sin dall’inizio, dall’ardua partenza del suo percorso artistico nella città natale, la tragica e violenta Médellin in Colombia, fino a giungere nelle capitali dell’arte, quelle città dove un artista, dopo aver letteralmente sofferto la povertà, può riuscire, con tenacia, determinazione e lavoro, a diventare qualcuno. Grosse donne e uomini, cavalli dalle sembianze grassocce, di matrice classica ripresa da Paolo Uccello, ritratti e proporzioni esagerate, seppure riprese dai grandi classici che Botero ha sempre studiato e ammirato, da Piero della Francesca a Leonardo, da Dürer a Manet. Grazie a questi modelli e all’esercizio del disegno Botero crea una palette di colori personale e una plasticità nelle figure riconoscibile. Il film racconta il percorso dell’artista dalle sue radici, al trasferimento a New York con soli venti dollari, fino alle prime commissioni private e poi a quelle pubbliche che lo hanno spinto verso una fama internazionale e particolare. Il regista ha scelto Botero come soggetto proprio per la fascinazione della sua figura di “star” nell’arte, pur non essendo, da molti, considerato un artista puro. La narrazione è scorrevole e completa e procede parallelamente tra passato e presente grazie alla affettuosa conversazione tra Botero e i suoi figli, seduti a un tavolo di un ristorante a New York.

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