Arbasetti e Casagrande intervengono sulla decisione della LSCT di sostituire i cicalini al Porto

LA SPEZIA- La LSCT pare sia decisa a sostituire i cicalini che sono strumenti per prevenire la sicurezza durante la mobilità e la movimentazione dei container e naturalmente questi nuovi strumenti dotati di tecnologie moderne sono importanti dal punto di vista della sicurezza e come salvavita, ma secondo la nostra opinione, poca incidenza hanno per la mitigazione complessiva dell’inquinamento acustico le cui fonti più dirompenti sono causate dai gruppi elettrogeni,  in movimento 24/24 H- sulle navi in accosto alle banchine, e i mezzi pesanti che trasportano i container che sbarcano ed imbarcano e lo stesso stoccaggio sui piazzali in quanto poca attenzione viene prestata dagli operatori.

Certo sarebbe interessante conoscere l’entità inquinante di ciascuna delle operazioni fino a qui citate considerato che comunque la sommatoria delle stesse “non deve superare i decibel consentiti dalle leggi”.

Già negli anni ’90,dopo numerosi esposti, il Giudice Attinà emise un’ordinanza contro il disturbo della quiete pubblica, ordinanza che fu annullata dal Gip a seguito degli impegni che la LSTC e l’autorità portuale si assunsero ovvero l’impegno di intervenire sugli impianti e sull’operatività portuale.

Ma ecco che a tutt’oggi,a distanza di oltre 20 anni tali impegni sono stati quasi completamente disattesi e nei giorni scorsi ci ritroviamo di fronte ad un rinnovo di tali impegni ai quali si sono aggiunti i cicalini di prevenzione e sicurezza.

Ed ancora non ci resta che sperare che sull’inquinamento acustico ed atmosferico,dopo anni di ritardi, in cui i cittadini sono stati presi in gir ,ma mai tutelati, si operi oggi per la mitigazione in difesa della salute dei coloro che vivono nei quartieri del levante,ovvero quelli che vivono nella zona adiacente al porto commerciale (500 metri ovvero 15000 persone).

Ricordiamo alle istituzioni di competenza e responsabilità sui controlli che il piano regolatore portuale spezzino precisa che,senza aver prima attivato la fase preliminare e di prescrizione per la mitigazione degli

Inquinanti legata al problema della sostenibilità ambientale e della convivenza Porto-città non si può procedere alla realizzazione dei nuovi banchinamenti portuali previsti per un totale massimo di 140.000 mt+35.000 di compensazioni (vedi P.R.P. vigente ambito 6).

Quanto sopra si presume in grave contrasto con il piano triennale delle opere (2018-2020) deliberato dal comitato di gestione dell’Autorità Portuale di sistema del mar ligure orientale;cosa da chiarire nonostante ancora i mancati riscontri per una presunta illegittimità del piano triennale e la sua contraddizione con le documentazioni istituzionali.

Siamo quindi ancora in attesa sia dei rilevamenti dell’inquinamento acustico eseguiti da Arpal i cui dati dovevano uscire entro fine novembre 2019 ,sia di una risposta ufficiale sul presunto sovradimensionamento oltre legge delle banchine portuali inserite nel piano triennale delle opere e continuiamo a darvi la nostra completa disponibilità a mostrarvi la documentazione che è nelle nostre mani.

Rita Casagrande, Quartieri del Levante
Franco Arbasetti, V.A.S. Onlus

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