Oss, Pucciarelli e Viviani: “Michelucci e compagni non hanno rispettato gli impegni”

LA SPEZIA- “La sinistra ci accusa di strumentalizzare la vicenda degli operatori socio sanitari di Asl 5, quando in realtà sono proprio loro a non aver rispettato gli accordi presi in commissione comunale”. 

Così rispondono i parlamentari spezzini della Lega Stefania Pucciarelli e Lorenzo Viviani alle accuse del consigliere regionale Juri Michelucci in merito al nuovo concorso per Oss. “In commissione comunale alla Spezia avevamo concordato di non mettere nessuna bandierina politica sul problema della continuità lavorativa dei 158 Oss di Asl 5, tanto che abbiamo accolto la richiesta di organizzare nel più breve tempo possibile un tavolo di approfondimento in Regione – proseguono Pucciarelli e VivianiMa avevamo anche stabilito, viste la complessità e la delicatezza della materia, di cercare tutte le soluzioni possibili per salvaguardare i posti di lavoro. Peccato che Michelucci e i suoi colleghi di opposizione abbiano subito disatteso l’impegno, rifiutandosi di firmare un ordine del giorno in consiglio regionale per interessare della vicenda anche il Governo e il Ministero. Vogliono tenere fuori l’esecutivo che loro stessi sostengono, scaricando tutte le responsabilità soltanto sulla Regione. Quindi chi sta strumentalizzando gli Oss?”. “Il fatto stesso che Michelucci e compagni non abbiano sottoscritto quell’ordine del giorno dimostra che la sinistra non vuole trovare una soluzione per i lavoratori mettendo da parte le differenze politiche, ma vuole utilizzare la vicenda per una politica di basso consenso elettorale – concludono i parlamentari della Lega – Coinvolgere il Ministero sarebbe di grande importanza per capire se esistono altre vie per la salvaguardia dei posti di lavoro, come accaduto in passato con un emendamento a favore dei bidelli che si trovavano in una situazione simile a quella degli Oss. Ora aspettiamo al varco Michelucci in consiglio regionale, per vedere se voterà o meno l’ordine del giorno. Intanto presenteremo un’interrogazione in Senato per verificare se la soluzione della società in house è veramente percorribile. Bisogna tenere tutte le strade aperte per il bene dei lavoratori, cercando di ottenere il miglior risultato possibile. Non si possono scaricare le colpe per ragioni di colore politico”.

Advertisements