Baldino: “OSS, la Regione ascolti i lavoratori”.

LA SPEZIA- Fanno bene le nostre Operatrici socio sanitarie a tenersi fuori dalla bagarre politica, perché ancora una volta la politica ha dimostrato il proprio aspetto ondivago affermando una cosa per poi cambiare rapidamente idea. Certo non tutti. Per fortuna. Ma le risposte dell’assessore Viale, circa l’idea della creazione di una azienda in house  con capitale interamente pubblico che possa riassumere tutti i 158 lavoratori attraverso la clausola sociale, sicuramente non convincono e il tentativo di chi, vicino alla giunta regionale Toti, per assecondarla  cerca di rispedire la palla al Governo, come l’onorevole Gagliardi ancor meno.

Come possiamo credere all’assessore quando afferma che sia un ostacolo la necessità di provare l’economicità della soluzione in-house rispetto all’assunzione diretta tramite concorso? A parità infatti di trattamento economico, rispetto alla situazione attuale ci sarebbe intanto il vantaggio del risparmio dell’IVA (e sono molti soldi). Basta una calcolatrice che credo in Regione sicuramente avranno.

Se invece la contrarietà della Regione fosse dettata dal cosiddetto “core business” mi pare che ci siano parecchi motivi  che possono smontare anche queste perplessità, ovvero la preoccupazione che il servizio fornito da OSS possa ricadere nel “core business” dell’Azienda sanitaria.

Il profilo professionale di Operatore socio sanitario infatti lo identifica come figura professionale, appartenente alle professioni socio sanitarie, di supporto all’infermiere che, quindi, rimane “figura centrale e gerarchicamente irrinunciabile nel trattamento sanitario del paziente”. Dunque se venisse sollevata tale questione si creerebbe un danno a tutta la gestione territoriale dei servizi, in molti altri casi dati in appalto come nel reparto Hospice e quindi di fatto privatizzati.

Se mai, dunque, questa perplessità dovrebbe costituire un motivo in più per creare una società in House attraverso la quale riassorbire tutti i 158 lavoratori attraverso la clausola sociale e in futuro “normalizzare” altre situazioni assurde che creano una inutile spreco di denaro alla nostra sanità.

Ecco perché rigettiamo le “perplessità” (per usare un eufemismo) dell’assessore e ribadendo la vicinanza ai lavoratori e ai sindacati impegnati in questa importantissima vertenza, affermiamo che la soluzione della stessa debba sicuramente essere trovata in ambito regionale, ma con il contributo fondamentale di tutti i parlamentari spezzini e senza gli inutili e tristissimi noti scaricabarile.

Massimo Baldino Caratozzolo

(Capogruppo Per la nostra città)

 

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