Sì alla cittadinanza onoraria a Liliana Segre, ma non parlate di odio razziale, la maggioranza non gradisce.

LA SPEZIA- Il Comune della Spezia ha diffuso un comunicato in cui il Sindaco promuove l’idea dell’attribuzione della cittadinanza onoraria a Liliana Segre, attribuendola a un ordine del giorno firmato dalla maggioranza.

Il Sindaco, però, omette di dire che l’idea è partita da una mozione urgente delle opposizioni: mozione che non piaceva alla maggioranza per le paroline “odio razziale” che, a quanto pare, alla Spezia non si possono dire.
Non piaceva, alla maggioranza, alzarsi in piedi in segno di rispetto e comunque l’alzarsi in piedi era solo “un invito” e non un obbligo, ma anche questo invito non andava bene, forse i consiglieri e consigliere della maggioranza avvertivano la stanchezza delle lunghe ore passate a discutere dello “Ius soli” e non avevano la forza di alzarsi in piedi. Ma questa, davvero, è una piccolezza… non si capisce il fastidio.
Non piaceva, infine, il non equiparare il nazifascismo al comunismo.

Tutto ciò ricorda molto quando, tempo fa, la stessa maggioranza fece togliere la parola “fascismo” da una mozione antifascista. A quanto pare, certi termini danno fastidio.

Ora, non crediamo che in maggioranza qualcuno sia fascista o provi odio razziale. Ci sarà chi odia la pioggia o il freddo, ci sarà chi odia le zanzare, chi odia il caldo e così via, ma non vogliamo credere che ci siano persone che odiano altre persone solo  perché sono di un’altra razza. Eppure, “odio razziale” diventa più semplicemente “odio” . E no, non è la stessa cosa. Perché dà così fastidio parlare di “odio razziale“?

Contro la Senatrice Segre si è scatenato un odio razziale, perché i riferimenti al suo “essere ebrea” sono piuttosto frequenti, negli insulti che le vengono rivolti, così come “simpatici” riferimenti a forni crematori. “Mi chiedo perché non sia crepata insieme a tutti i suoi parenti“, è solo un esempio.

A intervenire su questo argomento è anche l’Osservatorio antisemitismo (Insulti a Liliana Segre, il comunicato dell’Osservatorio Antisemitismo).

Alla fine, la politica spezzina è riuscita a litigare anche su un argomento così, che dovrebbe mettere d’accordo tutti. Alla fine non si è riusciti a ottenere, in prima battuta, la cittadinanza onoraria. Per fortuna ci penserà il Sindaco al prossimo Consiglio, proponendola lui e attribuendosene il merito, senza nemmeno avere la correttezza di riconoscere all’opposizione il merito di aver aperto la discussione. Ma queste, come direbbe Totò, sono “quisquilie e pinzillacchere”. Resta il fatto che non si può dire “odio razziale“. Chissà perché.

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