Dopo il tutto esaurito a Parigi, Pippo Delbono porta “La Gioia” al Teatro Era

PONTEDERA – Venerdì 15 novembre alle 21, al Teatro Era (Pontedera) va in scena “La gioia” di Pippo Delbono, che arriva dopo il successo europeo, che ha visto il Théâtre du Rond Point di Parigi sold out per ben tre settimane.

La gioia” è uno spettacolo sul sentimento più bello e misterioso, frutto di una circostanza unica e di un viaggio attraverso i sentimenti più estremi come l’angoscia, il dolore, la felicità, l’entusiasmo. Un vortice di suoni, immagini, movimenti, balli si fondono con la magia del circo, i colori dei clown e la malinconia del tango, in una girandola caleidoscopica di maschere, storie personali, stati d’animo, lungo il viaggio sempre unico di un racconto semplice ed essenziale.

Questa creazione di Pippo Delbono diventa un cammino verso la gioia che prosegue con il suo straordinario gruppo di attori/performer, ancor più dopo il vuoto lasciato dalla scomparsa diBobò, fedele compagno di scena a partire dal loro incontro avvenuto nel 1995 nel manicomio di Aversa. Protagonista di molti spettacoli, icona poetica e anima del teatro di Delbono, Bobò continuerà ad essere una presenza-assenza dentro e fuori la scena in questo nuovo viaggio verso la gioia. Fare uno spettacolo sulla gioia vuol dire attraversare i sentimenti più estremi, angoscia, felicità, dolore, entusiasmo, per provare a scovare, infine, in un istante, l’esplodere di questa gioia. Ecco allora il circo, coi suoi clown e i suoi balli. Ecco pure il ricordo di uno sciamano che con la follia libera le anime. Ecco quindi malinconie di tango e grida soffocate in mezzo al pubblico. Ecco una pienezza di visioni, che si susseguono, si formano, si confondono e si perdono una via l’altra, decine di barchette di carta, sacchi di panni colorati a comporre, sembra, quel «mare nostro che non sei nel cielo» della laica preghiera di Erri De Luca, fino all’esplosione floreale, creata da Delbono assieme a Thierry Boutemy, il fleuriste normanno di stanza a Bruxelles e abituato a lavorare in lungo e in largo per il mondo. Gli attori di Delbono salgono così sul palcoscenico uno dopo l’altro e prendono, ognuno con il suo diverso sentire, il pubblico per mano e ne fanno un compagno di viaggio, parte di una comune ricerca inesauribile. Storie personali, maschere, danze, clownerie, memorie sono tutte sfuggenti immagini di persone alla ricerca della gioia. Così, se ogni replica è la tappa di un viaggio, ogni frammento che compone lo spettacolo è un singolo passo. Il viaggio non si arresta mai, così come la girandola caleidoscopica di sentimenti e immagini. Ogni replica regala una sorpresa, a chi decide di mettersi in cammino e seguire il ritmo della compagnia e di questa ricerca infinita della gioia.

Venerdì 15 novembre alle 19 Pippo Delbono salterà il pubblico e racconterà il suo rapporto con il Teatro Era.

Info su www.teatroera.it

NOTE DI REGIA

Ho scelto di intitolare questo mio nuovo spettacolo “La gioia”, una parola che mi spaventa, che mi ricorda immagini di famiglie felici, bambini felici, paesaggi felici. Tutti morti, tutti finti. Ero partito da “La morte di Ivan Il’ič” di Lev Tolstoj: in questo racconto il personaggio principale, nei suoi ultimi attimi di vita, ripercorre la sua esistenza e tutti i periodi più tristi della sua vita con uno sguardo nuovo carico di pace e dolcezza. Questo è stato il punto di partenza. Più tardi questo percorso ha preso altre strade. “La gioia” è l’ultima tappa di un cammino che sto facendo da più di 20 anni con la mia compagnia. Questa mia compagnia che è nata da incontri. Con attori, danzatori, ma soprattutto con persone. Che provengono da luoghi diversi della vita. Penso soprattutto a Bobò, recentemente scomparso, che è stato 47 anni in un manicomio. Sordomuto, analfabeta. Che è diventato il protagonista assoluto di tutti i miei spettacoli, di tutti i miei film e delle mie opere liriche, a cui è stata dedicata adesso una grande retrospettiva al Centre Pompidou di Parigi. Un uomo che ha rivoluzionato i linguaggi del teatro. Il suo essere diverso ha contaminato fortemente il mio lavoro. E questo spettacolo è il cuore di questa storia.

La gioia io lo chiamo anche un cammino verso la gioia: è uno spettacolo che attraversa il dolore, la lotta per cercarla, quella gioia.

In questo spettacolo sono ritornato come nei miei primi lavori in uno spazio vuoto, più essenziale, più povero. Che viene via via coperto di elementi, che ci portano in altri luoghi, come fossero le stagioni di un tempo che passa. Così nello spettacolo a un certo punto dico a Gianluca, che porta in quel momento il segno poetico del circo: il dolore passerà, la tristezza passerà, e tornerà la gioia. C’è un po’ tutta la storia di questa mia compagnia in questo spettacolo. E l’incontro con loro, con queste persone. È uno spettacolo sull’incontro.

Un attraversamento della follia. Mia, nostra, e del nostro tempo. In questa follia di questo tempo buio, nero, fatto di buchi neri, voglio ancora gridare: più luce, datemi più luce.

Pippo Delbono

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