Questa sera “The Legend Of Morricone” al Teatro Civico: intervista a Matteo Taranto

LA SPEZIA- Dopo il sold-out dello scorso anno, questa sera alle ore 21 ritorna al Teatro Civico “The Legend Of Morricone” lo spettacolo tributo dell’Ensemble Symphony Orchestra diretta dal Maestro Giacomo Loprieno. Ad accompagnare l’orchestra, dando voce ai personaggi e alle ambientazioni, sarà l’attore Matteo Taranto, che abbiamo incontrato e intervistato.

  • Ti aspettavi un successo così importante e così tante repliche per questo spettacolo? 
    Un successo di questa portata ci ha sicuramente spiazzato e sorpreso, ovviamente in senso positivo. Sicuramente Morricone non ha bisogno di me, né dell’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Loprieno per essere ulteriormente conosciuto e amato nel mondo, stiamo parlando di un mito, di un Maestro che ha scritto la storia del Cinema. C’è però un fatto: il lavoro che sta facendo Giacomo (Loprieno) è straordinario, dirige un’orchestra piena di elementi di altissimo livello, con grandissimi solisti, con un grande intervento del soprano. 
  • Sei un attore con una bella carriera alla spalle, sia al cinema che a teatro. Qual è il tuo ruolo all’interno dello spettacolo?
    Il mio ruolo è quello di veicolare attraverso le parole. La mia è una prova di recitazione e interpretazione. I brani che interpreto sono completamente diversi l’uno dall’altro e in tutto questo periodo di lavoro, ho sperimentato e trovato i personaggi, man mano che la tournée andava avanti. All’inizio mi rifacevo molto ai personaggi del film, poi con il tempo li ho reinterpretati, in modo da avere anche un certo appeal sul pubblico. Questo è un concerto e normalmente la soluzione sarebbe stata quella di far scorrere delle immagini, invece è stata fatta questa scelta, anche curiosa, di mettere un attore a interpretare i monologhi più importanti dei film. E io ho la possibilità di giocare coi personaggi, di mettere in scena ogni volta monologhi che, prima di me, sono stati interpretati da Philippe Noiret, Robert De Niro, Gian Maria Volontè… insomma, grandi attori che hanno fatto la storia del cinema. Per me è una responsabilità, che affronto con gioia, divertimento e con grande umiltà. Sono monologhi importanti, non tutti gli attori hanno la possibilità di interpretarli e di farlo, soprattutto, in una così bella occasione; per me è ogni volta una grande emozione, perché la musica ha un impatto emotivo notevole ed è anche, per me, un grande aiuto per trovare l’ispirazione. 
  • Secondo te il pubblico che viene ad assistere a questo concerto, da che cosa rimane maggiormente colpito?
    Credo che al pubblico accada quello che accade di fronte a ogni grande spettacolo di musica, di danza, di recitazione: si emoziona. Credo che sia la parte emotiva, la forza di questo spettacolo. Le melodie di Morricone arrivano direttamente alla pancia, al cuore delle persone e i brani che io ho scelto sono tutti pieni di emozioni contrastanti, sono brani che hanno a che fare con la Rivoluzione, con l’amore, con la forza dell’amore, con dolore, disperazione e gelosia. Racconto le emozioni con tutti i contrasti e la forza delle melodie di Morricone e il pubblico ha una risposta emotiva forte, respira con noi. Spesso ci sono stati applausi a scena aperta durante le esibizioni, cosa che non succede normalmente nei concerti di musica classica perché non si vuole disturbare il musicista, ma in certi casi è proprio come se il pubblico non potesse trattenere l’emozione e questo è un grande merito. Merito sicuramente del Maestro Morricone e poi noi ce la mettiamo tutta: io come attore, Giacomo con la sua maestria e i 40 elementi con la loro bravura.
  • Ritorni, con questo spettacolo, a calcare le scene del Teatro Civico, che è il teatro della tua città? Che cosa provi quando ti esibisci qui?
    Per me recitare al Civico è sentirmi a casa e spesso quando sei a casa ci tieni più a fare una bella figura. Per me recitare al Civico è una dedica che faccio alla mia città, a tutti gli amici, ai presenti, a tutti coloro che hanno voglia di lasciarsi emozionare. Quando sono sul palco della mia città ce la metto tutta, non mi risparmio, per me è un grande onore, perché lo guardavo da bambino, io piccolo e questa struttura così grande… e mi incuteva anche un po’ di timore. Oggi ho la fortuna e l’onore non solo di recitarvi, ma anche di contribuire alle scelte della stagione teatrale e questo mi regala gioia e soddisfazione, soprattutto quando i progetti sono così fortunati. 

  • Quali sono i tuoi progetti futuri?
    Diversi e disparati, non solo teatrali: non voglio dare troppe anticipazioni, ma per quanto riguarda “La strada di casa 2”, la fortunatissima serie televisiva di Rai 2, siamo in attesa di capire se andremo avanti. Il mio personaggio, quello dello chef, stava iniziando a comparire e potrebbe avere nuovi sviluppi. Ne sarei felice, perché è una fiction con grandissimi attori: il protagonista è Alessio Boni, che quest’anno è anche in apertura della stagione del Civico, con il Don Chisciotte e questo mi rende molto felice. Il lavoro con il Civico mi tiene molto impegnato; permetteremo ai ragazzi delle scuole di seguire tutto ciò che succede sul palco, anche durante le prove e gli allestimenti. Questo è un progetto importante e la mia presenza sarà sempre più costante. Inoltre sto lavorando a Roma, in una multinazionale, come formatore di top manager. Anche questo è teatro e la nuova sfida è quella di portarlo nelle grandi aziende. Poi mi sono stati proposti cortometraggi e anche testi di teatro, anche per ciò che riguarda la regia. E c’è ovviamente questa tournée, che è diventata molto più diventata internazionale. 

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