UAAR: “Largo Escrivà, una telenovela tra dubbi e bugie”.

LA SPEZIA- La scelta del sindaco Peracchini di dedicare una piazzetta del centro di La Spezia al fondatore dell’Opus Dei   ha creato uno strascico di proteste e malumore che non solo non accenna a diminuire ma, ora, ha anche scoperto scenari da telenovela.

Nella commissione di garanzia e controllo aperta sul caso Escrivà sono letteralmente volati gli stracci e, proprio come in una telenovela, tra sceneggiate e scontri verbali si sono scoperti gli altarini: leggerezze e semplificazioni in barba alle formalità degli iter burocratici e bugie. Soprattutto bugie.

Il Sindaco Peracchini, infatti, dopo i suoi precedenti tentativi fatti come portavoce dell’Opus Dei negli anni 2008 e 2012  di far fare un’intitolazione al santo prediletto,  entrambi bocciati  dalla commissione toponomastica, stavolta pare abbia riproposto informalmente l’iniziativa, portandovi a sostegno anche un fantomatico consenso/parere della curia locale,  salvo poi essere smentito proprio dal vescovo Palletti.  Quindi una bugia.

Il sindaco comincia ad annaspare. Si trova in difficoltà e non sa più come cavarsela. In commissione controllo non si è nemmeno presentato perché, dice, non ha avuto nessun ruolo sul caso. Nessuno.  Altra bugia?

Il suo assessore Paolo Asti assume un atteggiamento così tracotante che finisce per accrescere l’isolamento del Sindaco e della sua maggioranza e, per chiudere in bellezza, arriva l’exploit degli esponenti di Fratelli d’Italia: Frijia, Mannucci e Parodi che, forse per sviare l’attenzione dalle bugie smascherate,  non trovano nulla di meglio che sentirsi indignati e stufi del dibattito sul tema ed attaccano la minoranza accusandola di non occuparsi di cose serie.  Come se mentire in un’attività istituzionale non sia cosa seria da discutere.

Probabilmente, per loro, intitolazioni, commemorazioni e cerimonie formali sono cose serie solo fintanto che non si scopre il pentolone degli inciuci altrimenti, se si sente il dito nella piaga, diventano il futile argomento dell’opposizione.

Insomma, sceneggiate politiche a parte, anche la Chiesa prende le distanze da un’intitolazione sicuramente  scomoda, oltre che inopportuna e divisiva, che ha aperto molti malumori anche nel mondo cattolico.

Come atei ed agnostici avremmo anche accettato  il nome di un prete cattolico, e ci sono esempi meritevoli come don Gallo, don Milani, don Minzoni, ma non  certo quello di un chierico fascista amico di uno dei più spietati e sanguinari dittatori del XX Secolo, Francisco Franco, e sostenitore di una visione della donna degna del più buio medio evo.

Avevamo iniziato con una domanda su volantino distribuito il giorno dell’intitolazione: “Perché Escrivà?”, ma oggi una risposta la si può anche leggere nella sola ostinazione del primo cittadino e quindi, auspicando una chiusura rapida e dignitosa della vicenda, che davvero ha fatto perdere tempo a cittadini, associazioni  e forze politiche, come circolo Uaar della Spezia chiediamo che venga revocato il nome dello slargo Escrivà e che lo stesso  sia intitolato ad un personaggio sicuramente meritevole e rappresentativo, in antitesi con i disvalori che erano propri del  fondatore dell’Opus Dei.

Auspichiamo, quindi, l’intitolazione ad un personaggio sicuramente antifascista e, soprattutto, femminile, visti i tanti degni esempi che abbiamo nella storia antica e recente  che vengono sistematicamente ignorati per questa tendenza – ormai figlia di un retaggio culturale che dovrà necessariamente passare di moda- a preferire l’autorevole e austera  figura maschile.

Cesare Bisleri (coordinatore circolo Uaar La Spezia)

 

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