Centi: “Largo Escrivá: Signor Sindaco, la verità per favore.”

LA SPEZIA- “La contestata vicenda dell’intitolazione di uno slargo cittadino (in Piazza Sant’Agostino) a Josè Maria Escrivà de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei, sta svelando una verità del tutto imprevedibile persino per me, che ho sollevato il caso nelle Istituzioni insieme al Collega Baldino Caratozzolo, e spiacevole per l’Amministrazione e in particolare per il Sindaco.” Così Roberto Centi, Consigliere comunale LeAli a Spezia, che continua: “Moltissime persone – ed io tra queste – si erano dette contrarie all’ improvvida scelta del Primo Cittadino per il fatto che Escriva’ ha rappresentato una figura altamente divisiva e controversa, persino all’interno della comunità cattolica, come testimonia l’opinione in merito finanche di Giuseppe Dossetti, il teologo, giurista e politico che forse rappresenta la figura del Cattolicesimo di maggiore spicco del secondo Novecento in Italia. Ed erano apparse deboli e artefatte le motivazioni accampate da Peracchini quando in aula consiliare aveva dichiarato che Escrivà meritava il riconoscimento anche per i suoi “legami” con la nostra città, in quanto era transitato da Spezia un paio di volte provenendo da Genova.”

Continua ancora Centi: “Stanno emergendo elementi molto gravi e preoccupanti per la credibilità del Sindaco: la sua “funzione” di portavoce ufficiale dell’Opus Dei che non giova certo all’immagine super partes cui si dovrebbe attenere o quanto meno la scelta esclusivamente politica dell’intitolazione; la procedura promossa con insistenza ed in prima persona da Peracchini, dopo i dinieghi degli anni passati da privato cittadino, ed il parere contrario di membri esterni della commissione toponomastica; il “presunto” benestare del Vescovo a tale riconoscimento, che in realtà, dalle dichiarazioni testuali riportate dalla stampa, non c’è affatto stato, e l’aperta contraddizione tra il Sindaco e l’Assessore Asti su questa intricata matassa; il rifiuto dello stesso Peracchini di discutere prima in Consiglio comunale la vicenda e poi di presentarsi in Commissione Garanzia e controllo.”

Conclude il consigliere comunale di LeAli a Spezia. “Mi chiedo se il Sindaco si renda conto che non si può amministrare una città, a partire anche da pratiche minori come l’intitolazione di una via, con mezze bugie, omissioni e rifuggendo il legittimo confronto democratico. Per parte mia, insieme ai colleghi dell’opposizione, intendo fare chiarezza su questa vicenda, sia in Commissione, sperando che il Sindaco non deleghi nuovamente un Assessore evidentemente in imbarazzo sulla questione, sia in Consiglio, in occasione della mozione depositata dal collega Baldino insieme a tutti noi. La verità prima di tutto, anche sulle pratiche apparentemente minori.”

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