PCI: “Giunta Toti, il disastro”.

LA SPEZIA- Il Partito Comunista Italiano, a pochi mesi dalla fine del mandato dell’amministrazione guidata da Toti, non può far altro che constatare il disastro del suo operato, in perfetta continuità con le giunte targate PD, o centro sinistra.
Abbiamo assistito ad una gestione imbarazzante delle situazioni di estrema emergenza.
Oltre 6 mesi di isolamento per Arenzano, dopo che il terreno di proprietà di Teresa Damonte (“il caso vuole” sia la suocera di Matteo Rosso, consigliere regionale di Fratelli d’Italia) aveva letteralmente tagliato in due la nostra regione, provocando un estremo disagio ai cittadini oltre a ricadute drastiche sull’economia locale del piccolo comune.
Tagli pesantissimi alla sanità tramite l’esternalizzazione di sempre più servizi, puntando ad una privatizzazione selvaggia sul “modello lombardo” (parole di Toti) che sta fallendo miseramente (basti vedere le chiusure di vari reparti e interi ospedali lombardi e relative spese pazze per il superfluo della dirigenza: vogliamo questo??), una riduzione senza precedenti del personale, una pressoché totale assenza di bandi di assunzione indetti nelle strutture sanitarie, un  aumento spropositato delle liste d’attesa anche per semplici esami con il chiaro intento di dirottare l’utenza verso il privato, nessun intervento strutturale nei complessi sanitari che vengono lasciati cadere a pezzi, pronto soccorso inadeguati per carenze ormai croniche di personale e persino di mezzi elementari quali le barelle! Tutto è lasciato in mano alla sorte e alla buona volontà dei lavoratori!
L’unico risultato che ha raggiunto Alisa ( la tanto elogiata agenzia per la sanità ligure) oltre ai costi di gestione elevatissimi, è stato quello di impoverire la sanità pubblica a favore della privatizzazione.
Una situazione inaccettabile per il PCI che da tempo porta avanti una lotta per l’abolizione di tutti i ticket sanitari e chiede con forza una reale riorganizzazione dei pronto-soccorso e in generale di tutta la sanità pubblica.
Il turismo è in forte calo; nonostante i tanto sponsorizzati “tappeti rossi” sparsi per tutta la regione, i dati dicono che continua il trend negativo iniziato nel 2018.
Il trasporto pubblico locale nelle varie province va letteralmente in tilt sin dalle prime piogge creando ulteriore disagio ai cittadini già messi a dura prova durante l’anno.
La totale insufficienza di opere volte a contrastare i rischi di dissesto idrogeologico che da diversi anni colpiscono ormai sempre più di frequente la nostra regione.
Ciò è andato di pari passo con la cancellazione di 540 ettari di 3 dei parchi naturali più estesi in Liguria e la revoca della classificazione di 42 aree protette.
Questo è, a grandi linee, un primo elenco di criticità che sono lo specchio di una gestione disastrosa perpetrata negli anni dalla giunta Toti.
Il Partito Comunista Italiano reputa tale gestione oltraggiosa nei confronti di una delle più belle regioni d’Italia, amministrata da una giunta che ha dimostrato, esclusivamente, di essere solo in grado di fare passerelle tra le macerie del ponte Morandi speculando su una tragedia dove protagonista assoluta è stata la spettacolarità tra interventi inutili e meramente propagandistici nell’enorme area rimasta isolata dopo il crollo.
In ultimissima istanza, sono invece passate la salute e la vivibilità di un’intera vallata (la Valpolcevera) dove Toti, a braccetto con Bucci, si ostina a voler dare nuovamente le concessioni a Società Autostrade senza tener conto di chi, di fatto, è stato responsabile dei 43 morti del crollo del ponte e dei gravissimi danni che hanno patito e stanno patendo i cittadini.
Riproporre, al pari di PD e centrosinistra, grandi opere come la gronda, la continuazione della TAV etc. mentre il territorio ligure è sempre più fragile, ci sembra, a dir poco, fuori luogo ed irrispettoso.
I Liguri trovino il coraggio per cambiare, il coraggio di stare dalla parte di chi ha cuore il bene del territorio e dei cittadini secondo oggettive priorità.
Advertisements