Su Largo Escrivà i dubbi della toponomastica. In Commissione Garanzia e Controllo lo “show” di Asti

LA SPEZIA- Finisce quasi in rissa, la Commissione Garanzia e Controllo sul “caso Escrivà“, richiesta dai consiglieri Roberto Centi e Massimo Baldino. A perdere completamente le staffe è stato un nervosissimo Paolo Asti, che se l’è presa sia con i Consiglieri di opposizione, sia con i commissari della Toponomastica rei, a suo dire, di non aver espresso i dubbi sull’intitolazione dello slargo al fondatore dell’Opus Dei.

Il Sindaco Peracchini, da semplice cittadino (o meglio, da portavoce di un gruppo appartenente all’Opus Dei) aveva chiesto già due volte che a Escrivà venisse intitolata una piazza o una via, ma le passate Amministrazioni avevano detto no; “Era stata una scelta politica” afferma Asti, Presidente della Commissione Toponomastica. L’assessore parla a nome del sindaco, che non ha presenziato alla Commissione, spiegando le sue motivazioni in una lettera nella quale dice che la Toponomastica “esula dalle competenze del sindaco“.

La Toponomastica, secondo la ricostruzione, si riunisce la prima volta a novembre 2017, per discutere di varie intitolazioni. Tra queste, anche quella a Sant’Escrivà, fortemente voluta da Peracchini, che lo ha comunicato ad Asti. Ma su Escrivà la Toponomastica ha dei dubbi e la discussione è rimandata, perché si vuole sentire il parere della Curia. Non è Asti a intrattenere rapporti con la Curia, ma Peracchini stesso, perché quello è, invece, di sua competenza. Così, nella seconda riunione della Toponomastica (marzo 2018) alla fine si approva Escrivà, ma i commissari non sono d’accordo, così riferiscono in Commissione. E qui Asti si altera, perché il tutto risulta essere un po’ meno chiaro. Il parere della Commissione Toponomastica, comunque, è puramente consultivo, quindi questa Commissione non decide nulla.

Anche questa, quindi, appare come una scelta politica, solo che prima non andava bene che lo fosse, adesso invece sì. Dalla confusione in cui precipita quasi subito la Commissione, con accuse reciproche e giustificazioni al fatto che sia “una scelta divisiva” (con Cenerini che tira in ballo Via Stalin e il Centro Allende), sembrerebbe venir fuori questo.

Tra le poche certezze, c’è da rilevare che questa intitolazione ha innervosito molte persone, soprattutto l’Amministrazione e non si capisce il motivo: se tutto è regolare, se tutto è trasparente, se in Comune sono sicuri che Escrivà meriti una targa, perché infervorarsi tanto?

Come detto in apertura, la Commissione finisce quasi in rissa, con Asti che prima abbandona l’aula urlando e poi , sempre urlando, torna indietro per attaccare lite con il Consigliere Centi e con la Presidente Dina Nobili che tenta invano di riportare la calma per concludere la discussione.
Quella che sembrava una cosa come tante, destinata a passare inosservata, continua a far discutere e i gruppi di donne che hanno contestato questo famoso “Largo Escrivà” non si dicono particolarmente entusiaste della proposta di Asti di chiamare la piazzetta davanti al Comune “Piazza 8 marzo“.

Tecnicamente, la Commissione odierna non è finita, perché c’erano ancora due interventi in programma… verrà riconvocata o resterà “nel limbo“? Il grande Lucio Battisti cantava “lo scopriremo solo vivendo“: per ora, si sa solo che in un modo o nell’altro, di Escrivà si continuerà a parlare.

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