ATC al centro delle polemiche, gli autisti COBAS si difendono

LA SPEZIA- Leggiamo sempre più spesso e con sempre meno tolleranza sui quotidiani e sui social network, di comportamenti sistematicamente scorretti e quasi “spregiudicati” da parte degli autisti nei confronti degli utenti.

Qui di seguito non vogliamo giustificare il comportamento del singolo lavoratore, del tono più o meno maleducato ed intollerante che può manifestare svolgendo il proprio dovere, bensì le motivazioni che portano a quelli che oggi sono indiscutibilmente diventati attacchi continui alla categoria, sia sui giornali che sul web, e che poi, come quasi tutte le notizie di minor rilievo, non vengono mai più seguite nel loro epilogo.

L’autista può trovarsi nella condizione di causare “disagio” all’utenza per pochi e semplici motivi dei quali probabilmente non tutti sono a conoscenza:

  • i tempi con cui un autista deve uscire dal proprio deposito sono inadeguati alle condizioni dei mezzi che si troverà a guidare (ritardo già prima di iniziare);
  • i tempi di percorrenza da un capolinea all’altro sono calcolati in assenza di traffico (basta osservare il volume del traffico aumentato esponenzialmente nelle vie cittadine);
  • la città è quasi completamente priva di corsie preferenziali che eviterebbero ritardi pesanti non imputabili a chi sta conducendo il mezzo pubblico;
  • la totale indifferenza mostrata dalle amministrazioni nei confronti del trasporto pubblico (notizia recente è l‘intenzione da parte dell’amministrazione comunale di aumentare la disponibilità di parcheggi in piazza del mercato);
  • parcheggi a “pettine” che riducono le corsie (Viale Amendola);
  • attraversamenti pedonali eccessivi (senza considerare che non viene eliminata la segnaletica orizzontale di quelli variati).

Tutti questi fattori, presi ad esempio tra innumerevoli, impediscono alla città di evolvere in un miglioramento ed anzi la costringono nell’attuale situazione caotica ed ingestibile.

Le regole cui ci dobbiamo attenere, si vedano ad esempio il trasporto dei passeggini e dei cani, vanno oltre la singola volontà del conducente: l’autista non odia i cani… l’autista non è felice se è costretto a non far salire a bordo del mezzo la signora con il passeggino sotto la pioggia.

L’autista per tutelare se stesso e l’incolumità altrui deve attenersi a regole stabilite da chi lo amministra e dal codice della strada.

L’utente che decide di salire su un autobus e si trova in difficoltà a reperire il titolo di viaggio, dovrebbe capire che la causa di quel “disagio” non è dovuta al primo autista che trova sull’autobus; la mansione retribuita all’autista è quella di condurre un mezzo pubblico nel caos più totale, non vendere biglietti quando è pericoloso farlo.

Ci sono orari in cui l’autista è obbligato a vendere il biglietto ed orari in cui può non farlo… da regolamento, non perché si è svegliato con la voglia di complicare la vita all’utente di turno… chiediamoci piuttosto perché in una città che sta crescendo sempre più nel turismo non si trovano agevolmente i titoli di viaggio nei punti in cui si dovrebbero trovare, dove magari vi sarebbero persone destinate comodamente a servire l’utenza essendone ben liete. Chiediamoci piuttosto perché i regolamenti, nello specifico quello relativo alla bigliettazione a bordo, non sono quasi mai ben definiti, mettendo sempre in difficoltà l’autista e lasciando dubbi nell’utente.

L’obiettivo di quanto è stato scritto è quello di portare l’utenza a guardare oltre a chi ci troviamo di fronte quando saliamo a bordo di un mezzo pubblico.

L’obiettivo di quanto è stato scritto è quello di chiedere all’utenza di rivolgersi a chi questi disagi li crea e da anni continua ad alimentarli, nonostante “belle parole” delle varie amministrazioni che si sono susseguite, non a chi li subisce come  l’autista.

L’obiettivo di quanto è scritto è quello di partecipare insieme (autisti ed utenza) alle prossime manifestazioni di scioperi perché il disagio dell’autista è  il medesimo dell’utente e solo unendosi si può pensare di migliorare un servizio necessario ad una città che volge lo sguardo al futuro.

Autisti ATC, sindacato Cobas

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