Contributo economico alla famiglia di un militare morto sul lavoro? Botta e risposta tra Baldino e Cimino

LA SPEZIA- “Nobile gesto del Sindaco e dell’amministrazione quello di concedere un contributo economico (ma perché ometterne la cifra visto che sono soldi pubblici) alla famiglia di uno dei tanti , troppi, caduti sul lavoro di questi ultimi tempi nella nostra città. La vittima era un militare di Marina ma questo non credo possa o abbia influenzato la scelta della amministrazione, perché altrimenti il nobile gesto diverrebbe un gesto classista e indegno”.

Così è intervenuto questa mattina il Consigliere Comunale Massimo Baldino, in relazione a una delibera del 14 ottobre scorso, con la quale si concede un “contributo” economico alla famiglia di un Militare morto sul lavoro lo scorso gennaio. Così continuava Baldino:dunque, certo che così non sia ora mi devo attendere che presto un medesimo provvedimento verrà preso per l’operaio croato Dragan Zelic schiacciato da una lastra di metallo lunga venti metri nel Maggio del 2018 o per  Luciano Stiffi, operaio 43enne deceduto nel Maggio 2019 perché colpito alla testa da un tubo mentre lavorava nei cantieri del Muggiano o per il marittimo Danilo Gallinella, 60 anni morto per un trauma durante l’ormeggio di una imbarcazione a bordo del rimorchiatore “il Tino”, o ancora per il povero Antonio Brino manovratore delle ferrovie dello Stato rimasto schiacciato tra i respingenti di un treno merci sul quale stava operando al molo Fornelli. Insomma per tutti i nostri figli, di sangue o adottati, che in questi ultimi anni prestando la loro opera al servizio della comunità spezzina hanno pagato con la vita, in molti casi la negligenza e l’approssimazione con cui in molti luoghi di lavoro si opera. Il gesto di riconoscere da parte dell’amministrazione un contributo economico alla famiglia di una vittima del lavoro infatti qui alla Spezia non ha precedenti e dunque bene farà il Sindaco a puntualizzare il senso di questo provvedimento, che non potrà di certo essere circoscritto al solo ambito militare, visto che il “vuoto affettivo incolmabile” di cui si parla nella delibera dello scorso 14 ottobre ha senza tema di smentita colpito anche le altre famiglie scosse da questi terribili lutti che hanno tutti toccato il “sentimento profondo della popolazione” , sempre per citare le parole usate in delibera per motivare il riconoscimento economico”.

A Baldino, però, risponde Pietro Antonio Cimino, nella “doppia veste” di collaboratore del Sindaco e amico del defunto militare e risponde accusando il consigliere di non aver letto la delibera nella sua interezza, poiché, scrive, “il Sindaco e l’Amministrazione non hanno fatto altro che aderire alla richiesta della famiglia, che aveva semplicemente richiesto a nome della vedova che ha difficoltà di deambulazione, la possibilità di tumularlo in un loculo più in basso rispetto a quello assegnato in origine per permetterle di visitare e compiangere il marito. Dovendo richiedere alla famiglia, già colpita dal grave lutto e con difficoltà economiche, la differenza di costo fra la tumulazione assegnata e quella richiesta, la giunta comunale ha deciso di non introitare la differenza di costo fra i due loculi e tumulare il defunto al piano più in basso. Nessun contributo alla famiglia. La delibera di Giunta, se lei avesse tempo di leggerla in Comune e non sui giornali, dice chiaramente “di dare mandato ai Dirigenti competenti di liquidare ed erogare un contributo economico – mediante compensazione tra appositi capitoli in entrata ed in uscita del Bilancio di Previsione per l’esercizio finanziario corrente – alla Famiglia del militare scomparso d’importo pari a quello della concessione ove lo stesso è stato tumulato”.

Non soldi alla famiglia, quindi, ma comunque un’agevolazione, come fanno notare su Facebook alcuni cittadini, un’agevolazione che (ci si augura) sarebbe stata concessa a qualunque lavoratore morto in servizio.

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