Petizione Piazza Martiri: diffida al Comune

SARZANA- Non è stato sufficiente l’intervento del Difensore civico Francesco Lalla per convincere l’Amministrazione Ponzanelli e il Consiglio comunale a dare risposta alla nostra petizione su piazza Martiri dell’11 dicembre dello scorso anno. E’ trascorso un altro mese e la richiesta di discutere nel massimo consesso politico cittadino dello “scempio urbanistico e di legalità” consumato in una piazza importante della città rimane nel cassetto. Non ci resta che la diffida al sindaco e al consiglio. L’abbiamo inoltrata il giorno 8 con posta certificata.

Abbiamo deciso di procedere alla diffida dopo aver appreso che i capigruppo della maggioranza consiliare sabato prossimo chiederanno un consiglio comunale straordinario e urgente per discutere dello scandalo della società Sarzana Valorizzazione Patrimonio, che questo Comitato aveva additato nel lontano aprile 2012 al sindaco Massimo Caleo, all’assessore al bilancio dell’epoca Alessio Cavarra e al consiglio comunale, dove già sedeva qualche figura di primo piano della politica odierna come Carlo Rampi. Si doveva attendere l’intervento della Corte dei Conti per convincere l’attuale maggioranza “del cambiamento” insediatasi il 5 luglio dello scorso anno ad affrontare l’affaire, legato al Piano Botta?

Quei sette anni di ritardo ci hanno dato qualche speranza che anche la questione piazza Martiri possa approdare in Consiglio comunale, rompendo un muro di omertà su come si è dipanata tutta la vicenda.

In fondo con la petizione si chiedeva di conoscere come è stato possibile variare il Piano particolareggiato senza un voto del Consiglio comunale, come è possibile violare oggi gli standard dei parcheggi pubblici obbligatori per legge e, ancora, per quale magia si è concesso senza gara il sottosuolo pubblico a un privato, e come è stato possibile “grazie a quelli di prima2 e all’inerzia di “quelli di ora” che un privato si sia appropriato di una fetta di piazza di proprietà pubblica. Si chiedeva anche di aprire i parcheggi pubblici sotto il palazzo ex Biava. Deve intervenire la Corte dei Conti?

Per non farci mancare nulla abbiamo nel frattempo chiesto le carte di una “eventuale variante di progetto in corso d’opera” per verificare se durante l’esilarante trattativa Comune, impresa, ricorrenti al Tar promossa dal sindaco Cristina Ponzanelli il palazzo non sia cresciuto un po’. L’amministrazione ha chiesto il consenso all’impresa a rendere pubbliche le carte. Ovviamente nel segno della massima trasparenza da sempre proclamato dal sindaco Ponzanelli. Intanto godiamoci il dibattito postumo su Sarzana Valorizzazione Patrimonio. Basta attendere sette anni e tutti i nodi vengono al pettine.

(Comitato Sarzana, che botta!)

Advertisements