No al Biodigestore di Saliceti, Associazioni e Comitati incontrano le sinistre

La fragilità dell’assetto idrogeologico con i collegati allarmi per le falde che alimentano i pozzi di Fornola, la presenza d’impianti che già fanno della zona un’area sfortunata, i rischi ambientali e sanitari, le grandi quantità (tra le 30 e 60 mila tonnellate) che dovrebbero arrivare da fuori provincia sono gli elementi che fanno di Saliceti il sito meno idoneo a ospitare un impianto di trattamento di rifiuti organici tra l’altro in contrasto con le risultanze della VAS a suo tempo effettuata. Su questa analisi concordano comitati e associazioni ambientaliste e gli esponenti delle formazioni di sinistra. La convergenza è stata ribadita nel corso di un vertice a Ponzano che ha visto la partecipazione dell’onorevole ligure Luca Pastorino di Liberi e Uguali, del consigliere regionale Francesco Battistini di Italia in Comune e di Nicola Di Benedetto coordinatore regionale di Sinistra Italiana, del consigliere provinciale Andrea Licari di E’ viva e di Paolo Putrino di MdP.

L’incontro s’inserisce nelle iniziative assunte dai comitati Sarzana, che botta!, No biodigestore Saliceti, Da Porta Nord alla Brina e dalle associazioni Acqua bene comune, Cittadinanza Attiva, Italia Nostra e Legambiente per richiedere a tutte le forze politiche spezzine di farsi carico della questione rifiuti, che rischia di far diventare la nostra provincia la pattumiera del levante di Genova, dove non vengono progettati impianti, dove la raccolta differenziata langue con percentuali inferiori al 50%. In precedenza le formazioni ambientaliste avevano già incontrato Liguria Popolare e Cinque Stelle, incassando apertura al confronto e all’approfondimento dei “puntuali” argomenti proposti.

Agli esponenti delle formazioni della sinistra, così come a tutte le forze politiche, è venuto da parte dei comitati un appello a mantenere rigorosamente il confronto sul piano dei contenuti, di evitare qualsiasi tentazione di strumentalizzazione partitica, avendo come riferimento l’interesse della comunità spezzina a difendere quel bene prezioso che è la falda del Magra che potrebbe essere compromessa dal più banale degli incidenti con sversamenti dagli impianti di percolato inquinato.

Tutti gli esponenti politici si sono detti concordi che l’interesse della comunità spezzina deve registrare convergenze al di là degli interessi politici di parte.

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