“Ecco perché non abbiamo votato il documento su Enel”: Baldino, Liguori e Nobili spiegano le loro motivazioni

LA SPEZIA- Maggioranza e opposizione (quasi) compatta brindano al successo ottenuto con il documento di ieri sera sul futuro della centrale Enel.

Ricordiamo velocemente la storia: Enel ha annunciato la dismissione dal carbone entro il 2020/2021; il primo a dare questo annuncio fu, nel lontano 2015, l’ex sindaco Massimo Federici, tanto che due anni dopo l’attuale consigliere Marco Tarabugi riuscì a ottenere il via a un referendum consultivo per trasformare l’area in un grande parco giochi (la famosa Spezialand). Referendum di cui non si è più parlato, nonostante Spezialand sia stata un cavallo di battaglia di Tarabugi e del suo gruppo consiliare.

Ma veniamo ai fatti più recenti. Un anno fa, a ottobre 2018, il Consiglio Comunale vota un documento in cui si  “impegna il Sindaco e la giunta (…) a richiedere la permanenza di Enel con eventuali tecnologie non inquinanti come l’utilizzo del gas e comunque da verificare nell’apposita commissione comunale”. Subito si sollevarono comitati, associazioni ambientaliste e opposizioni. Seguirono  polemiche e qualche mese fa (maggio 2019) venne fuori la notizia-bomba che Enel aveva richiesto di restare con una centrale a gas.

E la storia non finisce qui, perché a giugno l’Amministrazione spezzina fa un dietrofront non indifferente, dicendo un netto “no” alla centrale a gas. Roba da perderci la testa, anche perché più o meno nello stesso periodo il Presidente della Regione, Giovanni Toti, dice sì alla centrale. Quindi?

Le opposizioni iniziano a chiedere che Peracchini porti la questione davanti a Toti,  ma questo non è stato fatto e non solo: nel documento votato ieri sera in Consiglio, non si menziona la Regione.

Per questa ragione i consiglieri Massimo Baldino (Per la nostra città), Dina Nobili (PD) e Luigi Liguori (La Spezia Bella Forte Unita Manfredini sindaco) ieri sera (anzi, ieri notte) sono usciti dall’aula e non hanno votato il documento che tutti gli altri vedono come “un grande successo“.

Non ci stiamo” dichiarano i tre consiglieri “ad essere presi in giro e soprattutto vogliamo chiarezza. L’Amministrazione pensa di essersi tolta ogni responsabilità votando i documenti discussi ieri in Consiglio Comunale? Pensa che con un impianto in attività sul cui futuro non si è espresso ancora Terna basti quel panicello caldo approvato ieri per arrivare al tanto atteso parco Spezialand? Diciamo con chiarezza che noi ci aspettavamo dal Sindaco di portare sulle sue posizioni la Regione Liguria (oggi pare ancora favorevole al turbogas) per fissare un punto fondamentale nella vertenza Enel: la bonifica delle aree! Avere la certezza dei tempi (più stretti possibili) della dismissione del carbone. Fare uno studio sanitario sullo stato di salute dei cittadini della nostra provincia, non traguardare a Spezialand (o almeno non soltanto a Spezialand) ma con Enel, che rimane proprietario dell’area, studiare nuove forme di investimento su economia green! Proprio pochi giorni fa la Presidente del Parco Nazionale lancia come obiettivo quello dell’utilizzo di battelli elettrici. Quindi un settore che potrebbe affiancare ed implementare quello presente della nautica da diporto! Siamo stati i primi a dire che questo progetto non andava bene ma siamo anche i soli a dire che chi amministra deve sempre affrontare i problemi con quella responsabilità del buon padre di famiglia. Non nascondere cosa sta succedendo e quindi nascondersi dietro parole facili da dire ma difficili che diventino realtà. Il Sindaco è questa Amministrazioni porti Enel, la Regione e il Governo al tavolo del confronto”.

A schierarsi contro questo documento (definito “confuso”) è anche il giurista ambientale Marco Grondacci, dalle pagine del suo blog (articolo qui).

Cosa succederebbe se Regione e Governo intendessero proseguire sulla strada della centrale a gas?

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