Intitolazione largo Escrivà – Soddisfazione Uaar per protesta laica e civile

LA SPEZIA- Dopo la contestata e discussa intitolazione di uno slargo del centro cittadino a Josemaria Escrivà, soddisfazione del circolo Uaar spezzino per il successo e riscontro ottenuto dalla protesta dal fronte laico e, in particolare, dal volantinaggio effettuato dai soci del circolo nelle vie del centro adiacenti la piazzetta.

Una vera e propria sproporzione – afferma il coordinatore Cesare Bislerise si volesse analizzare la questione in termini di numeri e consensi. Da una parte il gruppo sparuto di non più di una  manciata di sostenitori,  che si sono trovati ad applaudire questa iniziativa tra qualche fischio  e cartelli di protesta, dall’altra centinaia di persone che ricevendo il nostro volantino hanno perlopiù espresso sdegno, riprovazione, incomprensione e incredulità rispetto a questa inopportuna iniziativa del sindaco. Per non parlare poi del tam tam sui social che, già iniziato alla notizia dell’evento, è poi proseguito tra condivisioni critiche e commenti a sfavore anche nei giorni successivi la cerimonia. Insomma, un vero e proprio flop istituzionale che forse questa amministrazione avrebbe anche potuto evitare  se il sindaco Peracchini avesse voluto ascoltare la forte voce del dissenso e non anteporre ad ogni costo il proprio irrefrenabile desiderio. E a questo punto sorge spontanea la domanda: “sindaco di tutti o sindaco dell’Opus Dei?”. Eh si, perché di “irrefrenabile desiderio” sembrerebbe trattarsi – continua il coordinatore del circolo Uaar – se non addirittura di una sorta di ossessione. Abbiamo appreso dalla stampa, infatti,  che per Peracchini questa intitolazione è sempre stato un obiettivo da raggiungere anche quando sindaco non era, obiettivo che lo aveva visto impegnato nientemeno che in due precedenti tentativi, nel 2008 e nel 2012, entrambi respinti.

Sordo, quindi, alla percezione negativa che se ne ebbe in quei periodi ed ai dinieghi democraticamente opposti, ci ha riprovato oggi, da sindaco, rimanendo ancora indifferente anche al forte dissenso odierno della sua cittadinanza.  Ci sembra persino troppo evidente che il “sindaco di tutti” stavolta, sicuro del sostegno della “sua” maggioranza, tappandosi occhi e orecchie abbia considerato solo uno scontato benestare della curia, ignorando il diffuso malumore e irritazione anche da parte di molti cattolici e prelati perché, non dimentichiamolo, oltre che a non rappresentare degnamente una cittadinanza in senso ampio ed inclusivo, c’è anche il contorno di tutta la vicenda di don Bartolini, che ancora brucia. Eppure, segnali  ed inviti a desistere dall’impresa, nell’ambito delle proteste ce n’erano stati molti. Diverse erano state anche le proposte provocatorie di possibili alternative a tale intitolazione, con citazione di personaggi sicuramente più accettabili da parte di tutti, credenti e non, i cui forti valori sarebbero stati anche condivisibili con gli occhi della fede ma, soprattutto, sarebbero stati maggiormente rappresentativi dei valori della nostra Costituzione. Se volesse, il sindaco Peracchini, dal circolo Uaar potrebbe ricevere un lungo elenco di personaggi meritevoli, che sicuramente sarebbero  benevolmente accolti dalla cittadinanza e, quasi certamente e non per caso, non sarebbero stati altrettanto graditi al discusso fondatore dell’Opus Dei, il cui nome ora troneggia sgradito in una piazzetta della Spezia, avvolto da un alone di fascino comprensibile solo con gli occhi della fede o con quelli dell’ignoranza e dell’indifferenza. 

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