Escrivà e i legami con Spezia. Perché non dedicare una strada a Gianni Rodari?

LA SPEZIA- Si è svolta venerdì pomeriggio la cerimonia di inaugurazione di  “Largo San Josemaria Escrivà“. Una cerimonia appena disturbata da qualche fischio, immediatamente represso dalle forze dell’ordine. Qualche fischio, si diceva, che ha fatto seguito alle proteste dei giorni scorsi. Contro il fondatore dell’Opus Dei, accusato di essere vicino a idee franchiste e “antifemminista” (per usare un eufemismo) si erano levate molte voci di dissenso, voci che il sindaco aveva messo a tacere bollando tutti come “ignoranti”. Ai contestatori è stato detto anche che non sono democratici, perché hanno osato protestare. In realtà in democrazia il cittadino ha tutti i diritti di contestare una decisione sulla quale non è d’accordo. Nessuno ha tentato fisicamente di impedire la cerimonia, si sono levati solo alcuni fischi di protesta. Ricordiamo che la cerimonia d’inaugurazione di Piazza Verdi fu bloccata dai fischi per lunghi minuti e l’allora sindaco Federici se li prese tutti.

Se anche qualcuno, tornando a Escrivà, nega la vicinanza al franchismo, rimane comunque il dubbio: “ma cosa c’entra con la nostra città?“; secondo Peracchini, il legame con la città è dovuto al fatto che una volta il Santo passò dal Bracco. Un po’ debole, come collegamento, ma Peracchini a Escrivà tiene proprio moltissimo, visto che (come riportato dal Secolo XIX di oggi) già due volte aveva provato a chiedere che gli venisse intitolata una strada, facendosi “portavoce di persone che frequentano l’Opus Dei“. L’istanza era sempre stata bocciata, ma ora finalmente il Sindaco ce l’ha fatta. E pazienza se qualcuno non è d’accordo.

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A me piacerebbe vedere, nella mia città, una via, una piazza, un largo o uno stretto, un vicolo, qualcosa insomma, dedicato a Gianni Rodari. Esiste già un complesso educativo in Via Monfalcone, è vero, ma Rodari merita anche qualcosa in più. Scrittore, poeta, pedagogista e giornalista, Gianni Rodari è spesso relegato ad “autore per l’infanzia“, ma i suoi libri sono rivolti anche agli adulti, a chiunque abbia voglia di giocare con la lingua, con le rime. Inoltre, il suo “La storia di tutte le storie“, spettacolo teatrale “infinito“, nacque proprio a La Spezia e nella nostra città è ambientato (nella sua versione originale, poi ognuno lo può reinterpretare). Esiste, quindi, un perfetto legame con la nostra città, più stretto sicuramente di quello con il Santo Escrivà... perché non dedicare un lembo di terra a questo grande poeta?

“Ho sempre creduto che il teatro deve nascere a teatro. Scrivere un testo teatrale non è come scrivere una favola. Le poche volte che ho preteso di poter usare il linguaggio del teatro scrivendo a tavolino, mi sono trovato malcontento. L’invito ad avere una parte nell’incontro fra il teatro e i bambini, organizzato dal Comune e dal Teatro Civico de La Spezia, mi ha dato l’occasione di lavorare in uno spazio teatrale fin dal primo momento del progetto. Per questo ho accettato nonostante l’obbligo di scrivere un copione in tempo brevissimo per me, che di solito lascio maturare le idee su cui lavoro anche per anni, tutto il tempo che richiedono. Da questo punto di vista posso dichiarare che “La storia di tutte le storie” non si può considerare un testo finito, ma piuttosto la materia prima per un testo teatrale. Un canovaccio per l’immaginazione dell’autore, che sarebbe bello poter lasciar maturare. Ma serviva immediatamente per completare l’esperimento. Esso potrà ora funzionare come canovaccio per l’immaginazione di un regista, di una compagnia teatrale o di un gruppo di ragazzi messi in grado di usarne liberamente”. Gianni Rodari

 

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