Un libro? Perché no. “Fiorire d’inverno, la mia storia”, di Nadia Toffa. Recensione a cura di Annalisa Serafini

“Ho sempre creduto che la vita fosse disporre sul tavolo, nel miglior modo possibile, le carte che ti sei trovato in mano. Invece all’improvviso ne arriva una che spariglia tutte le altre, e la vita è proprio come ti giochi quell’ultima carta. Per ciascuno di noi l’esistenza è costellata di eventi che in prima battuta sono sembrati inaffrontabili, e invece poi hanno portato a una rinascita, a un nuovo equilibrio. Penso che ci sia un ordine più saggio che governa il mondo e di cui spesso ignoriamo il senso, la prospettiva. Per questo ho una grande fiducia, mi alzo sempre col sorriso.”
Così inizia il breve, ma intenso e commuovente libro di Nadia Toffa, giornalista, scrittrice e presentatrice TV, che ci ha lasciato troppo presto, a soli 40 anni, il 19 agosto di quest’anno.
Il libro racconta la sua vita: gli anni dell’infanzia a Brescia, in una famiglia numerosa e con poche risorse, ma i cui genitori le hanno insegnato ad avere coraggio sempre, ad affrontare difficoltà ed insuccessi con la voglia di superarli ed andare avanti. “Un giorno mi telefonò mia nipote per dirmi che aveva preso 4 a scuola: succede le dissi” – racconta l’autrice nel libro – “ma sarà ancora più bello quando dopo aver studiato duro arriverà un otto”.
Nadia ci racconta poi che nonostante i problemi economici, i suoi hanno voluto i tre figli laureati, perché “puoi perdere il lavoro e tutti i soldi, mi diceva mia mamma, ma se hai intelligenza e preparazione puoi trovare un altro lavoro, cambiare città, nazione o viaggiare per il mondo”.
È così che Nadia, grande praticante di sport fin dall’infanzia, ragazza acqua e sapone, che ha sempre sdegnato le mode e i tacchi a spillo o lo shopping milanese, molla tutto e si trasferisce a Bologna, alla facoltà di Lettere, dove per mantenersi fa ogni tipo di lavoro dalle ripetizioni alle pulizie notturne nelle banche, alla cameriera o alla steward nelle fiere cittadine. È proprio a Bologna dove avviene la svolta della sua vita: un annuncio letto per caso in una bacheca, di una televisione locale che cerca conduttori e giornalisti. Qui matura le prime esperienze e capisce che quella sarà la strada da percorrere.
Finita l’università si getta con tenacia nel settore del giornalismo con provini e colloqui, fino a che non viene scritturata dal programma le “Iene”di Italia 1, che l’ha resa famosa al grande pubblico.
Nel libro trova anche spazio il racconto della scoperta della malattia e del coraggio e caparbietà, tipici del suo carattere e personalità, con cui l’ha affrontata e combattuta, spesso nascondendo di andare in onda con 39 di febbre, di avere i globuli bianchi bassi che la rendevano debolissima anche per alzarsi o di portare con decoro e dignità la parrucca in testa, caduti subito i capelli da chemio e radio terapie.
È un libro scritto con una prosa che ricorda in parte il suo carattere: veloce, leggibile, piena di aggettivi e descrizioni, mai malinconica o triste, sempre ottimista ed aperta al futuro ed agli altri.
Una breve biografia che vale la pena di essere letta, per il fatto di farci riflettere su come la vita vada goduta ogni istante, nel bene e nel male, in estate al mare o in inverno, come i fiori che riescono a vivere sotto la neve, da cui il titolo del libro.
A volte in questa vita veloce e frenetica, fa bene fermarsi e pensare che soldi fama e successo non ci danno mai una vera e completa felicità, che ci può venire solo da noi stessi, dalla nostra volontà di lottare e di essere noi i protagonisti delle nostre vite.
Buona lettura!
Annalisa Serafini
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